Paolo e Barbara - La Stella Grigia

In questa pagina è narrata una parte della nostra storia e della storia di alcuni nostri allievi, dall'inizio - anno 1989 - fino a (...).

In questi anni sono accadute cose molto belle ed altre molto tristi, che ci hanno aiutato a crescere.

Noi e alcuni dei nostri ragazzi, abbiamo creduto nell'Amicizia che si è creata nel corso del tempo, e insieme abbiamo dato voce ad un credo basato sulla fiducia e sul rispetto.

Come accade in tutte le favole, il colpo di scena c'è stato anche qui e la tristezza, l'amarezza per ciò che è successo, ci ha ferito profondamente ... una ferita che non si rimargina ...

Non quietati per i soprusi ricevuti, contiueremo a scrivere, fra ira e disdegno (nell'indice - Diario) . Nella speranza di non riportare solo sdegno, cercheremo di continuare a gioire nella bellezza della nostra vita e nella serietà e sincerità della nostra scuola.

 

Nel giorno 1°aprile del 1989, ebbe inizio la nostra avventura nel Pianeta Cane con l’arrivo in casa di Cristina.

1°aprile 1989 ore 9,30 + o –

Abbiamo finito il sale marino, non possiamo cambiare l’acqua a Chivas e Cointreau… ok, mentre Paolo si preoccupa di sistemare i nostri ‘pterois-volitans’ (pesci scorpione), io prendo il motorino e in un attimo sono al negozio di acquari, vado e torno.
Sono davanti al punto vendita, è chiuso. All’interno sento un gran abbaiare… a giudicare dall’insistenza e dal timbro di voce, deve essere un cucciolo con un caratterino niente male… strano che ci sia un cucciolo… qui non vendono animali diversi dai pesci… sarà il loro?… ma lo hanno lasciato dentro da solo?... sai che baraonda ha combinato con tutti quei ‘balocchi’ a disposizione… beh, da un momento all’altro dovrebbero arrivare i proprietari ad aprire, sono quasi le 10,00… fra poco lo scopriremo…
Passano alcuni minuti e ancora non si vede nessuno… dall’interno non si sente più nulla… che il cagnolino si sia addormentato?... sono le 10,15 possibile che ancora non arrivi nessuno?...
- Signore mi scusi, conosce i proprietari del negozio di acquari? -
- Si certo. -
- Sa dirmi perché ancora non hanno aperto? -
- Sono andati ad installare un impianto, saranno qui per le 12,00. -
- Grazie. -
- Di nulla. -
- A questo punto mi conviene tornare a casa… -
Tornata a casa, fra un metti a posto questo e un pulisci quell’altro, passano le 12,00 e poi le 13,00, fino a che alle 14,00 (circa) Paolo mi dice:
- Ma tu non hai fame?... -
- Ad essere sincera ho un certo languorino… è già ora di pranzo?... accidenti sono le due del pomeriggio… il sale, il negozio… ho fatto tardi! -
- Senti, adesso mangiamo, fra un’ora i negozi riaprono, se non abbiamo ancora finito di mettere a posto, se vuoi vado io… -
- Si, è meglio, anche perché così chiedi tu, cosa possiamo fare a Cointreau per quelle strane macchie… io non ci capisco niente di pesci… -
- Si, forse è meglio. -

Paolo alle 15,00 esce e dopo soli dieci minuti è di ritorno.
DRINN … il citofono.
- Si? -
- Barbara scendi?... ci ho ripensato, vieni anche tu. -
- Arrivo. -
Non chiedetemi come, né perché, ma ero più che certa che Paolo era già stato al negozio e invece di comprare quel che serviva ai nostri pesci, aveva visto il cucciolo e voleva portarlo a casa. Dire si, fare le scale a perdifiato e saltare in macchina è stato tutt’uno. Durante il breve tragitto cercai di fare la vaga… canticchiavo, guardavo il panorama… ho abitato in quel quartiere da quando sono venuta al mondo, ma non sapevo come nascondere la curiosità… avevo una gran paura che le mie sensazioni non fossero veritiere e allora… sai che delusione!... e come ci sarebbe rimasto Paolo se voleva farmi vedere qualcosa che non c’entrava niente con il cucciolo?... per fortuna la strada da percorrere era breve… dovevo avere pazienza ancora pochi minuti…
Eccoci di fronte alla porta del punto vendita… con fare tranquillo, ma non troppo, invito Paolo ad entrare per primo… il cuore in gola batte all’impazzata… le orecchie tese per cercare di sentire rumori di zampette o mugolii o… perché no, quell’abbaio insistente. Entro. Mi guardo intorno, non lo vedo… Paolo si avvicina a Franco, il proprietario del negozio, e in quel momento da dietro il bancone, salta fuori un… terremoto! Non curante di chi mi fosse intorno, mi lancio verso quel mucchietto di peli, e per alcuni istanti giochiamo come due fanciulli.
Ripreso il controllo di me stessa, mi avvicino a Paolo e a Franco per ascoltare quel che dicono...
La creaturina – giocando mi accorsi che era una femmina – era una cosina di pochi mesi che aveva la pretesa di assomigliare ad un Pastore Tedesco. Era stata sottratta ad un carico di cuccioli dalla dubbia provenienza, nonostante il suo spirito vitale, non era proprio in forma smagliante. Piena di parassiti… li aveva ovunque… addirittura li tossiva. Paolo ed io ci guardammo, non ci fu bisogno di parlare… prendemmo in braccio la cucciolina e via, di corsa dal veterinario.
Cristina, approssimativamente, dell’età di tre mesi, pesava solo tre chili, ma in compenso aveva una febbre da cavallo.
Il veterinario, un caro amico di famiglia, non aveva il cuore di esporci la diagnosi, perciò, silenziosamente, iniziò a scrivere la prescrizione medica, poi disse : “Se resiste alla terapia ci vediamo tra una settimana”.
E andammo avanti di settimana in settimana e di quindici giorni in quindici giorni…
Cristina ha raggiunto la veneranda età di quattordici anni… quattordici anni di momenti meravigliosi, unici per la loro simpatia:
- quando andavamo a trovare i miei genitori al mare e, nelle serate estive, ci attardavamo in giardino a fare due chiacchiere, lei cominciava ad abbaiare in maniera così insistente che non c’era altro modo, per farla smettere, che quello di accompagnarla in camera, indicarle il suo lettino e lasciare che si addormentasse… la sera era la prima a coricarsi e la mattina l’ultima ad alzarsi;
- non ammetteva ritardi sul servizio mensa: se passava l’ora della pappa, anche solo di pochi minuti, si armava di ciotola e veniva a cercarci… se facevamo finta di niente, ci girava intorno, ci urtava… e se ancora non aveva ottenuto l’attenzione desiderata, ci faceva cadere la ciotola davanti ai piedi… a quel punto… come non darle retta?!?!
- ingegnosa ed espressiva in molte cose, soprattutto nel trovare scappatoie quando le veniva chiesto di fare qualcosa di diverso dalle attività ludiche… tutto, purché non avesse alcun legame con la fatica.

E… ironia della sorte… ha scelto proprio un 1° aprile per salutarci.

A lei dobbiamo i molti cambiamenti della nostra vita e, il salto in quella dimensione, dove la forza interiore ha il potere di realizzare i sogni.

1 Aprile 2009 - sono passati vent'anni... festeggiamo oggi l'inizio di una nuova vita... le parole qui sotto riportate si trovano nelle pagine di introduzione del mio primo libro, un piccolo diario dove ho riversato il mio accesso a questo mondo...

Sono passati ormai molti anni dal giorno in cui decisi che la vita con l’uomo mi andava stretta. Pensavo spesso di essere un animale solitario, ma la verità era che non mi trovavo nella società umana. Un giorno, guardando là, fuori, in quel mondo per me così estraneo, la mia attenzione fu catturata da due ipnotici gioielli: gli occhi di un cane.
Fu in quel preciso istante che decisi quale indirizzo avrei dato alla mia vita.

Inseriremo in questo spazio alcuni filmati, per noi ancora emozionanti, di momenti trascorsi con i nostri gioielli: allenamenti, sport, giochi... di tutto un po'.

Filmato: Quattro passi con le mie Stelle

La Storia

Stella Grigia è la traduzione dell'affisso "Vom Grauen Stern" di Alfa e Arek, i due pastori tedeschi, fratelli di cucciolata, arrivati in Italia nel lontano settembre del 1990. Il nome del loro allevamento deriva dal color argento del manto della mamma "Dolly Vom Wildbachtal", una femmina di grande temperamento che si è distinta nelle competizioni europee più importanti di SCH h3, IPO 3 ed FH.

Il nome del nostro credo è stato a loro dedicato in quanto i primi ad accompagnarci verso la conoscenza del pianeta cane.

Alfa prima di Arek, entrò a far parte del branco di casa Caldora, già composto da quattro elementi: Paolo e Barbara (bipedi), Cristina (una voce e una coda) e Gretel (tanti peli a forma di pastore tedesco). Aveva solo due mesi quando fece quel suo primo viaggio in aereo da Hannover (via Francoforte) destinazione aeroporto di Fiumicino a Roma, dove Paolo l'aspettava. Ancora non l'aveva vista e già era terribilmente pazzo di lei.
Quando uscì dal trasportino dove era stata parcheggiata dodici ore prima, la cucciolina si diede una bella stiracchiata, fece una lunga pipì e saltò fra le braccia del suo compagno umano.
Giudicando dalle apparenze non sembrava proprio un pastore tedesco; pesava più di dodici chili, aveva due orecchie enormi e cadenti sui lati del muso come un labrador, pelo folto e ossatura da terranova. Era stupenda.
Arek si unì a noi all'età di due anni, quando decidemmo di trasferirci in campagna e di fondare la nostra Stella Grigia.
Stella Grigia racchiude in sé il desiderio di divulgare e di dividere con gli altri la passione e il rispetto verso i cani.
Il filone educativo sul quale è stata basata la sua dottrina vuole riconoscersi nella semplicità di linguaggio fra due specie animali tanto diverse e tanto simili l'una all'altra. Gli idiomi possono essere assimilati con facilità solo se l'umiltà e la comprensione hanno la possibilità di emergere.
Pensa semplice e ti capirai con il tuo cane.

Cristina

Gretel e Cristina

Alfa

Alfa

Cristina, Gretel e Alfa

Arek

Più di dieci anni fa…

Era il giugno del 1995, quando Paolo ed io, abbiamo deciso di fondare la scuola “Stella Grigia”.
Eravamo sinceramente, molto amareggiati e stanchi delle incomprensioni nate, maturate e degenerate nel corso degli anni, nell’ambito delle due società delle quali facevamo parte sia come soci sostenitori sia come personale lavorante. Nelle società l’ago della bilancia non pende mai solo da una parte o solo dall’altra, certamente noi non siamo state persone facilmente comprensibili, come non lo sono stati per noi i nostri soci, però, in tutta sincerità, ci sentiamo di dire che da parte nostra c’è sempre stato un profondo rispetto verso tutti, non ci sentiamo di affermare o di smentire, con altrettanta schiettezza, se la stessa lealtà è esistita nei nostri confronti… mah!… quel che è stato è stato. Abbiamo imparato molto dalle persone che ci hanno accompagnato fino a quel momento, sia dal punto di vista di conoscenza della materia, sia dal punto di vista di interazione con il genere umano, e di ciò li ringraziamo. Queste stesse persone, inoltre, hanno fatto in modo di far crescere in noi un amore smodato, se mai ce ne fosse stato bisogno, verso i cani e i cani, meravigliosi esseri viventi possessori di un’anima superiore, hanno reso possibile la comunicazione senza veli.
Non è stato facile ricominciare per l’ennesima volta, non è stato facile lasciare quel che avevamo costruito con tanta dedizione, non è stato facile continuare a guardare in faccia i personaggi che fino a quel momento ci avevano giurato “amore eterno” e in un istante ci hanno dichiarato guerra, non è stato facile sentirsi dire “ti amo” e leggere in quelle parole “ti odio”… ma è stato possibile resistere a tutto questo grazie all’unione del nostro branco, sempre grande e quanto mai vivo, oggi più di allora.

Nei dieci anni e più… prima e dopo.

Qualcosa di noi, dei nostri cani, dei nostri amici.

Muna: fra Paolo e me già esisteva una profonda amicizia… Muna era la mia Schnauzer Gigante. Quando arrivò a casa avevo quindici anni e lei non era altro che un orsacchiotto nero. Ricordo ancora come se fosse adesso, il primo incontro. Erano le otto di mattina di un giorno scolastico; esco di casa; prendo l’ascensore; arrivo al piano terreno; apro la porta di quell’attrezzo infernale che funzionava una volta su dieci – otto piani non sono uno scherzo, soprattutto se devi farli in salita – e chi ti trovo davanti a me?!… un signore con una meravigliosa cosa pelosa che si poggiava con tutta la sua pancia sulla manona dello sconosciuto. “Muna” urlai. Non avevo dubbi sul fatto che fosse lei. Sapevo che papà ci stava preparando una sorpresa, ma non sapevo quando sarebbe arrivata. Nel mio modo di esultare credo di aver impressionato non poco quel signore, senza chiedere più di tanto – potevo benissimo sbagliarmi, non abitavamo solo noi nello stabile, ma sfido chiunque a deludere uno stato euforico come il mio, non poteva dirmi altro che “si, è lei” – lo invito a salire con me – avrei fatto tardissimo a scuola ma non mi importava affatto, già non è che l’amassi tanto la scuola e ogni scusa era buona per non andarci, ma dopo quell’incontro come potevo andar via, aspettare ben cinque ore prima di tornare a casa dalla mia Muna, no, non era possibile, sarei entrata un’ora più tardi, avevo una stupenda giustificazione.
Non ricordo se a casa c’erano ancora papà e mia sorella o se erano già usciti per andare in ufficio lui e a scuola lei – è sempre stata molto diligente mia sorella, per nulla al mondo avrebbe perso un giorno di scuola, l’ho sempre ammirata molto per questa sua coscienziosità – di sicuro, però, c’erano mia madre con il mio fratellino piccolo.
Muna. Non capivo nulla di cani, ma li amavo più di qualsiasi altra cosa al mondo.

Ricordi d’infanzia.

Negli anni precedenti avevamo avuto tre Pastori Tedeschi: Rinti, Linn, York. Parlare di loro è dolce e amaro.

Rinti. Ricordo Rinti solo nei primi giorni a casa: un manto molto scuro, si divertiva a morderci i piedi – miei e di mia sorella – e più scappavamo, più lui ci rincorreva; più urlavamo, più lui si divertiva; ricordo le fughe sul letto e le notti insonni… guaiva… forse si sentiva solo… non gli era permesso di dormire con noi, però poteva stare in soggiorno… ma la solitudine non può essere consolata da una bella stanza, così, per tutto il tempo in cui rimaneva lì, si lamentava, ogni minuto sempre più forte, finché mamma non si alzava e andava a cullarlo.
Non ricordo altro… forse perché non ha fatto parte di noi per molto tempo.

Linn. Di lei ricordo anche meno. Ancora più scura di Rinti ma molto più tranquilla. Ho nella mente alcune immagine di Linn appena arrivata, alloggiata nel grande terrazzo del nostro appartamento… poi dopo alcuni giorni, la ricordo nel giardino della casa al mare… le mie mani immerse nel suo pelo nero… e lei che va via… in un’altra casa.

York. Aveva i colori del mitico Rin-tin-tin, il divo della televisione. Era buono, molto affettuoso. Amava stare sdraiato accanto alla finestra della sala… ed io dall’altro lato… lui fuori, io dentro.
Lo rividi alcuni anni dopo nel giardino di un amico di papà… non ricordo se mi venne incontro o no, non ricordo se voleva venirmi incontro e non poteva, non ricordo altro… solo un gran dolore… per come conosco ora i cani, non posso che confermare quel dolore… il distacco da quello che credi il tuo mondo è la cosa più amara che si possa vivere.

Con Muna per fortuna ho potuto vivere dieci anni… stupendi!
Anche se non mi trattava con molto rispetto, non mi importava ‘un fico secco’… ero la sua compagna di giochi, la sua riserva inesauribile di cibo, il suo cuscino… con lei ho diviso le mie fughe dalla realtà e le sue fughe da me che la chiamavo… poter rincorrere un leprotto fantasma o la voce del vento, era per Muna più forte di qualsiasi richiamo… amavo la sua espressione goliardica quando si fermava un istante a riprender fiato: la lingua penzoloni da un lato della bocca, le orecchie larghe in posizione di riposo, il respiro forte… approfittavo di quel momento per cercare di catturarla, mi avvicinavo piano e quando le ero ad un tiro di guinzaglio… via di nuovo a correre a perdifiato… in lei mi sono sempre identificata: voglia di libertà e coscienza di non poter osare di più!
Muna ha vissuto l’inizio della nostra storia.

Marzo 2008… più di dieci anni di “Stella Grigia”.
Tanti momenti da ricordare. Gli incontri con i cani che sono entrati a far parte del nostro branco. Le persone che hanno sinceramente creduto in noi e con le quali è maturata un’amicizia.

Gli allievi di ieri e gli amici di oggi.

Tutte le cose buffe sulle quali abbiamo riso e ancora ricordiamo con tanta simpatia.

Agility – Game Fair 1993 – data storica

Il nome della nostra scuola non era ancora nato, ma la ‘Stella Grigia’ era già viva. Questa data segna, non la prima gara alla quale abbiamo partecipato, ma il primo taglio con una realtà che non riuscivamo più a tollerare e il debutto di una cara amica.

Per quel che riguarda le competizioni di agility, precedentemente al Game Fair, c’era stato il grande debutto ad Ancona, di Paolo e Alfa: debuttanti large, 1° classificato; 1° brevetto large, 1° classificato; open (junior e senior gareggiavano insieme, classifica unica), 4° classificato.

 

Arrivati la mattina alla Fiera di Ancona, ove si sarebbe svolta la gara, eravamo un tantino preoccupati, Alfa non conosceva il fondo di moquette, come avrebbe reagito?... sicuramente bene, tutto le scivolava addosso come l’acqua su una superficie impermeabilizzata, però… l’inconveniente delle probabilità c’era… comunque, preoccupati o no, eravamo lì, qualcosa avremmo fatto… entrati nel padiglione chiediamo dove fosse ubicato il ring di agility, ci informano che per motivi di spazio non avevano potuto mettere gli ostacoli all’interno bensì nel parcheggio al di là del padiglione. Paolo ed io ci illuminammo – gli altri concorrenti un po’ meno. Il parcheggio era una distesa di cemento… ci sentivamo a casa. Eh si! Non possedevamo un campo regolamentare in erba per allenarci, ma un piccolo parcheggio in cemento dove, sottraendo un po’ di posto alla macchine, montavamo i nostri ostacoli… e che ostacoli!... spranghe di ferro rubate ad uno scheletro di gazebo e assemblate alla meno peggio… non avevamo il tubo morbido… quello rigido era stato ricavato da un tubo dell’aria condizionata… del tavolo non avevamo nemmeno l’ombra… per non parlare della palizzata… una volta ci si arrangiava così!... avevamo però, una grande fiducia nel nostro binomio Paolo-Alfa… puntavamo tutto su loro e sul meraviglioso rapporto di rispetto-fiducia che li univa… e visti i risultati del debutto, non abbiamo sbagliato a farlo.

Filmato: Alfa ad Ancona nel 1993


Dopo Ancona, la gara più simpatica e inverosimile che ricordiamo: Livorno.
Alla gara di Livorno partecipai (io-Barbara) con Cristina. La manifestazione si svolgeva ancora nella Fiera, questa volta però, all’aperto. Un posto molto bello, forse un tantino assolato… il ring di agility ospitava un percorso bizzarro quanto il nostro – alcuni ostacoli erano veramente improponibili – ma la cosa più bizzarra di tutte, era il giudice. Di fresca nomina, non aveva molta dimestichezza con il regolamento. Le zone di contatto erano valide, per lui, quando non venivano toccate – ricordo l’euforia di un concorrente il cui cane non le facevo mai, neanche con le zampe impiastrate di colla – e lo slalom era un ostacolo da eliminare, in quanto troppo difficile. Per quel che riguarda la mia gara – un disastro – venni esortata ad uscire quando la vivace Cristina – che vedrete poi nella gara del Game-Fair – annoiata da quegli ostacoli messi in un ordine non congeniale alla sua logica, decise di affrontare lo slalom – con la sua proverbiale flemma – nel vederla così poco vivace, il giudice mi eliminò in quanto, in quel particolare ostacolo, non avevo il cane sotto controllo… e per tutto il resto del percorso allora?!?... uscii dal ring festeggiando con la mia Cristina, un numero incalcolabile di rifiuti e di risate, che fino a quel punto ci eravamo fatte… con noi festeggiò pure tutto il pubblico – non ho mai capito se festeggiavano perché si erano divertiti nel guardare le espressioni di Cristina, oppure perché, finalmente, rendevamo nuovamente agibile il campo!?!

Ancora ricordi della nostra storia e ricordi di alcuni nostri allievi

Ma parliamo ora del Game-Fair.
A parte un altro divertente show di Cristina (vedi il filmato), la bella gara di Alfa e l’addio ad alcuni personaggi… quella caldissima giornata va ricordata per il debutto di: Adia e Marina.
Adia: una femmina di Pastore Tedesco di sei anni; con Marina aveva già conseguito il 3° brevetto di lavoro, e dopo soli quattro mesi di preparazione, era pronta a superare anche i due brevetti di agility. Tanto docile quanto duttile, era sempre disponibile a seguire Marina in ogni avventura.
Marina: quando l’abbiamo conosciuta - parliamo di ben diciannove anni fa - già era una cinofila. Quel che più colpiva della sua persona, era la disponibilità verso il prossimo e un’inesauribile carica esplosiva, tale da farla riuscire in ogni cosa si imponesse di fare… era un concentrato di bontà e determinazione… il tempo non l’ha cambiata.
Per rimanere in tema cinofilo, vi riporto alcuni esempi sulla sua caparbietà: per insegnare ad Adia alcuni ostacoli un po’ ‘ostici’, Marina affrontava, lei per prima, l’ostacolo in questione . Mi spiego meglio: se Adia era titubante nel salire sulla passerella, Marina vi saliva al posto di Adia… Adia nel vederla, la seguiva come un ‘cagnolino fedele’ – perdonate la battuta di spirito – così come, se aveva un problema ad entrare nel tubo, Marina si metteva giù a carponi, speditamente ci si infilava, e subito Adia dietro… se Adia, trovava improponibile un passaggio con Marina a destra, subito Marina faceva di tutto per trovarsi dal lato sicuro della sua compagna (Non sottovalutiamo la difficoltà, per un cane che ha lavorato cinque anni in ‘utilità e difesa’, l’affrontare cose completamente diverse, prima fra tutte la conduzione a destra del compagno bipede) .

Nel filmato che state per vedere, purtroppo non vi sarà possibile captare il sorrisino isterico di Marina che le si stampava in viso quando qualcosa la preoccupava o la emozionava… ma sarà facile capire dai suoi saltelli e dai passetti veloci – quando si accorgeva di aver sbagliato qualcosa – o dalla corsa a fine percorso e dagli abbracci alla pastorella, quanto fosse commossa e contenta di essere lì con la sua Adia. filmato
Marina è ormai un’istituzione nella “Stella Grigia”, a lei sono dedicate queste prime pagine ricordo.

Album fotografico: Marina e i suoi cani

Altri appuntamenti hanno rallegrato i mesi successivi, altre avventure belle nella loro semplicità e sportività… nuove conoscenze, nuove amicizie e purtroppo anche nuove delusioni.
Dopo qualche tempo, una nuova società - con gli alti e bassi di tutte le società - e la scoperta che altre persone condividevano le nostre passioni. Ci trovavamo in quel periodo, nel vecchio campo I.K. a Riano Flaminio, mentre attendevamo una risposta, da parte di un amico di mio zio (mio di Barbara), sull’affitto di un terreno a Roma in Via Due Ponti, per trasferirvi il campo di addestramento.

Quel pomeriggio Massimo (il nostro socio), era fuori a girare per una trasmissione o per un film o ‘che so io’, così Paolo ed io eravamo lì a lavorare con i nostri cani e con gli allievi. Poco prima dell’apertura, mi trovavo nel campo piccolo a giocherellare con Arek – ancora nella fase di recupero da un periodo funesto della sua vita – quando al cancello si affaccia un ragazzo. Cercava Massimo, si erano conosciuti sul set di una trasmissione televisiva. Lo informiamo che quel giorno non sarebbe arrivato, ma che se gli faceva piacere, poteva rimanere e così, lo invitiamo ad entrare… due chiacchiere si sono trasformate in fiumi di parole, intervallate da sedute di lavoro in campo con i nostri cani e con gli allievi che nel frattempo cominciavano ad arrivare… fino a scoprire che condividevamo una stessa passione.
Era il 1993 quando conoscemmo Enrico e suoi cani: Rudy e Oxa.
Rudy: un maschio di Pastore Tedesco nero focato, equilibrato ed energico, stabile e duttile, docile alla voce di Enrico.
Oxa: una femmina di Pastore Tedesco grigio, armoniosa, docile e sensibile, vivace e curiosa, ma anche estremamente tranquilla nei momenti di riposo.

Enrico era alle prime armi in cinofilia, ma possedeva una grande sensibilità, sensibilità che gli ha permesso di saltare molti gradini della conoscenza meccanica, ritrovandosi in ‘men che non si dica’ ad ‘ingarellarsi’ in attente riflessioni e spericolate evoluzioni cinofile.
La prima cosa che ci colpì di Enrico fu l’attenzione che prestava a tutto ciò che accadeva nei ring di addestramento e a tutti i discorsi riguardanti l’importanza della crescita in sintonia con il proprio cane; il desiderio di capire e tutte le domande che ci rivolgeva per portarsi a casa un pezzettino in più, di quel qualcosa, che non si impara sui libri.
Innamorato dei suoi cani, ha dedicato loro, spesso affiancato anche da sua moglie Nadia, ogni minuto che riusciva a ritagliare nella giornata lavorativa, per non parlare dei giorni di festa… la sua passione l’ha spinto a spaziare nel mondo della conoscenza cinofila, tutto lo ha sempre interessato ed emozionato. A lui e al suo branco sono dedicate queste nuove pagine della nostra storia.

Album fotografico: Enrico e i suoi cani


Nella primavera di quello stesso anno, finalmente l’ok per il terreno in Via Due Ponti… il posto è molto bello, situato alle spalle del centro abitato, offre un’incredibile opportunità alle persone di uscire dalla città e rimanervi comunque all’interno - per il cittadino romano, restare dentro l’anello del raccordo anulare è di vitale importanza!... per gli altri cittadini delle altre città italiane, non lo so, sono romana e parlo di quel che l’esperienza diretta mi ha dato :) -.
Il lavoro che ci attende per mettere su un campo di sana pianta - e di quella grandezza – è immenso, ma la fatica non ci ha mai spaventato… motivati da entusiasmo rinnovato, ci rimbocchiamo le maniche e ci tuffiamo nella nuova impresa.
Una volta spianato tutto il terreno, le prime decisioni sulla suddivisione.
Iniziamo con il disegno del parcheggio, dei campi scuola, dei pascoli, delle zone d’ombra, del bar, dei bagni… le mie due richieste sono: avere un ring riservato per ’utilità e difesa’, e un anello perimetrale da poter assegnare agli allenamenti dei cani da tiro; quella di Paolo, che ci fosse un ripostiglio per le attrezzature da lavoro; quelle di Massimo… innumerevoli…

Durante l’allestimento del campo di sabbia, in un momento di pausa, scorgiamo nel parcheggio una macchina che rallenta. Dopo poco, una persona si avvicina e, timidamente, ci chiede informazioni sul posto: “Ho visto dei cani correre e alcuni ostacoli d

i agility, e così mi sono chiesto se state allestendo un campo di addestramento.”
A fare da Cicerone è Massimo: “Si. Fra brevissimo sarà pronto.”
Paolo ed io ci guardiamo, poi giriamo lo sguardo sul deserto che ci circondava, e la domanda che siamo posti è stata la stessa: “Ma di che posto sta parlando?... ci vorranno almeno due o tre mesi per renderlo presentabile!”
“Mi chiedevo se potevo provare con il mio cane…” continua l’educatissimo signore.
“Che cane ha?” chiede il nostro socio.
“Un cagnetto nero, tanto vivace.”
Un cagnetto nero, tanto vivace… nel sentire queste parole a cosa vi viene da pensare?... un cane di piccola taglia un po’ pestifero…
Dopo pochi giorni facciamo la conoscenza con Messner: un gigante nero con cravatta bianca – 75 cm. al garrese o giù di lì – orecchie pendenti, coda riccia e… una vitalità da far invidia al più esuberante dei quadrupedi... al guinzaglio tirava come un ‘animale’ e andava pazzo per la palla!
Marco, il suo fido compagno bipede, era anche lui molto alto – lo è ancora – e al suo fianco, Messner, appariva un cane di taglia normale… solo quando lo ebbi al fianco per la prima volta, mi resi conto dell’effettiva statura della creatura.
Vista la poca dimestichezza con l’educazione di base, e la predisposizione a fare un po’ di resta sua, il cagnetto fu invitato a frequentare le lezioni di obbedienza e, solo dopo aver iniziato a capire che forse doveva dar retta a chi gli stava al fianco, si sarebbe potuta impostare l’agility – dovendo girare un domani, libero nel percorso, e seguire le direttive del conduttore, come avrebbe potuto farlo se ignorava del tutto l’esistenza delle parole ’cooperazione e binomio’?... –
A portarlo a scuola, in questa prima fase, fu Claudia, la moglie di Marco. Puntualmente alle sette di sera, ero pronta per loro… quanti giri di campo al guinzaglio abbiamo fatto prima di riuscire a dominare (che parola grossa) la forza di quel cagnetto nero tanto vivace!... ma fu proprio in quelle interminabili passeggiate nell’oscurità del campo – l’unico punto illuminato di tutto il terreno era il ring di sabbia, ed essendo quindi l’unico ad essere funzionale, era dominato esclusivamente dalla figura del Cicerone… - dicevo, in quelle interminabili passeggiate serali, nacque una sincera simpatia fra me e Claudia e, con l’andare del tempo, si trasformò in sincera amicizia.
All’epoca del nostro incontro, la famiglia dei Messner era composta, oltre che da loro tre, da un arzillo vecchietto di setter irlandese ‘Lancelot’, simpaticamente soprannominato ‘Arterio’.
Arterio è stato, nella storia dell’agility, il più anziano giovane cane debuttante… alla tenera età di undici anni, a Torino, l’esordio nelle gare internazionali. Credetemi quando vi dico che è stato lui a farci capire che non voleva essere un semplice spettatore, che la sua età era solo anagrafica, che il suo spirito era quello di un giovincello.
Ora la famiglia dei Messner è molto più numerosa, fra i tanti componenti, la bellissima Valeria… a Lancelot, a Messner, a Claudia, a Marco… e a tutto il loro branco è dedicato questo terzo appuntamento con i nostri amici.

Album fotografico: I Messner


I giorni dell’allestimento continuano, il campo è operativo solo per un terzo… Paolo si diletta nell’arte della falegnameria costruendo: una rurale, ma accogliente club-house, munita di bar e disimpegno, due confortevoli toelette e… tribune, panchine, ostacoli personalizzati, ecc. ecc… Massimo si allieta nel ‘ring operativo’, intrattiene il pubblico incuriosito da tutto quel movimento in un terreno che solo fino a pochi mesi prima era un pascolo alquanto desolato, mentre io… vengo adibita a ‘tutto-fare’… le mie mansioni vagano da mozzo del falegname, a conduttrice di: cani in passeggiata; palette di ‘…’ raccolte in giro per il terreno; decespugliatore (ore e ore a dondolarmi, con quell’arnese a tracolla, fra i ring sorti attorno al mitico campo centrale in erba da stadio, nel quale solo ad uno, era permesso l’ingresso).
Ma ecco finalmente un volto amico che mi permette di staccare un attimo dai delicati compiti che mi erano stati affidati: Marina.

Marina, dopo un breve periodo, leggermente caotico, della sua esistenza, torna finalmente alle cose belle della vita e a deliziarci con la sua allegria. Con lei, un giorno, arrivano le sue amiche: Maura e Nebbia.

Maura: alta, magra, passo felpato e lento… la tranquillità fatta persona.
Nebbia: sei mesi circa, bianca, gambe lunghe, andamento sinuoso… tranquilla ma… con un caratterino niente male.
Dopo le presentazioni di rito e i - di rito - convenevoli, mi infilo in un pascolo con i nuovi ospiti, finalmente anche io avevo un ruolo da Cicerone.
Il primo amico di Nebbia fu il mio Apache. Maura nel presentarmi la sua compagna pelosa, mi disse che aveva qualche problema a relazionarsi con i cani – forse perché era cresciuta con un gatto?... boh! – senza pensarci due volte, presi il mio piccolo guerriero e lo esibii alla indomita Nebbia. Uno sguardo, un’annusatina gentile e il gioco è fatto. Nebbia e Apache sono rimasti grandi amici.
Io c’ho messo un po’ di più a conquistare il suo cuore.
Mi ricordo quando, testarda più di un mulo, non ne voleva sapere di accondiscendere alla direzione, da me scelta, della passeggiata … si impennava come il cavallo bianco della pubblicità ‘Aiax tornado bianco’… per convincerla a riassumere una posizione più dignitosa e naturale, mi faceva sudare sette camicie… ma altrettante ne sudavo per persuaderla che, la direzione giusta da prendere durante la passeggiata, era quella decisa da me e non da lei. Allorché, ammansita finalmente la bestiola, rientravo dal lungo giro perimetrale del campo (solcato nel pomeriggio con Nebbia e di sera con Messner). Riconsegnandola alla fida compagna, ecco Maura, con la sua voce soft, elogiare con grandi parole la dolcissima Nebbia, ed ecco Nebbia, sdraiarsi sul dorso, estenuata da tutto quello scervellarsi sulle direzioni da prendere.
Crescendo Nebbia muta il suo carattere diventando la cana più ricercata della compagnia, simpatica e affascinante, per il suo modo di interagire con tutti gli esseri viventi e per la sua camminata da modella, si guadagna ben presto l’appellativo di Marylin.

Alla dolcissima Nebbia (Marylin per gli amici) - interprete di ‘Marylin’ nel libro ‘Ciro: storia di un cane’ - e a Maura - una ragazza alla quale dovrebbe essere affidato il compito di risanare le menti isteriche dell’umanità… una ragazza con la quale non è possibile non rilassarsi e non passare alcune ore in pieno relax… a loro è dedicato questo quarto incontro con gli amici più cari.

Album fotografico: Maura

 

È settembre, il lavoro di allestimento continua – per fortuna che dovevamo essere operativi nella primavera passata! – e la posizione strategica del campo fa si che le persone non possano fare a meno di vederci… così, un po’ per curiosità, un po’ per effettiva ricerca di un centro di addestramento per cani, la scuola instancabilmente accoglie il suo pubblico.
Tra un sorriso di cortesia, un giro di paletta, incredibile ma vero, riesco a fare una fugace seduta di addestramento con i miei cani… eccolo arrivare… un tipo diverso da tutti gli altri: andatura disinvolta e sicura, aspetto simpatico e amichevole - ricordava molto Maverick di Top Gun - con lui una bella ragazza, borsa a tracolla e bimbo per mano, accanto a loro un bellissimo Pastore Tedesco. Il mio ideale di famiglia… per un attimo torno con la mente, indietro nel tempo, rivedo i miei Pastori e vago con l’immaginazione: ‘come sarebbe stata una passeggiata con mamma, papà e…?’
Vado loro incontro, non volevo che qualcun altro li accogliesse al mio posto. Con Tonino, Sonia, Manuele e Dylan - per gli amici "Ondo di Casa Paparella" - è intesa da subito. Erano venuti alla scuola per un corso di obbedienza, sinceramente non ricordo se dovettero passare necessariamente sotto la visione del super-visore o riuscii ad eludere la sorveglianza… ero un attimino in disaccordo sugli approcci educativi al mondo cinofilo di ‘…’, non perché non ritenessi valida la persona, anzi, ma essendo sempre stata un po’ anarchica per indole, sicuramente cercai in tutti i modi di non farli passare dalla via maestra.
Mi ricordo di averli accompagnati nel ring all’estremo opposto di quello di sabbia, di aver fatto entrare Tonino e Dylan e di aver cominciato ad osservare il pastorello come mi era stato insegnato tempo addietro dal mio docet. Dylan, pieno di temperamento, adorava Tonino e di lui si fidava ciecamente… nervi saldi e tempra alta, non ebbe alcuna difficoltà ad infilarsi nel tubo o ad eseguire richieste strane… che problemi aveva?... nessuno. Esuberante e con un feeling invidiabile che lo univa al suo papà, era uno spreco non indirizzarli verso ‘le vie della forza’… così cercai di impegnare tutta me stessa per convincerli a non limitare la scuola al solo corso di obbedienza, ma di osare nelle discipline sportive… non ci volle molto!
Iniziammo, Sonia ed io, con la classica condotta, il seduto e il fermo sulla posizione; la sera arrivava Tonino per i primi ostacoli di agility… il tempo volava e Dylan filava come il vento sugli ostacoli. Con loro non fu affatto difficile lavorare gli ostacoli singolarmente e le sequenze, gli influssi uditivi e visivi, ma nonostante la grande docilità del Nero-Focato e lo stupendo legame che l’univa al suo compagno, su una cosa abbiamo penato - e riso al contempo - le partenze. Tenere fermo lo spirito vitale del pastorello, era veramente difficile.
‘Tonino attento, Dylan a chiuso la bocca, ora parte e non lo prendi più’… (Il filmato della storica partenza di Napoli)e così era… e si che Tonino correva veloce, ma Dylan era il figlio del vento… si divertivano come matti… la vena di follia che invadeva Dylan era veramente incontrollabile… guardarli girare era uno spettacolo di armonia.
Dopo qualche tempo si è unita alla famiglia la piccola Megan. Una cucciola di Pastore Tedesco bella come il sole. Come è stato per Dylan, anche per Meg, l’appuntamento per lavorare i primi passi di addestramento era l’ora di pranzo con Sonia. E come Dylan, anche Meg non ebbe nessuna difficoltà ad imparare, seguiva Sonia in ogni cosa, l’importante era stare con lei.
A Tonino, a Sonia, a Manuele, a Dylan, a Megan… alla loro stupenda famiglia è dedicato questo nuovo caro ricordo.

Album fotografico: Tonino


Per arrivare ad un nuovo, interessante incontro, dobbiamo fare un salto in avanti nel tempo e teletrasportarci nel giugno dell’anno seguente.
Il parcheggio del campo continua a ‘v…e’ gente; persone di tutti i tipi e di tutte le estrazioni; modelli strani con cani bizzarri, esemplari semplici con cani fantasiosi… nel periodo che ci divide da Tonino a quel giugno però, ci siamo dimenticati di annotare una cosa di notevole importanza, e cioè, che
nei mesi successivi altri personaggi si sono uniti alla schiera dei maestri e altrettanti a quella dei porta-palette. A questo proposito un ulteriore chiarimento: il Grande Maestro si era preso la briga di suddividere oneri e onori in egual misura fra tutti (ancora devo capire però, perché, se era vero quello che Lui diceva ‘siete tutti uguali’, a me toccavano sempre le creature un po’ ‘birbanti’, ai belli del gruppo le belle ragazze, che guarda caso avevano anche i cani che già di loro sapevano fare tutto - rimediavano ad alcune carenze di…?... boh, lascio a voi la libera interpretazione - e a Lui, i divi di Hollywood… divi che di Hollywood conoscevano solo il nome e che, a dirla tutta, non avevano neanche mai fatto parte del pubblico di una trasmissione televisiva… ma torniamo a noi e al nuovo, interessante incontro di giugno).
Paolo era seduto davanti al bar… già sento mormorare ‘anche Paolo si sedeva allora!’... ebbene si! Paolo, reduce da una brutta caduta durante l’esibizione alla Valle dei Cani a Roma, patrocinata dal Comune di Roma, sotto la stretta responsabilità di … (purtroppo non posso fare nomi, anche perché la persona responsabile si è ben guardata dal tutelare noi sfigati che eravamo lì, sotto il sole cocente, ad intrattenere il pubblico per pura beneficenza e vero, sincero animalismo… l’unica cosa che la brava personcina, si è premurata di fare, è stata una telefonata implorando “niente denunce, non abbiamo l’assicurazione... questa giornata deve essere ricordata come una festa, non vogliamo pubblicità negativa” … ma per chi ci hai preso?... siamo qui per i cani non per te… invece di pensare che tutto il genere umano sia uguale alla schiera di brave persone della quale fai parte, vai a farti una passeggiata di salute, te e la tua ‘finta’ buona pubblicità...).

Dicevamo, Paolo era seduto in quanto invalido, quando dal cancello pedonale entra un ragazzetto, capigliatura alla Lucio Battisti, accompagnato da un Pastorello altrettanto chiomato: Andrea e Toyfel.
Andrea aveva un appuntamento con il Maestro, il suo amico peloso era quel tipo di birbante un po’ mordace che non aveva nessuna intenzione di sottostare ai desideri di chicchessia.
Andrea era già alla sua seconda ‘buca’ consecutiva da parte di ‘…’ e aveva giurato che se anche questa volta fosse andata ‘buca’ non avrebbe mai più messo piede nel centro di addestramento.
Come da copione gli impegni di ‘…’ erano veramente troppi, ma c’era Vittorio libero, poteva vederlo lui… no, di Vittorio non c’era più neanche l’ombra… chissà dov’era andato?... allorché Paolo mi vide… ero senza decespugliatore, senza paletta e con il guinzaglio libero: ‘lei!... ti faccio parlare con lei’… e Andrea: ‘no, una femmina no!’ … suo malgrado, dovette accontentarsi… e così rompemmo il ghiaccio.
Gli incontri con Andrea e Toy si risolvevano in semplici applicazioni del quotidiano: passeggiare tranquilli senza pensare che il resto del mondo è da eliminare (!?!...!?!); farsi spazzolare la fluente chioma, sfatando la diceria che se non ci pettina possiamo ovviare alla caduta dei capelli (valeva per tutti e due); farsi guardare lì, proprio in quel punto che fa tanto male (senza pensare che qualcuno voglia amputarti la parte); e così via… nel giro di pochi giorni, la maggior parte delle loro incomprensioni, furono superate.

Nel giro di pochi giorni le ‘nostre’ incomprensioni con Cicerone, erano arrivate ai minimi termini. Paolo ed io ci guardammo, quel posto era diventato un supermercato del cane, le ordinazioni erano in...soddisfabili, gli obiettivi completamente diversi… “cosa ci stiamo a fare qui?”, “è ora che ‘Stella Grigia’ dia forza alla sua voce!”… ci congedammo e ci ritirammo in provincia.
I primi a seguirci: Marina, Enrico, Tonino. Subito dopo: i Messner e Maura.

Per tutta l’estate Paolo si dedicò alla costruzione di un percorso e alla ricerca di un terreno.
A settembre cademmo in un’altra trappola – una nuova società – e a novembre eravamo nuovamente liberi. Fermi nella decisione di non volerci mai più ‘accoppiare’ con estranei, ci rimboccammo le maniche per l’ennesima volta e da lì a poco, finalmente, nasceva il ‘Campo Scuola Stella Grigia’.
La nostra religione è sempre stata quella di divulgare l’armonia, di costruire un rapporto basato sulla fiducia e sul rispetto. I binomi dovevano vivere un integro equilibrio, solo così avrebbero potuto raggiungere quell’invidiabile grado di sintonia non a tutti concesso.

A questo punto mi verrebbe facile parlare delle prime giornate di scuola, delle prime trasferte, delle prime gare sociali, dei pranzi e delle merende… delle gare della notte (folli partenze e impossibili dormite, strazianti canzoni e interminabili chiacchierate)… dei trofei, delle grandi soddisfazioni… ma rischierei di perdere il filo della storia… no, torniamo ad Andrea e a Toy.
Andrea dopo soli pochi mesi di lavoro era già stato soprannominato ‘il secchione’. Piccolo e caparbio, metteva in atto tutto quello che, giorno dopo giorno, riusciva ad assorbire. Il binomio chiomato, costruiva mattone su mattone, il magico legame che un domani l’avrebbe trasformato in una coppia ‘fuoriclasse’…

… basta parlare, guardate i filmati e giudicate voi stessi…

Ad Andrea e a Toyfel – vero nome ‘Bobo’ – sono dedicate queste pagine-ricordo di ‘Stella Grigia’.

Album fotografico: Andrea

* 2015 - Una triste nota che non riusciamo a capire e non riusciamo ad accettare: con lui si era creato un rapporto che sapeva di bello, di pulito, di sincero ... a lui avevamo aperto casa, avevamo dato la possibilità di usufruire del nostro campo; randagio in cerca di un'identità e di un posto dove accamparsi momentaneamente, gli avevamo dato quello che si dà ad un fratello ... poi ... la grande scoperta della sua falsità ... tutto aveva uno scopo per lui: fingere e prendere, sfruttare e impadronirsi di cose che possono essere utilizzate come specchietti per le allodole! ... Scoperta la sua realtà, si è aperta dentro al nostro cuore una ferita tanto profonda che, ancora oggi, continua a sanguinare; e sanguina nonostante l'averlo allontanato dalla nostra vita, e ... buffo a pensarci: anche in questa occasione, l'abbiamo fatto aiutandolo, perchè è incontrollabile il grado di follia a cui porta il voler bene ... meritava un trattamento degno di quello che ci ha dato, e invece no, gli è stato dimostrato il profondo affetto che avevamo per lui...*

*Imperterrito lui continua a usufruire del passato condiviso, e di tutto quello che non gli appartiene ... la triste realtà è questa: il dolore più grande è la consapevolezza di essere solo delle macchine a cui, a furia di tirare le marce, alla fine rompi gli ingranaggi e, rotte, le butti nel deposito dei cadaveri viventi ... non morti, non vivi ... sospesi a soffrire ... *

*Ricorda però, che per essere un pilota, devi essere meccanico e dei avere un'anima che ti permette di capire, dal respiro del motere, se la macchina ha bisogno di olio o di un carezza! - e scusa il paragone fra Macchine e Animale, però, visto che per te tutto è materiale, non ho saputo trovare un riferimento migliore... pur se ... anche le macchine hanno bisogno di sensibilità! L'arte non si impara, l'arte si ha dentro*

*Continua a ingannare il mondo con il tuo commercio, ma non farlo più a spese nostre e non più a spese dei tanti poveri innocenti che non possono risponderti*

 

Nell’interregno fra la dipartita dalla seconda società e la decisione di lasciare anche i terzi soci, sposando appieno il detto: ‘chi fa da se fa per tre’… è nostro desiderio parlare di uno degli avvenimenti più importanti della cinofilia il ‘Campionato Italiano S.A.S. di utilità e difesa’.
Erano già passati tre anni da quel meraviglioso giorno in cui potei abbracciare Arek e dirgli ‘finalmente sei a casa’. Non voglio annoiarvi con smielati sentimentalismi perciò di lui non racconterò altro che alcuni flash della mia mente: “ Sei appena arrivato, sei alto poco più di una bottiglia di coca-cola, sei grigio come un lupo e dai tuoi occhi esce solo amore… non posso parlarti, non posso toccarti, posso solo guardarti di sfuggita… tu mi vedi e urli con tutto il tuo cuore ‘ehi sono qui’… ora non posso, ma quando tutti se ne saranno andati, lo sai che verrò da te… amavo quegli incontri clandestini, tu mi riempivi di baci ed io di carezze e calore, ti portavo i biscotti, la ricotta e tutto l’amore di cui avevi bisogno… da un giorno all’altro ti chiusero in cella di rigore e le visite furono impossibili… ti guardavo mentre lavoravi sul campo, gioivo con te e con te soffrivo… rimanevo nell’ombra, in silenzio ti amavo… poi un lampo di genio, chiesi se potevo averti alla fine della tua carriera agonistica, mi fu risposto di no perché a quel punto avresti meritato la casa del padrone… non ho smesso sperare… i giorni passavano, tu crescevi, bello, sano, fiero… i giorni passavano le sofferenze aumentavano, la tua voglia di vivere si spegneva, le fughe per te erano sempre più difficili… finalmente nel terzo giugno della tua vita italiana, la rottura definitiva… ho fatto la mia offerta senza sapere come onorarla, ma avrei rubato per te… il tuo libretto mi venne consegnato, eri al fine uno di noi.”
Per tre anni Arek ed io abbiamo solo giocato, corso, vissuto come se fossimo un cucciolo e la sua mamma… non sono una mamma, qualcuno tanti anni fa mi ha impedito di esserlo, ora so perché e, nonostante i danni riportati, ne sono felice, senza quell’incidente non avrei mai conosciuto l’amore sincero delle creature semplici.
Dopo tre anni, passati a sperare di rivedere nei tuoi atteggiamenti il bagliore di quella luce che sprigionavi da cucciolo, eccoti erigerti fiero sulle zampe nuovamente forti… che dici Arek, ci proviamo?... abbiamo osato e ci siamo iscritti al Campionato Italiano S.A.S. di lavoro.
Furono tre giorni ricchi di commozione… insieme a lui superai l’emozione di varcare il cancello dello stadio, quello stadio nel quale già essere presente come spettatore mi gratificava, Arek si distinse fra gli atleti, per lui ricevetti molti complimenti… alla fine della competizione sfilai in seconda fila, dietro a Carmelo Sesto e accanto a Cristian Sesto, nella squadra della regione di cui facevo parte come sezione, la Lombardia, che in quell’anno fu la vincitrice del Campionato Italiano S.A.S. di utilità e difesa. Un momento della sfilata
Ma le emozioni non furono solo queste, in questa gara, dopo tre anni, rincontrai una cara amica, Stefania Fiorentini.
Paolo ed io conoscemmo Stefania nel 1989, agli albori della nostra storia, amica di Marina e Adia...

Alcuni momenti della preparazione agonistica di Stefania e Benny, di Marina e Adia, e l'equilibrio di un cane da difesa

Stefania

Benny

Stefania e Benny

Marina e Adia

Adia

Stefania e Benny al supermercato

... Stefania all’epoca era la compagna di Benny, un bellissimo maschio di Pastore Tedesco nero focato, insieme avevano già conseguito il secondo brevetto di lavoro; la cosa che ci è rimasta più impressa delle gare di Benny è il movimento ondulatorio del revier dell’affronto e abbaio (l’ultimo della sequenza) nel momento del suo arrivo…per Benny era inammissibile accettare la segnalazione del figurante con un semplice, continuo, ritmato ‘bau,bau’ o se vogliamo ‘wuof,wuof’… no per lui esisteva ‘t’ho trovato e prima che scappi te mordo, che credi che non lo so che poi cerchi la fuga?... tutta fatica risparmiata fidate… tanto il giudice se ne accorge che t’ho trovato quando te tiro fuori da lì dietro’… l’espressione di Stefania rappresentava la rassegnazione ‘tanto lo sapevo che lo tirava giù’. Ma Benny era un cane dai mille volti, sapeva impersonare ‘il cane dei rangers’ salendo sul tettino della y10 di Stefania, con la macchina in movimento, da lassù, perlustrava attentamente lo scenario, e che dire di quando andava in avanscoperta uscendo dal portone di casa: ‘Benny va’ a vede’ chi c’è’, ed eccolo saltare nei balconi attigui all’entrata, fare un giro veloce degli stessi e tornare tutto fiero… la nostra Alfa stravedeva per lui, ogni qualvolta lo vedeva, emetteva un abbaietto squittente e, quando finalmente lo aveva raggiunto, si faceva piccola piccola, gli dava il tormento leccandolo velocemente attorno le labbra alla maniera di un subalterno in adorazione del leader – chi la vedeva in questa situazione non la riconosceva ‘ non può essere Alfa l’assassina… ma guardatela è una cucciola!’ Il potere del fascino di Benny. Fratello coscienzioso, ha cresciuto il piccolo Alf in maniera sorprendente. Alf è entrato nel branco di Stefania e Benny nel 1990, fratello di cucciolata di Arek e Alfa, era il giullare di corte. Sempre pronto a giocare, a svasare le piante del terrazzo, a portare tutto quello che trovava in giro per casa – calzini, stracci della polvere e (spaziate con l’immaginazione) – sul letto di Stefania e poi comodamente sdraiacisi sopra e al momento opportuno giocarci un po’. Quando non era in casa, il suo tempo lo occupava a riordinare la povera y10… un giorno, portandola dal meccanico, questo si rivolse a Stefania dicendo: ‘ma che ce collaudate i missili qua dentro?’… vi giuro che il bravo meccanico non stava esagerando, Alf aveva sradicato tutto quello che, nella sua testa, era fuori posto, mettendolo… boh… da qualche altra parte.
Alf e Alfa cominciarono le competizioni sportive insieme. Storici sono rimasti i loro tre avviamenti accompagnati dall’inseparabile trottolino amoroso.
Sinceramente credo che volessero raggiungere un record di punteggi mai raggiunto fino ad allora: 100, 100, 100… altrimenti non mi spiego il perché di tanta ostinazione nel fare l’avviamento… per i loro avviamenti e trottolino amoroso ascoltato fino alla nausea, un giorno li ho minacciati di abbandonarli da porta-fortuna… finalmente smisero.
Dopo il primo brevetto di lavoro Alfa si tuffò nell’agility, Alf proseguì nell’utilità.
Rincontrare Stefania al campionato italiano fu una gioia immensa. Nel filmato di Alf, purtroppo abbiamo solo la prova di obbedienza, godetevi, oltre alle evoluzioni della sequenza, l’espressione goliardica da eterno Peter-Pan, del grigione più simpatico di tutti i tempi.

L’anno successivo la magia si ripeté, sotto una pioggia torrenziale il primo giorno e sotto un sole cocente l'ultimo, sempre al campionato di lavoro, sempre con Arek ed Alf. Di questo campionato per ora inseriamo solo i filmati ma ve ne parleremo quando arriveremo con la nostra storia in quell'ottobre del 1996.

Ad Arek, Alfa, Alf, Benny e Stefania dedichiamo questi stupendi ricordi.

 

Filmati: Arek ai Campionati sas 1995 e 1996

Novembre arriva, e con lui il nuovo campo. Il terreno è un vecchio vigneto abbandonato situato accanto alla scuola cinofila di un caro amico, Marco Reale.
Marco, la gentilezza fatta persona, si mette in contatto con il proprietario dell’appezzamento di terra e, in un battibaleno, i lavori sono in corso. Il campo Stella Grigia stava nascendo.

Come...
...era!
Come...
...era...
...durante...
...i lavori


Prima che sia operativo, però, ci vuole un intero mese. Nell’attesa, chiediamo ai proprietari del maneggio, vicini della parte opposta a Marco – per chiarirci: campo di Marco, noi, gli altri – se possiamo utilizzare il loro ring in sabbia per allenarci. Detto fatto.

E' diventato...
...il campo...
...Stella Grigia!


A dicembre siamo pronti per la nostra prima uscita in gara.
Località Ostia. Scuola organizzatrice Il Branco. Scuole presenti Il Branco, Jumping Club, Double J (La Spezia), Indiana Kayowa… e noi Stella Grigia. Gufi tanti.
Quello che ha sempre distinto la nostra scuola è la spensieratezza, come vedrete dalle esibizioni di questa primissima trasferta, non è l’allegria a mancare… forse un po’ di precisione… ma viva la felicità espressa dalle nostre coppie, la semplicità di esecuzione e non esecuzione degli ostacoli, la confusione, i gridolini e i salti di gioia…
A testimonianza di questa goliardia, abbiamo scelto quattro percorsi esemplari, più l’irripetibile, esilarante, trasportante entusiasmo della mitica puffa, Marina.

Filmati: Apache 2° grado

Filmati: Apache open


Dicembre è testimone anche, della prima coppia di allieve tutta Stella Grigia: Loriana e Camilla.
Loriana è una professoressa che professoressa non sembra. Forse vive nella vesta della sua professione, solo nell’ambito delle aule scolastiche, perché per come si presenta nella vita in ‘borghese’, tutto diresti tranne che è una professoressa. È cordiale, simpatica, buona e disponibile con tutti, tranquilla e placida in ogni suo atteggiamento… forse anche troppo… ne sa qualcosa Camilla, una vivace mix-breed di pastore tedesco e dobermann. Un tipo sprintoso e saettante… forse anche troppo… difficile per lei vincolarsi alla calma di Loriana. Spesso in disaccordo con i tempi di reazione della conduttrice, Camilla improvvisa – nella migliore delle ipotesi – oppure afferra la placida Loriana per un braccio invitandola a sveltirsi sulle indicazioni delle coordinate riguardanti il percorso.
Loriana e Camilla hanno volteggiato fra gli ostacoli della nostra scuola per circa dieci anni, in tutto questo tempo, le cose non sono cambiate molto… anzi no, mi correggo, c’è da dire, a favore di Loriana, che si è accelerata molto nello schivare le afferrate di Camilla… però un dubbio ci viene ‘è Lori che si è velocizzata o è Camilla che si è rallentata?’…
Perché questo dubbio?... perché con il maligno giallo che è apparso al loro fianco sette anni or sono, le cose non sono cambiate.
Nestore, un altro tipetto sprintoso e saettante… forse anche troppo… difficile per lui sottostare alla calma di Loriana… Nestore però, al contrario di Camilla, invece di perdere tempo impegnandosi a richiamare all’ordine la conduttrice, inventa… inventa fantasmagorici ostacoli - tanto da trovarcisi spesso in collisione – e impossibili traiettorie. Mentre l’esuberante malinois, attende i comandi di Loriana, divora a spallate tutto ciò che gli si presenta davanti, va pazzo per lo slalom e la salita della palizzata (una squadra demolitori non saprebbe fare meglio!)
E Loriana?...
Loriana con la sua calma e il sorriso sempre sulle labbra, si ferma, di tanto in tanto, cercando di realizzare sull’accaduto… si guarda intorno… riprende in mano la situazione e… via verso un’altra spettacolare interpretazione del percorso di agility.

Alla nostra cara Lori, a Camilla e a Nessi, va il nostro primo ricordo del 2009.

Album fotografico: Loriana

Febbraio arriva veloce e con lui la prima gara fuori porta: Torino – Internazionale 1996.
La competizione si svolgerà nel week-end, Torino è lontana, la partenza è prevista per il venerdì mattina, ritrovo a Roma. All’ora di pranzo partiamo.
Passata Genova, la neve!
Paolo sbianca, per intonare il suo colorito al candido manto che copioso ricopriva l’asfalto… ‘non ti preoccupare Paolo’ gli dico ‘rimani dietro al camion che hai di fronte e cammina nelle impronte delle sue ruote’… leggo nei suoi occhi ‘sgomento’, poi si riprende e biascica qualcosa del tipo ‘parli bene tu che hai la neve nel cuore’, ‘allora fai come ti dico e vedrai che non avrai problemi!’
Tutto proseguiva a meraviglia – solo all’arrivo in albergo abbiamo scoperto che Andrea, come Paolo, non amava la neve in autostrada e che per il restante tragitto ha continuato ad infierire sulla condotta del Capo, ignaro che il Capo seguiva le direttive del ‘terrore’ – tutto a meraviglia dicevo, finché il camion sparti-neve, esce dall’autostrada… di nuovo sgomento negli occhi di Paolo che, da poco, si era un attimino rincuorato nell’indubbio solco lasciato dal pesante mezzo il quale, oltretutto, mascherava la forza con la quale la neve scendeva fitta… vi lascio immaginare l’espressione del Capo quando al posto del deretano del camion si è trovato una fittissima tenda di neve… ‘mantieni l’andatura, un filo di gas, non frenare’… conoscendolo, ancora non mi spiego come abbia resistito!
Finalmente l’albergo: Euromotel di Nichelino.

A cena la tensione del viaggio si è spenta, la compagnia è allegra e stanca. Un’uscita veloce con i cani: hai visto se c’è Alfa in giro?... no, a dire il vero non l’ho proprio vista, non so se è venuta pure lei, ma attento che puoi incontrare Apache!... Maura mi tieni un attimo Apache… attenta si sta avvicinando un…- non feci in tempo a dirlo che Apache si ritrovava già dall’altra parte del marciapiede, Maura era abituata alla stazza di Nebbia, per gli amici Marylin, così un leggero strattone aveva fatto decollare il piccolo juventino -…scusa , scusa non mi sono resa conto…non preoccuparti, meglio lui in volo che attaccato al collo del povero sfortunato!...
Anche l’ultimo di noi si ritira in camera. Buonanotte!
La mattina presto scendiamo, Paolo ed io, con i nostri cani più discoli per non incontrare altri loro consimili… sorpresa delle sorpresa, nel parchetto vicino all’albergo c’erano tutti i nostri ragazzi… la forza dell’emozione?... l’animo sportivo?... la fifa per la gara?... non abbiamo indagato J
Eravamo molto orgogliosi di tutti loro!
Arrivati al palazzo della fiera – non ricordo se abbiamo cominciato a perderci già dalla quella prima trasferta o se vi siamo arrivati diretti – scarichiamo i trasportini, ognuno di noi cerca il posto ideale per se e il suo partner e, appena pronti, tutti attorno al ring ad osservare l’assemblaggio degli ostacoli, la ricognizione comincia sempre fuori campo in modo da conoscere già la sequenza da affrontare il momento che si entra per la prova senza cane.
La tensione inizia a farsi sentire: ‘faccio in tempo ad andare in bagno?... ma ci sei appena stata… beh, non l’ho fatta tutta… ho bisogno di un caffé, chi viene con me al bar?... ma così ti bruci lo stomaco… perché a stare a bordo-campo no!?!...
La gara ha inizio.

Ricorderemo sempre questa gara di Torino per lo splendido spirito sportivo, altruistico, amichevole mostrato da tutti i nostri ragazzi, per i bei risultati ottenuti nelle competizioni e per i complimenti del giudice internazionale Chevalier alla nostra squadra.
Grazie a: Enrico, Marco e Claudia, Maura, Tonino.
Grazie ai supporter: Sonia, Emanuele (Raviolino) e Ilaria.
Grazie “Stelline”

16 marzo 1996… che data!!!
Il Campionato Regionale Lombardia di Addestramento ‘SCHh 3’.
Tornata a casa dal Campionato Italiano di Addestramento – ottobre 1995 – molto soddisfatta e un tantino preoccupata, ero finalmente giunta alla gara valida per la qualificazione al Campionato Italiano di Addestramento 1996.
Ricordi del Campionato di ottobre: eravamo usciti dal ring di attacco e difesa con qualche problema – psicologico io e fisico Arek – a causa di una bruttissima entrata nell’affronto da dietro. La manica bassa, attaccato al corpo del figurante non ha permesso un’entrata corretta ad Arek, questo lo ha portato a rimanere con il collo incastrato… il suo urlo, unito a quello del pubblico, mi è entrato come una lama nel cuore… non sapevo più che fare… se smettevo potevo creargli un problema psicologico e, con tutto quel che aveva passato, l’ultimo dei miei desideri era di fornirgli un nuovo stress, continuare poteva significare peggiorare un problema fisico prodotto dal brutto impatto… che fare?... come sempre mi sono affidata a lui: ‘se lui sta lì vuol dire che ce la fa!’
Da quella gara al primo allenamento sono passati due mesi di riposo. Poi piano, piano abbiamo ricominciato, ed eccoci nuovamente in competizione.
Arrivati al campo per la prova, troviamo ad accoglierci tutta la disponibilità della S.A.S. Valdoglio e gli Amici del Lavoro: Carmelo e Cristian Sesto, Antonio Ierardi, Riccardo Colaianni, Francesco Finocchiaro, Martino Martinelli… i giudici Arturo Lezier, con il quale era nata una simpatica amicizia al Campionato del 1995, e Werner Prigant, un caro amico di un nostro caro amico Tony Testa… e ancora Arnaldo Benini, conosciuto nel mondo dell’agility – quando l’agility era uno sport sano – e venuto appositamente al campo per stare con noi e per salutare il suo amico e maestro Arturo Lezier. Un week-end fra Amici.
I ricordi più simpatici: Martino era lì con la sua Helen per la Selezione F.C.I., nonostante fosse già un grande della cinofilia e avesse già raccolto molti frutti del suo operato, era un incurabile distratto. Paolo lo capiva perfettamente. Dovevamo andare a fare una pista di prova – eravamo tutti un po’ preoccupati per la pista perché i terreni non erano meravigliosi, ricordo che abbiamo canticchiato un coretto d’incoraggiamento per tutto il week-end – Martino viene con noi. Prima di salire in macchina, lo vediamo che cerca preoccupato un po’ dappertutto… ‘che succede?’…’non trovo gli oggetti’… tranquillo ne ho a iosa’… faccio per rovesciare la mia sacca quando Paolo, scaramantico incurabile ‘aspetta, aspetta uno te lo do io’ – un accendino bic – ‘c’ho preparato Alfa e, nonostante le preoccupazioni di Barbara, ho fatto un figurone!’…‘dai qua, non si rifiuta niente in queste circostante!’…
L’allenamento andò benissimo. Il giorno dopo Arek fece 99 ed Helen 99.
Arriva il momento della prova del campo per la sezione ‘B’.
Tutti pronti all’appello ma nessuno entra. Cosa succede?.... cosa succede?... STUPORE… nella parte finale del ring, dove avremmo dovuto fare l’invio in avanti, c’erano caprette e galline. Al fianco sinistro del campo, tutta la fattoria. Non sapevamo se ridere o piangere.
Recuperati gli animaletti, cominciamo… con qualche difficoltà!
Il giorno dopo, ci fu qualcuno che si giocò tutto l’esercizio dell’invio per abbandono della linea retta, in direzione pollaio… ma per fortuna una volta i ‘platz’ erano ‘platz’!
Arek fece 89, Helen 97.
Nella sezione ‘C’ la cosa più divertente che ricordo è stata la frase di Cristian a Pezzano. Cristian era il conduttore di Eso, un cane molto particolare dal morso molto forte e fermo,con un carattere molto, ma molto dominante. Cristian ci aveva discusso solo pochi giorni prima. Eso nella gara stentava un po’ a lasciare, allora il giudice lo esortò ad intervenire ‘ma insomma Cristian vuoi far lasciare questo cane’... Cristian senza pensarci due volte rispose ‘per me può uscire pure con tutto il figurante in bocca’… a quelle parole tutti siamo sbottati a ridere, e l’applauso arrivò spontaneo!!!
Ultima nota divertente che stavo dimenticando, fu quella riguardante Paolo che si sparò su una mano con la pistola dell’indifferenza allo sparo… gli rimase la mano nera per una settimana e non vi dico per quanto tempo lo presero in giro!!!
La gara si concluse al meglio: nel Campionato Regionale Arek arrivò secondo, dietro a Luigi Cimetti con Thali di Oroval, il fratello di cucciolata della nostra Thika, terzo Francesco Finocchiaro con Fiaba, quarto Antonio Ierardi con Ziro vom der Rostadt . Nella selezione F.C.I. vinse Martino con Helen (1° eccellente 286 punti CAC CACIT), secondo Carmelo Sesto con Chico Vom Sommerbring, terzo Mario Mazzariello con Togo di Oroval, fratello di Thali e Thika, quarto Riccardo Colaianni con Yanez de Gomena del Citone.

Un altro meraviglioso ricordo aggiunto alla nostra storia di ricordi… ricordi a cui amo pensare e che, forse mi mancano tanto quanto li amo.
Un saluto a Martino e un grazie particolare per l'appoggio morale, per il 'dai ciccio op' - Arek aveva qualche problemino a saltare - e per il ' forza lupi' - alla fine della sequenza di obbedienza... un saluto a Riccardo e Leda, a Francesco, a Cristian, a Carmelo, ad Arnaldo - grazie per essere venuto a fare il tifo per noi -, ad Arturo - grazie per le sue raccomandazioni a non correre tanto durante la sezione B e a lasciar fuori del campo l'emozione -, ad Antonio - allegro e spensierato come sempre -, a Werner e a tutti gli altri… a tutti grazie per averci fatto passare dei giorni spensierati.

Filmati: Il podio di Helen

Filmati: Il podio di Arek

Filmati: La gara di Arek: sez. C

Filmati: La gara di Arek: sez. B

Il tempo passa. Per un po’ niente gare. Meno male. Ci piace andare a fare le trasferte con i ragazzi, ma abusare nello sport non ha mai fatto bene (come vorrei che più di qualcuno la pensasse così!).
I ragazzi si allenano con molto impegno, progrediscono e molti di loro rimangono semplici così come li abbiamo conosciuti (quelli che non sono rimasti semplici e hanno preteso più del dovuto dai loro cani, sono stati messi nella condizione di andare altrove a sfruttare ‘chi ci ama per altruismo’!).
Ogni tanto qualcuno di loro viene a seguire i miei allenamenti nel campo accanto al nostro, quello di Marco Reale. Marco è il figurante dei miei cani. Con lui ho un ottimo rapporto di lavoro e di amicizia. Mi ascolta, ragiona con me sul come e perché lavorare in un certo modo piuttosto che in un altro, e così via… un giorno, invece di presentarmi da lui con Arek o con Gilda (di lei non vi ho ancora mai parlato, vorrei dedicarle un qualcosa di un po’ speciale, spero di riuscirci), porto in campo il piccolo Apache. Ho sempre avuto l’impressione che nel mio borderino ci fosse qualcosa di più del ripetitivo classico, così ho voluto togliermi lo sfizio. Marco divertito dalla cosa, ha cominciato a comportarsi come una vera preda, Apache è impazzito di felicità, sono sicura che nella sua testa il fumetto che è apparso era ‘finalmente hanno capito qual è il mio vero io’…
Alla fine della seduta di addestramento, Marco ed io ci fermiamo a chiacchierare. Eravamo molto contenti del risultato della prova e abbiamo deciso di tentare la sorte.

Ma di questa esperienza vorrei parlarvene quando arriverà il momento magico della gara.
Dunque dicevamo, gli allenamenti con i ragazzi della scuola continuano molto bene, e arriviamo a giungo 1996. C’è una bella gara a Torino, nel campo G.A.R.U., partiamo Paolo ed io, Andrea e Tonino. Altro simpaticissimo fine-settimana da ricordare.
Il sabato, Tonino e Dylan passano in secondo brevetto. Bravi!
La domenica Andrea, Paolo ed io ci togliamo qualche sassolino dalle scarpe! … dovete sapere che molti degli allora geni dell’agility non ci amavano assolutamente, soprattutto quelli non troppo lontani, così quando capitava che uno di noi andasse male, era per loro motivo di grande esultanza, quando però accadeva il contrario, rimaneva tutto in sordina… figuratevi che gioia per noi infilare quei percorsi un po’ folli della Bernasconi… il più magico, il secondo brevetto (il terzo ancora non esisteva, sarebbe entrato in vigore a settembre, e, anche allora dovevi accedere con tre podi, inutile sottolineare che dovevano essere netti, altrimenti non ce l’avresti mai fatta ad infilare il mitico tre-scalini, tutti erano indaffaratissimi a fare quei mitici tre podi), un percorso velocissimo, filante, pieno di trabocchetti all’apparenza inesistenti, il più temuto un tubo-tubo dove in tanti e tanti sono caduti con tutte le scarpe (vedrete poi il filmato). Parte Paolo e fila con la sua Thika più che veloce che mai, arrivato al punto cruciale, dà ‘dentro’ (il nostro tubo-morbido) e scappa via per la passerella, ancora qualche ostacolo e poi di nuovo lì, ancora a quei tubi intrecciati, il comando ora è per il tubo-rigido ‘tubo’, Thika s’infila mentre Paolo è pronto per lo slalom, da fuori si sente ‘che culo’… ed io ‘no, è bravura!’… Thika è prima! … è poi la mia volta, con Apache ho per i trabocchetti una conduzione un po’ guidata così devo per forza infilarmi fra gli ostacoli per mantenere la sua velocità, a quel punto da fuori ‘evvai è passata là in mezzo, ha perso un sacco di tempo, sono sul podio’ … ‘e invece no, attaccati!’ ho detto dopo io… arrivo al secondo tubo, di nuovo passaggio obbligatorio e Apache s’infila come niente fosse, io scappo allo slalom e via veloci all’arrivo… Apache è terzo! … spodestando quello che prima gioiva anzitempo…
In questa occasione parlo con Giancarlo De Martini, il giudice, che è in primo luogo un grande conoscitore di cani e un grande preparatore di lavoro (utilità e difesa), ‘vorrei farti vedere Apache in lavoro’… si illumina ‘portamelo alla gara di novembre, sarò onorato di giudicarti’… sono morta dalla felicità e dalla commozione.
Il G.A.R.U., Giancarlo De Martini, Chiara De Martini, Torino, occuperanno sempre un posto speciale nei nostri cuori.

Filmati: Thika e Apache

Giugno 1996

Tiriamo le somme di questa prima stagione, siamo molto contenti dei nostri ragazzi, quasi tutti sono passati in secondo brevetto, e chi ancora non ha fatto il grande passo, gli manca solo una conferma. Grande squadra, ovunque si presenta, viene a ragione temuta.
Giungo, luglio e agosto, sono mesi di relax, ci si allena a ritmi lenti, studiando esclusivamente il singolo binomio con il singolo problema, si cura laddove c’è da curare e si fortificano i punti chiave, c’è molto da lavorare, ma tutto a tempo e modo.
Foto e/o filmati degli allenamenti
Personalmente in testa ho solo la gara di IPO1 con Apache e il Campionato Italiano di Addestramento SAS con Arek. La prima gara del mio zainetto invikta (soprannome che Marco Reale diede ad Apache, in occasione di un attacco: prova del lanciato, Apache gasato più che mai si lancia contro Marco che lo sfida, i due si incontrano, Apache salta e morde saldamente la manica servita da Marco, dalla foga e dalla velocità della corsa, dall’armonia e dalla grazia dell’impatto, esce un lanciato da applauso, i duellanti creano un tutt’uno, c’è una tale sintonia, una tale fiducia che Marco, invece di fermarsi e terminare la fase con il lascia e la vigilanza, continua a combattere con Apache, e nella rotazione, si chiude il braccio intorno al collo in modo tale da far scivolare Apache dietro la sua schiena. Apache rimane penzoloni, attaccato alla manica - dimostrando saldezza di nervi, morso duro e sicurezza - Marco a quel punto dice:’ mi sono fatto un nuovo zainetto… vi ricordate gli invikta a strisce bianche e nere?... eccolo qua, una zainetto peloso’… siamo tutti sbottati a ridere, Apache per nulla turbato è rimasto lì, con il suo morso fermo, appeso alla spalla di Marco… che coppia!...)
Immersa nei ricordi credo di aver perso il filo del discorso, dunque dicevamo: la gara di IPO1 con Apache e il Campionato Italiano di Addestramento SAS con Arek. Con Arek sarebbe stata l’ultima gara.

Per Paolo, invece, il chiodo fisso è la Nazionale Italiana di Agility. Scartato ingiustamente per il 1996, per il 1997 non voleva ci fossero scuse. Già nel 1993 in seguito ad un grande sopruso subito, non ce la fece con Alfa. Era stufo di vedersi passare avanti binomi che certo non gli ‘stavano’ davanti. La mitica Thika avrebbe dovuto riscattare i bocconi amari ingoiati a forza.
Furono molto gradite le telefonate di Paolo Meroni, Chiara De Martini e Massimo Pregnolato che, in seguito all’ennesima esclusione, lo avevano chiamato per rincuorarlo con la loro amicizia e spronarlo a non mollare.
Con la testardaggine che lo distingue e il grande cane che lo accompagna, si mette al lavoro!

Nel luglio di questa estate, entra nel nostro branco Timon, un figlio di Arek,. Ricordo come se fosse ora, la prima volta che l’ho visto. Casa dell’allevatore della mamma, sette cuccioli grigi che fanno il finimondo in un piccolo recinto antistante il box. A parte il fatto che li volevo tutti, era un’impresa scegliere… belli, di carattere, famelici, socievoli, giocherelloni… all’improvviso, due si staccano dal gruppetto, un maschietto e una femminuccia, lancio una bottiglia di plastica (dell’acqua), ci si tuffano sopra, cercano di afferrarla, è troppo grande per le loro bocche, vado per schiacciarla appena quando, il maschio, me la sfila dalle mani, la sbatte in terra e con l’aiuto di quella spinta riesce a tenerla in bocca… Arek era solito fare la stessa cosa con manica, assestava il morso… per me la scelta era fatta. Paolo mi ricordava che preferiva un cane con doti più spiccate per sport di agilità, io gli risposi che un cane da utilità può fare agility, un cane da agility ha scarse probabilità di fare utilità… ho vinto io!...
Non che lo volessi per lo sport, volevo quel piccolo lupo perché in lui ho rivisto l’impronta del papà. Appena giunto a casa, ha conosciuto la mitica Thika, ne è rimasto da subito conquistato.
Dopo quattro mesi, è arrivata a casa anche la sorellina,Tina.
Era ancora in allevamento, troppo birbante, troppo vivace, troppo pestifera… non riusciva a trovare una famiglia. Quando l’ho vista, il cuore mi è saltato in gola, una lupetta dagli occhi spiritati.
Timon e Tina si sono riconosciuti all’istante e da allora sono stati inseparabili. In questa occasione ho cominciato a pensare alla separazione dei cuccioli dalla mamma e dai fratelli, alle emozioni provate, al fatto se fosse giusto o meno dividere quei branchi appena formati…

Paolo e Timon
Timon e la banana
Il primo seduto
La posizione ... classica
Tina Paperina
Timon e Paperina
sguazzano...
... nel ...
...cantiere

Filmati: Timon e Thika

Filmati: Tina Paperina: Agility

Filmati: Tina Paperina: Agility allenamenti

Filmati: Timon: Mondioring allenamenti 1° parte

Filmati: Timon: Mondioring allenamenti 2° parte

 

Sempre in quell’estate un’altra cucciolata ha allietato la nostra scuola: Oxa e Rudy hanno reso felice Enrico.
Ricordi di Enrico:
‘Fin da piccolo sono stato attratto dagli animali, qualsiasi tipo di animale, li vedevo tanto fragili e allo stesso tempo coraggiosi, li vedevo piccoli e indifesi, non mi spiegavo come potesse essere possibile che nonostante l’apparente debolezza, potessero sopravvivere senza che nessuno badasse a loro. Mi riproposi che un giorno, da grande, avrei colmato questo mio dubbio.
La cucciolata fra Rudy e Oxa, fu dettata dall’amore profondo che nutrivo per i miei due pastorelli, erano la famiglia perfetta, perché tenerli divisi in un momento tanto naturale?... sapevo bene che non essendo un allevatore, non conoscevo bene le linee di sangue, non sapevo cosa avrebbe portato un accoppiamento che definirei ‘per puro amore’… ma ero pronto ad affrontare ogni rischio, ero pronto a provvedere a quella famiglia perfetta qualsiasi cosa fosse accaduto.
Ho seguito il corteggiamento, l’accoppiamento, la gestazione… dal giorno del parto e per i due giorni successivi, e in seguito in ogni momento che ho avuto libero dal lavoro, sono stato accanto alla mia Oxa, supportato da mia moglie Nadia. Ho potuto così, osservando i meravigliosi giochi della natura, oltre a soddisfare quella domanda di tanti anni prima, godere di una gioia immensa. Ero felice!
Grazie a Rudy e Oxa per tutte le stupende esperienze, per tutti i magici momenti e per avermi regalato un loro figlio ‘Rigel’.

Una stupenda estate da ricordare.

 

Aggiornamento estivo agosto 2009

L’ultima scheggia è stato rimossa. Non sappiamo chi dobbiamo ringraziare per l’avvenuto allontanamento, mandiamo quindi, un grazie generico!
Forse quest’ultima ha fatto più male delle altre, data l’affezione di anni, ma prima o poi doveva accadere. La ferita si rimarginerà presto e non si riaprirà più.
Finalmente possiamo dire: basta col sentire bugie, basta con le prese in giro, basta con le inutili arrabbiature e relativi angosciamenti. Basta con i tradimenti e le fughe dalla realtà.
Per il futuro speriamo di non cadere più nei tranelli della buona educazione e di riuscire a poter dire e fare tutto nel momento stesso in cui avvengono le cose.
Dopo anni di silenzio, possiamo urlare: La Scuola Stella Grigia è libera!
Buone Vacanze a tutti!


Settembre 1996
Il tempo si stringe attorno all’ultima competizione con Arek, alla prima ultra-discussa con Apache e al terzo brevetto di lavoro di Alfa.

Fra meno di un mese entrerò, insieme al mio Compagno, per l’ultima volta in uno stadio.
Vorrei, ancora una volta, dimostrare la meraviglia del mio Cane, vorrei dimostrare che non è solo con la dittatura o con le tecniche raffinate o con i metodi para-psicologici innovativi, che si può arrivare ad un livello più che buono del lavoro, vorrei far parlare ancora una volta del mio Arek.
Gli allenamenti si svolgono nella massima serenità, trascurando forse, un po’ la precisione… quando ti trovi a dover cancellare tante esperienze brutte dalla mente di un cane, devi necessariamente rinunciare a qualche punto per concedere un po’ di iniziativa al tuo compagno, senza per questo perdere di vista la serietà dell’opera.
Sapevo già dove avremmo perso punteggio e dove ne avremmo guadagnato.
Arek possiede un istinto alla ricerca e una serietà nell’affrontare la prova di pista, che, per non farlo arrivare al massimo della quotazione, non deve esserci il tracciato, altrimenti può variare fra 98 e 100. In obbedienza possiamo perdere qualcosa nel seduto in movimento, un po’ lento, e nella velocità di esecuzione del riporto, ma non mastica e non anticipa i comandi, quindi, quanto potranno toglierci?... In attacco, la pecca sono i nascondigli (da sempre ne batte quattro invece di sei = meno due punti) e l’abbaio al sesto nascondiglio (appena arriva dà due musate sulla manica per far muovere il figurante, e poi parte in abbaio… quando scriverò la sua storia vi metterò a parte della sua preparazione addestrativa prima e dopo l’entrata in casa Caldora), per il resto degli esercizi è in piena forma sportiva, e vorrei sottolineare sportiva, perché è così che è stato preparato da Paolo e da me, sportivamente.

Prima prova, l’attacco.
Piove a dirotto. Il giudice è vestito di cerata gialla, e si ripara sotto un grande ombrello giallo. Logicamente è al nascondiglio dell’abbaio. Arek, cosa farà?...
Bene, siamo alla partenza, fuss, alt, revier… Arek parte e… vedetevi il filmato al fine del quale c’è il giudizio del giudice.
Avete sentito l’urlo del figurante nella prova di coraggio?... beh, a quell’urlo, alcuni binomi valorosi si sono fatti fare un certificato di indisposizione e si sono ritirati dalla competizione… non dico altro!

Seconda prova, la pista.
La pista parte male dallo stadio. Non sono ancora riuscita a capirne il motivo, ma non ci fanno fare il tragitto fino alle piste con le nostre auto, bensì con auto dell’organizzazione. Efficiente sento dire! Si, forse per chi non ha un cane che patisce le novità (grazie al suo preparatore giovanile…). Arrivati ai campi, aspettiamo il nostro turno, mezz’ora, e poi ci caricano sul vano posteriore di un pulmino cargo chiuso. Arek, che un pochino si era calmato, si innervosisce nuovamente, non ha mai fatto un’esperienza simile… Scendiamo a destinazione, pochi metri dalla pista. Ero un po’ arrabbiata e molto preoccupata per Arek, non ha avuto una infanzia facile, e fino ai due anni di vita, ha subito talmente tanto che ogni variazione gli creava dei problemi. Comunque ci presentiamo al giudice, il giudice ci dà l’ok, porto Arek in prossimità della partenza. A due metri circa di distanza dal paletto, un altro paletto che segnala un’altra pista.
Qual è la nostra?
Questa, ci dice il tracciatore, quella è la fine di un’altra pista.
Così vicina?
L’oggetto di quella fine, deve avere un odore molto forte, perché Arek tira in quella direzione. Ha fatica cerco di avere le sua attenzione, finalmente si parte. Arek inizia lento, cauto come sempre, il guinzaglione si svolge, lo seguo. Dopo pochi passi il terreno è un pasticcio di impronte che vagano per una decina di metri, in lungo e in largo, Arek annusa intensamente, a destra, a sinistra, prova avanti, torna indietro… alla fine mi guarda, do il ‘cerca’, lui guarda a terra, mette giù il naso e lo rialza, mi guarda e mi viene al piede.
Ero furiosa per il problema che si era creato al mio Arek, ero arrabbiata per il tracciato… con Arek al mio fianco, chiedo al giudice di tirarmi fuori dalla competizione e di poter continuare la pista per far superare il problema al cane. Il giudice acconsente, ma invece di andar via, mi segue. Supero il punto impiastricciato, nuovamente do il ‘cerca’ ad Arek. Come da manuale il mio Compagno disegna la pista, e la disegna a tal punto che, se anche mi ero resa conto che il disegno seguito dal tracciatore non era un P ma una R, al mio Cane non importava nulla. Come non è importato di segnalare un oggetto a due metri di distanza dalla parte finale della sua pista (visto poi, che alla nostra partenza c’era una situazione analoga… ironia della sorte, quell’oggetto doveva essere la fine del nostro tracciato, ma nella realtà non era al suo posto. Arek stavo fiutando l’uscita di pista del tracciatore, e l’avrebbe fatto fino a mostrarci la via dell’uscita dal campo e, forse ci avrebbe portato fino alla macchina.
Il giudice chiama. Do il terra ad Arek, mi avvicino a lui, lo bacio e consegno i due oggetti precedenti. Mentre mi congedo, il giudice mi ferma per fare i complimenti ad Arek… dopo una prova così, nonostante la mia richiesta di uscire dalla competizione lo tenne dentro con un 71.

Terza prova, l’obbedienza.
Anche per questa prova non voglio perdermi in chiacchiere, se volete guardate il filmato e giudicate voi stessi.

Una buona gara non povera di imprevisti, ma alla fine il mio Arek si è comportato bene, come sempre, e con la disapprovazione di molti, do comunicazione della nostra ultima impresa.
Grande Arek!

Anche in questo Campionato, la gioia di stare due giorni con la Fiorentini e il mitico Alf. Avrei voluto che non finissero mai, e forse il motivo era, non solo perchè a Roma non c'era mai occasione di frequentarci, ma perchè i nostri ragazzi ormai erano grandi e i sogni stavano per finire. Un carissimo abbraccio a Stefania e Alf.

Da ultimo, non per importanza ma perché trattasi di una cosa che esula dallo sport, vorrei raccontare di un ulteriore ricordo un po’ personale di questo campionato: il numero di estrazione della nostra partenza, ci accoppiava ad una coppia molto particolare, sto parlando di Giuseppe Capitanio e Gitta von der Rostadt.
La conoscenza con Capitanio risale al 1991, quando andai a vedere per la prima volta un Campionato S.A.S. di addestramento. Giuseppe concorreva con Tea, una creatura piccolina ma brillante, grintosa e determinata. Un piccolo concentrato di meraviglia.
Gitta, invece, è la sorella di cucciolata della mia Gilda. Precisa, matura e sapientemente addestrata, ha portato a termine la sua gara al meglio. Se non mi ricordo male, nonostante abbia avuto anche lei qualche problema con la pista.
Beh, datemi della sentimentale, ma entrare in campo e concludere la mia carriera sportiva con Arek con accanto la sorellina di Gilda e una persona semplice e umile, quale si è sempre dimostrato Giuseppe Capitanio, è stato per me molto emozionante.

p.s.
Da questo campionato, ho imparato a non fare più pronostici!!!

Del piccolo guerriero Apache e della mitica Alfa, vi parleremo nel prossimo aggiornamento.

Novembre 1996
Eccoci arrivati ad un altro grande appuntamento della nostra storia. IPO1 – Apachewithgreys; SchH3 Alfa Von Grauen Stern.

La sezione ‘c’ è stata sempre la favorita di Apache, o meglio, mordere è stato sempre quel che ha fatto meglio!
In pista sono nate le prime incomprensioni, Apache non riusciva a capire perché doveva mettere il naso a terra quando la selezione lo voleva cercatore con gli occhi… allorché ho cominciato a tracciare per lui, invece che sull’erba bassa, su quella alta, nascondendo al meglio quello che tanto bramava, il salsicciotto. In obbedienza invece tutta un'altra musica… avete mai provato ad insegnare ad un accerchiatore ad andare dritto?... pazzesco, io che amavo le condotte e che mi vantavo di aver sempre costruito con tutti i miei cani, una sintonia fantastica nel ‘camminare l’uno accanto all’altra’, ero stata messa con le spalle al muro da un piccolo juventino (juventino in quanto bianco e nero di capelli)… ma Apache non sapeva quanto fossi testarda… e così, alla fine trovammo un accordo, la condotta era dritta, ma i dietro-front li avrebbe fatti allargandosi un po’ e i seduti dell’alt, mi avrebbe sbarrato un pochino la strada… qualcuno provò a dire che questo suo atteggiamento era mancanza di rispetto nei miei confronti, ma io non l’ho mai creduto… già allora, non amavo i metodi meccanici (e ci inserisco tutto ciò che non sia naturale) e non volevo privare della personalità di razza, i miei compagni… ecco perché ho accettato di buon grado il comportamento di Apache, lui camminava accanto al gregge per condurlo, accerchiava il gregge per indirizzarlo e fermava il gregge, nulla di più. In assenza di un gregge da condurre, aspettava dal suo pastore l’indirizzo da prendere. E infatti erano i cambi di direzione e gli arresti dove cercava conferma attraverso lo sguardo.
A tutt’oggi rimane ancora l’unico Border Collie in Italia ad aver superato la prova di IPO 1.
Il mio grande rammarico, è stato quello di non aver continuato su quella strada, ma di avere invece proseguito a lavorare in agility che, veramente, non gli è mai piaciuta. Scusami Apache!

La gara scelta è al campo GARU a Torino, di De Martini.
Oltre alla simpatia che abbiamo sempre avuto nei confronti di Chiara De Martini e di suo padre Giancarlo - e quindi ogni occasione era buona per andare a trovarli - scegliemmo quella gara perché: il Dott. Giancarlo De Martini, giudice di lavoro e preparatore agonistico, era l’unico Giudice – e forse lo è ancora – a conoscere la razza Border Collie. Il modo di camminare del Border quando lavora, è molto particolare – sto parlando di Border da lavoro - assume una postura leggermente abbassata sugli anteriori e la testa è in linea con la spina dorsale. Questo atteggiamento, dal profano, poteva essere giudicato come una sottomissione, cosa che invece, non sarebbe mai potuto accadere a De Martini.
La prova di obbedienza e di difesa potrete vederla nel filmato, della pista invece non abbiamo nulla. Proverà a raccontarvela.
La tensione è a mille. Si è sparsa la voce che il mio piccolo guerriero si cimenta in qualcosa più grande di lui. De Martini mi invita ad entrare nel terreno di gara e ad iniziare la tracciatura, il tempo di invecchiamento parte. Ho i piedi incollati al terreno, le gambe pesanti. Lo stomaco talmente pesante che anche lui partecipa alla tracciatura. Non riesco a scollegare dalla mente tutte quelle brutte persone che hanno ostacolato in ogni modo la mia decisione di portare Apache in IPO… che stress, devo pensare al mio Apache, non ai geni che non capiscono niente.
Uscita dalla tracciatura, De Martini mi chiede se avevo piombo sulle gambe… accidenti, la tensione era lampante, che vergogna!
Apache entra in pista. Bene nella traccia del primo lato, si accerta sul primo angolo, bene il secondo lato ma salta il primo oggetto, si accerta nel secondo angolo, bene il terzo lato, segnala il secondo oggetto. Io comincio a respirare un’altra volta. Uscendo dal terreno vedo De Martini scuro in volto, ed ecco che appena siamo vicini a lui, parte con un rimprovero sulla mia tensione e sulla tracciatura: ‘Hai coperto gli odori, troppo pesante quella tracciatura, è per questo che non ha segnalato e ha sfondato gli angoli, peccato, il cane sa quello che deve fare, fidati di Apache la prossima volta e lascia a casa la tensione’.
De Martini mi insegnò una grande cosa.

Alfa e Paolo, tutta un’altra storia!
Non ho mai conosciuta una persona che sappia arrangiarsi meglio di Paolo. Lo conosco fin dai tempi dl liceo, e già allora era famoso per la sua filosofia dell’improvvisazione. Con questo non voglio dire che non sapeva cosa fare, ma solo che lasciava, e lascia, molto le decisioni al fato. E cosa più incredibile, ha trasmesso questa formidabile caratteristica alla mitica Alfa.
Ricordo come se fosse ora, l’ultima pista di preparazione prima della gara. Traccio su un terreno da pascolo, molto segnato e con l’erba un po’ biascicata. Torno da Paolo e lo avverto che la pista fa un po’ schifo, e di stare attento a non perdersi. E come poteva perdersi, tanto non era lui a mettere il naso a terra, era Alfa, e quindi… partono, accertamento dopo accertamento, accelerata seguita e rallentamento, segnalazione un po’ storta… in un modo o nell’altro, finiscono. Paolo ed Alfa cominciano a giocare tutti contenti. Tornati alla macchina: ‘Oh mamma Paolo, come fai ad essere così disteso?... hai visto quanti accertamenti?’ … ‘Stai tranquilla, in gara farà un figurone!’
Per quanto lo conoscessi bene in queste particolari cose, e conoscessi la sua infallibile positività, non riuscivo a convincermi delle sue parole… beh, 98 alla gara, terreno arato seminato a grano piantine di dieci o quindici centimetri; la traccia che entrava e usciva dalla terra alle piantine e viceversa… Alfa e Paolo sono stati perfetti, i due punti sono la penalizzazione di un cambio di velocità dopo il primo oggetto. Mitici!
La prova ‘b’ e ‘c’ potete vederla sul filmato.

Alfa e Paolo riuscivano in Utilità, dopo un interregno dedicato all’Agility. Grazie all’Agility, avevano potuto esternare l’arte dell’improvvisazione, e vederli affrontare la precisione del Lavoro fu veramente uno spettacolo.
Ricordo Chiara De Martini, occupata con le lezioni e la gestione del campo, correre al ring di gara quando toccava ad Alfa. Nel breve tragitto, reclutava gente – clienti, passanti, agonisti – e li invitava con entusiasmo a seguirla, per vedere un cane dell’Agility esibirsi in Utilità. All’epoca c’era una ‘piccola’ polemica fra i praticanti le due discipline sportive, molti asserivano che i cani impegnati in Agility non erano validi caratterialmente e mai avrebbero potuto fare Utilità. Che smentita! Con orgoglio Chiara diceva: ‘Avete visto cosa sanno fare i cani dell’Agility?’

Abbiamo sempre amato le gare al GARU, ma da quella mitica giornata, vissuta nell’amicizia, nella sportività, nella serenità più assoluta, il GARU avrà sempre un posto d’onore nei nostri ricordi del cuore.
Grazie.
Grazie a Chiara, a Giancarlo, ad Apache e ad Alfa. Grazie a Maria Di Francesco, Paolo Meroni e Massimo Pregnolato, per aver mollato tutto e tutti, pur di venire, a bordo campo, a vedere Alfa e Apache gareggiare in Utilità. Grazie per la grande amicizia mostrataci!

Filmati: Apache in IPO 1 e Alfa in IPO 3

Dicembre 1996 gara internazionale di agility I.K. Roma

Si torna in campo, quel campo dove abbiamo sudato sette camicie – e anche qualche felpa – per renderlo uno dei centri cinofili più funzionali del centro-Italia. Un centro nato per amore dello sport e dell’equilibrio e poi lasciato nel momento in cui gli obbiettivi di Cesare si sono rilevati contrari.

Lo stress veleggia, l’emozione gli fa compagnia.
Entriamo un po’spavaldi, ma con fare gentile. I Club esterni sono, come sempre, affettuosi e amichevoli nei modi, in particolare la ‘gemellata’ scuola di Perugia ‘X cenetr School’ di Martino Martinelli, amico da una vita… gli ospiti invece, un po’ meno cordiali… beh è comprensibile, molti dei binomi presenti vengono dai nostri insegnamenti, e un tempo si erano dichiarati grandi alleati fraterni, un tempo sputavano al passaggio dell’Imperatore, ora si prostrano ai suoi piedi e sputano alle nostre spalle… ora noi rappresentiamo la squadra direttamente avversaria, sembra di assistere ad un derby calcistico, e quindi l’aria che si respira è di battaglia all’ultimo secondo.

I nostri ragazzi, mossi da spirito goliardico e sportivo, dall’inizio alla fine della manifestazione assumono un comportamento esemplare e a loro dedichiamo questo nuovo – divertente – ricordo.
A: Tonino Dylan Sonia ed Emanuele, Claudia Lance Marco e Messner, Maura e Nebbia, Marina ed Erika, Enrico Oxa Rudy e Nadia, Marco Lucrezia Laura e Cipriano.
Mi soffermo un attimo per presentarvi l’ultimo quartetto nominato:
Marco e Laura, due ragazzi che da subito ci hanno seguito nel viaggio di migrazione per lidi più sani, non sono stati ancora ricordati, perché purtroppo non li vediamo e sentiamo da molto tempo, però di loro portiamo dentro dei bellissimi ricordi, uno dei quali è in questa occasione, il debutto in gara.
Marco e Laura al tempo erano due studenti, oggi sono due avvocati affermati. Lui simpaticamente battagliero, lei elegantemente pacata, i loro beniami due dalmata, Lucrezia simpaticamente battagliera, Cipriano elegantemente pacato.

La sfida inizia già dal primo brevetto, al debutto presentiamo Lucrezia e Cipriano, e Claudia con Luna del Vesuvio, mitica meticcia che tanti fa decise di trasferirsi da Napoli nella capitale, allorchè prese il treno alla stazione della città campana e scese a Termini – non è una storia inventata ma pura verità -.
Nello spiazzo antistante l’entrata nel ring di gara, ci schieriamo tutti uno acconto all’altro, chi a proteggere i novelli, chi a ripassare il percorso, chi a fare gli scongiuri. Siamo bellissimi, uniti come mai in campo nemico, serrati e mossi da un unico spirito. Sugli spalti accanto a noi, il tifo sostenitore.
Per tutta la giornata è stato un andirivieni di foraggiamenti morali e materiali, cori e balli.
Eravamo belli e fastidiosi, mai si era visto un gruppo di Amici così unito, così sinceramente unito!
Il canto d’attacco è stato la Macarena, l’urlo festoso degli stadi e delle corride, e il mitico BRAVOOOO EVVAI BRAVOOOO di Marco ripetuto ininterrottamente e instancabilmente. Il tutto a coprire le … degli avversari poco amichevoli.

A voi un sunto della nostra esibizione che si apre con le partenze di Marco e Cipì, e si conclude con il mitico podio di Paolo e Thika.

Filmati: La gara di Apache

Filmati: La vittoria di Thika

video in costruzione

Gennaio 2010
Nel sito www.ilcane.eu abbiamo aggiunto una sezione riguardante l’educazione naturale.
Vorremmo illustrare il nostro credo attraversando la storia del lupo fino a giungere al cane. Saranno riportate similitudini, foto, immagini e frasi tecniche per rendere il più dettagliato possibile, l’unico linguaggio compreso dai nostri Fratelli Animali. Buona visione!

Tutte le persone che hanno sfruttato e tradito il nostro credo, e che curiosano instancabilmente fra le nostre pagine non sono invitate. Sono invitate invece ad essere coerenti, almeno una volta nella loro vita, a volerci stare lontane. Grazie!

Marzo 1997
L’anno nuovo ci porta al campo un altro cagnetto a pallini, un cucciolo di dalmata con tante macchie da far invidia a tutta la carica dei 101. Ad accompagnarlo è Roberto, un ragazzo di poche parole e con tanta voglia di imparare a gestire il piccolo Zyg. Da quel che mi ricordo, vennero alla scuola per un normale corso di obbedienza, e poi finirono per rimanerci invischiati, parliamo del 1997, che ad oggi fanno ben 13 anni di fedeltà.
Roberto si appassiona allo sport dell’Agility, che a quel tempo era veramente uno sport e non lo schifo che è diventato oggi, muovendo i primi passi con la pazienza di Paolo, ignaro che da lì a poco sarebbe passato anche dalle mie mani. Da quel magico passaggio, Roberto assaporò, insieme a tutti gli altri malcapitati, il sapore del sudore, del pentimento e della punizione.
Ero solita far pagare molto caro ogni sgarbo che veniva fatto al proprio cane, sgarbi come: non guardarlo mentre si esprimeva nel percorso, non essere attenti ad aiutarlo nel preciso momento in cui andava aiutato, non premiarlo nel momento esatto in cui aveva bisogno di un premio, pensare troppo a non sbagliare piuttosto che a non far sbagliare lui, dimenticarsi il percorso che ci si stava proponendo di affrontare in coppia, e così via… dopo un po’ che lavoravano con me, i miei ragazzi non aspettavano neanche più che io impartissi loro le meritate punizioni, da soli cominciavano a contare i giri di campo di corsa che dovevano effettuare per scontare la pena.

Scherzi a parte, devo dire che mai nessuno dei nostri ragazzi, menzionati in questo diario, ha mai trattato male il proprio beniamino, tutti si sono sempre comportati con molto rispetto nei confronti dei cani e nei confronti della scuola.

Tornando a Roberto e Zyg, la cosa che più mi faceva tenerezza di loro, era lo sguardo che si scambiavano all’inizio di un percorso, fiducioso quello di Zyg, interrogativo per se stesso e raccomandante nei confronti di Zyg, quello di Roberto. Roberto ha sempre avuto una sola grande difficoltà da superare, la sua memoria. Che non migliora con la bella Jamie, ma che forse è ad una svolta con la piccola Toffee.

Jamie entra nella vita di Roberto con l’impeto che la caratterizza anche negli allenamenti. Jamie è una femmina di pastore tedesco, che ha conosciuto l’abbandono delle brave persone, ma che ha trovato nella famiglia di Roberto, la sua vera famiglia. Jamie e Roberto hanno partecipato a tre Campionati Italiani di Agility del pastore tedesco, distinguendosi in jumping 1 classificandosi al 2° posto nel 2007 e terzi in combinata junior nel 2008.

Della piccola Toffee, a parte il fatto che Roberto sta nuovamente rivoluzionando il suo modo di lavorare, tre cani - tre caratteri - tre rapporti - tre gestioni ecc. ecc., non possiamo dire altro che la coppia promette molto, e presto ce ne darà ragione, tutto se il nostro conduttore sopravvivrà alla di lei esuberanza.

Altre ‘note’ degne di nota della famiglia di Roberto, la figlia, la stupenda Sara, la bocca della verità, e la sua simpaticissima moglie, Rita, solare e semplice, è il grande portafortuna di Paolo. Quando doveva partire in gara, Paolo le affidava il suo cellulare, mai una volta gli è andata buca un percorso quando Rita era lì a bordo campo con il suo cellulare in tasca.
Ma Rita è stata anche la nostra fidatissima operatrice-video, la poverina, era destinata a filmare tutte le nostre gare… purtroppo quando incappi anche una sola volta nell’acconsentire ad una richiesta, sei segnato per la vita… rassegnata nel suo compito, come finivano le ricognizioni, veniva a cercare la compagna telecamera.

A voi un sunto di quei filmati
Grazie a Roberto, Rita, Sara, a Zyg e Jamie e alla speedy Toffee, una femminuccia di pastore tedesco che completa la magia del branco di Roberto.

30- 31 ottobre 2010 Borgosesia (Vercelli) – Campionato Italiano Pastore Tedesco

Ci siamo si ricomincia, campionato italiano del pastore tedesco appuntamento a cui non si puo’ mancare, partiamo 700 km, tempo da “Lupi”, arriviamo posto bellissimo un bosco tutto per noi dove sostare la notte prima della gara. La mattina alle 8.00 si comincia Toffee è pronta io un po’ meno sono passati 15 anni che mi diletto a fare gare ma l’emozione è quella della prima gara a Napoli. Sicuramente sapere che Toffee puo’ competere per i primi posti non mi aiuta, non ho scusanti, ce la metto tutta l’inizio non è male ma l’ultima gara quella dove rischio di tornare a casa a piedi l’emozione, la stanchezza, l’acqua torrenziale fanno sì che vengo eliminato …… unica preoccupazione chi lo dice a Paolo !!!!!!!!!!!! comunque esperienza bellissima, speriamo che l’anno prossimo almeno devo fare meno km.

13/14 novembre 2010 gara di Roma

La stella grigia scende in campo con un bel gruppo, pochi ma buoni, la telecamera cerca di riprendere tutti i giri, ogni tanto si distrae, deve riprenderci la mano.

Toffee è in gran forma, forse troppa non riesce a stare ferma vuole “giocare” con tutti i cani presenti, non siamo pochi, non c’è un debuttante che va piano, sembrano giri di almeno primo livello ma ce la possiamo fare. Due percorsi, il jumping riesco a rompere un ostacolo, buttare giù una stecca mentre nell’agility riesco grazie a un urlo che viene da fuori campo a non far andare Toffee nel tubo concludendo il giro con un netto, evvai.
Rimaniamo fino alla premiazione perché con solo 6 cani saliamo sul podio per ben tre volte …

Ciao Roberto

Filmati: Roberto e Toffee al Campionato Italiano SAS

Ancora Marzo 1997
E quando il sangue freddo degli Inglesi si incontra con la precisione e la determinazione dei Tedeschi, e la musica dell’artista estroso miscela note stravaganti, ecco uscire fuori una coppia fantasiosa: Sabine e Otello.

All’epoca Paolo ed io andavamo tutti i mercoledì pomeriggio a Perugia al campo di Martino Martinelli. Paolo si occupava dei ragazzi della squadra di Agility, io facevo la corte (nel senso che lo tampinavo!) a Martino per fargli indossare la manica ed assistermi nell’utilità.

Martino oltre ad essere un tecnico molto, molto bravo - attraverso l’istintività e l’esperienza pluri-decennale si muoveva nel campo di lavoro, con tale maestria che ogni volta che torno a pensare alla sua bravura e alle sue doti naturali, che sapientemente sapeva mostrare anche all’occhio del profano, mi viene spontaneo dire: ‘quanto ha perso il mondo dell’Utilità, nel momento in cui Martino ha deciso di ritirarsi dalle competizioni’ – ops, mi sono persa nei pensieri… dunque dicevo: oltre ad essere molto bravo, era con me, molto paziente, e in più mi faceva sempre tanti complimenti. Anche se non sono mai stata favorevole ai complimenti, perché dopo un po’ ti fanno montare la testa mandando la tua auto-stima in cima ai grattacieli, da lui li apprezzavo, perché sapevo che erano sinceri.

Punto sulle mie sedute di addestramento, torniamo a bomba (all’inizio!)…

Nel gruppo di Martino ci siamo sempre trovati benissimo, erano tutti ragazzi simpatici, semplici, che lavoravano con il loro cagnino di casa, per puro sentimento sportivo, goliardico, amichevole… così era nel 1997.
Fra loro, la coppia in capo al ricordo: Sabine e Otello.
Non so chi fra i due avesse più voglia di fare, di imparare, di giocare, di lavorare, di… Paolo all’epoca girava nei circuiti di gara con Thika, ed essendo Otello un piccolo proiettile come la nostra nera supersonica, cercava di insegnare a Sabine a lavorare con il suo juventino inglese nello stesso modo in cui lui lavorava con Thika. Fra un giro e l’altro, una chiacchierata e una risata, è nata una stupenda amicizia, che ancora oggi, dopo anni che Sabine e Otello sono tornati a vivere in Germania, è ancora molto forte.
Ecco di Sabine e Otello possiamo dire che, mai coppia è stata più unita, più amalgamata, più … non mi vengono le parole … e credo che il problema per descrivere una tale sintonia, sta nel fatto che non esistono, forse, parole per descriverla. Sabine ha condizionato tutta la sua vita per rendere il più possibile sano e completo il rapporto fra lei e Otello. Sono una il completamento dell’altro.

Sabine e Otello hanno fatto parte della nostra squadra dal 1998. Ricordo con tanta simpatia le giornate estive che venivano a passare a casa da noi e i freddi inverni… ricordo quando consegnammo a Sabine la divisa della nostra scuola e nel consegnargliela ricordo le sue parole: la divisa Stella Grigia… per me è un grande onore indossarla!
Grazie Sabine, grazie per la tua amicizia, la tua stima e le belle parole che ti sono uscite dal cuore.

Un abbraccio da tutta la Stella Grigia alla nostra Amica lontana e al suo stupendo Borderino.

Album fotografico: Sabine e Otello

Ricordi dall'altro secolo

Vorrei dedicare alcuni pensieri ad una cara Amica, una persona che ho conosciuto circa 16 anni fa.
In quel periodo, non ero un’assidua frequentatrice del campo scuola, perché avevo aperto un negozio pet. Il lavoro dell’addestramento stava dirigendo verso una rotta che non mi piaceva più, molti azzeccagarbugli, troppi troppisimi per i miei gusti, stavano invadendo le strade e i parchi, e non contenti, stavano facendo spuntare centri a destra e sinistra, tanto che i terreni appena fuori dalla città sembravano invasi da un esercito di cavallette (chiedendo scusa alle Cavallette per la similitudine usata).

All’ora di pranzo, durante la pausa di chiusura, andavo comunque al campo per far uscire i Cani che mi portavo in negozio (non potevo davvero stare dalle 10 del mattino fino alle 9 di sera senza vederli..)
In quell’orario venivano i Ragazzi fedelissimi al nostro credo, e io ne approfittavo per rivivere dei momenti spensierati.
Paolo lavorava a casa fino alle 14.30, e seguiva il lavoro della scuola dopo le 16 fino alle 21.
Alle tre e mezza, ci davamo un saluto e appuntamento alle 10 di sera a casa…
Che periodo… come se non fossero bastati i tanti sacrifici fatti fino ad allora… ma ok dai, è bello anche questo della vita… l’importante è riuscire a resistere.

Tornando all’inizio del ricordo: in quei giorni ho avuto la fortuna di incontrare al campo una giovane coppia che aveva appuntamento con Paolo.
Con la Lei, ci siamo intese fin da subito; non la spaventò la mia fredda sincerità, capendo che nelle cose che dicevo, non mettevo mai segnali che potessero far pensare a cose mirate per ferire. Una delle pochissime persone che si accorse che non ero la Signorina Rottermeier di Heidy, ma solo una persona che aveva a cuore gli Animali e un po’ meno le persone che pretendevano dai loro Cani senza dar loro molto in cambio. A suo marito invece, non risultai molto simpatica… troppo schietta e diretta.

Quel giorno conobbi Silvia, il suo Setter Inglese Birbo e la Golden del marito Tiffany.
Ho sempre avuto la mania di soprannominare le persone con nomignoli affettivi simili al nome del loro Cane o che mi ricordassero il loro Cane o che mi facessero pensare a qualcosa del loro modo di pensare (delle persone non del Cane ;) ) il nome che ne usciva rappresentava un po’ una forma di imprinting; perciò Silvia, da quel giorno divenne Birba.

Paolo la conosceva già da qualche anno, e l’aveva conosciuta con il suo Setter Birbo e il Papà di lui, Tony.
Di quel suo precedente incontro ho un vaghissimo ricordo, che se Paolo non mi avesse rifrescato un po’, l’avevo praticamente cancellato.

Birbo era un Cane da caccia particolare, perché era molto ubbidiente e molto attaccato a lei; e non è nella normalità vedere un Setter Inglese sotto controllo per educazione e per il piacere di esserlo; da non confondere questo con la risposta di un Cane insicuro, perché Birbo era un tipetto tranquillo che si attivava piacevolmente al momento giusto, altrimenti se ne stava placido e serafico. È vero che quando arrivava al campo lo si sentiva dal momento in cui la macchina girava sula stradina che portava al parcheggio, ma quelli non sono nervi, è contentezza.
Si divertiva a lavorare con Silvia: pazientemente la aspettava quando ‘’lei’’ si perdeva nelle sequenze degli esercizi di Agility, e come ‘’lei’’ si ricollegava, pronto e scattante era lì a disposizione :D

Quando cominciai a sostituire Paolo ogni tanto al campo, mi capitò di lavorare con lei.
In questo periodo, anche la piacevolissima Tiffany si allenava con Silvia, e di Tiffy ricordo che era di una simpatia quasi esagerata!!! … era la classica Golden tutta miele e palline, ma se c’era da ‘’dirne due’’, non aveva peli sulla lingua ;) … di una disponibilità e di una perspicacia incredibile, bastava che Birba le dicesse cosa doveva fare e lei la faceva.
Una volta, non mi ricordo però perché, la Goldenina aveva un problema con il tubo rigido del percorso di agility. Silvia non sapeva cosa fare, voleva aiutare Tiffany ma proprio non riusciva. ‘’Birba’’ le dissi ‘’devi far credere a Tiffy che entrare in quel tubo è una cosa superfica e che anche tuvorresti entrarci… dille il nome dell’ostacolo anche 14.000 volte con un entusiasmo tale da far credere anche a noi, che stiamo qui a guardarti, che è bellissimo entrare lì dentro, e non fermarti all’entrata… stai correndo con lei, il tubo si trova nella traiettoria, lei entra spinta da quell’incitazione e tu le scivoli accanto facendoti sentire mentre, lei da dentro, corre per arrivare all’uscita… come esce, continua a correre e tira la pallina nella stessa direzione della vostra corsa’’.
Le feci vedere come doveva interpretare l’azione e ‘’detto fatto’’, Tiffany cominciò ad entrare nel tubo senza problemi!

Mi piaceva lavorare con Birba, perché diventava attrice del percorso e sembrava che davvero facesse gli ostacoli insieme ai suoi Cani. Con Tiffany, vinse pure una gara ufficiale, anche se però non le convalidarono la vittoria per … problemi di invidie e gelosie … purtroppo tutto il mondo è paese :(

Accadde poi che un giorno, tornando da Ovindoli, si presentò con un … oserei direi cucciolo di Lupo!!!
Tutti noi che eravamo al campo quel giorno rimanemmo colpiti da quel piccolo peluche: grigio blu e bianco, occhi marroni e un aspetto fiero da Cane che sa esattamente chi è e chi diventerà!!!
Non dava confidenza ma non aveva timore, semplicemente se ne stava al suo posto, osservando tutto quello che era al di fuori della sua sfera.
Per quanto Birbo e Tiffany mi fossero estremamente simpatici e mi avessero rapito, quel nano mi rimase talmente impresso che …che per 12 anni ancora l’ho ammirato come si ammira un essere speciale!!!

Reyel lo chiamò, il nome di un Angelo.
È sempre stato bravo in tutto quello che gli veniva proposto di fare; sprintoso nei percorsi di agility, ubbidiente e brillante negli esercizi delle condotte, un vero fenomeno in traccia!!!
Ormai non sapevo neanche più cosa inventarmi per aumentargli le difficoltà in pista… che fossero tracce di Birba da seguire o le mie o quelle di un altro Cane o addirittura tracce trasversali con 3, 4, 5 intersezioni ben segnate, lui andava dritto per la sua strada mostrandoci un lavoro di fiuto degno dei migliori Bloodhound!!!

Balto del tempo dei primi insediamenti in Alaska lo avrebbe sicuramente voluto nella sua muta.

Ciro, il Pastore Tedesco scrittore, l’ha nominato Spirito Guida nel suo libro ‘’Into the Wild Town’’.

Reyel - il Lupo

Nella tradizione Indiana, il Lupo viene posto in relazione con la Stella Sirio - costellazione del Leone - dalla quale, secondo la leggenda, provenivano i maestri dell’antichità. Anche il Lupo infatti viene considerato un maestro che, dopo un lungo girovagare, fa ritorno al suo branco per riferire delle sue osservazioni e delle sue esperienze. Vive strettamente all’interno della sua famiglia, ma senza rinunciare alla sua singolarità. Si sceglie una compagna alla quale resterà fedele per tutta la vita.
Ululando alla Luna si ricongiunge alla forza di questa, alla sua energia spirituale e alla forza dell’inconscio, via d’accesso alla conoscenza.
Il Lupo ci può dare l’energia per insegnare agli altri, per aiutarli a comprendere meglio la vita e a trovare la loro strada.
Usando la forza del Lupo possiamo riuscire a riprendere contatto con il nostro maestro interiore.


…e poi… ecco arrivare a casa di Birba, una tipetta tutto pepe che superata la fase del canile si è trovata a dover combattere con la solitudine, ma Silvia era lì e la sua solitudine è andata a farsi friggere!!! … con il suo passato e il suo bagaglio di belle ‘’speranze’’, accompagnata da Silvia si sta facendo strada nel mondo. All’insegna de ‘’il passato è passato’’, il suo nome non poteva essere che Akuna, dal mitico film Disney ‘’Il re Leone’’.
Akuna è un incrocio fra un Cecoslovacco e un Pastore Belga, ma ha i colori di un Pastore Tedesco nero focato; ha la capacità di arrabbiarsi come un Malines, ha la docilità verso la sua Famiglia del Cane Lupo, e ha la duttilità del Pastore Tedesco. Infantile quando è tempo di coccole, agguerrita se c’è da litigare, e pronta agile e scattante quando c’è da lavorare. È una ballerina, e un’ottima cercatrice, e Silvia con lei ha trovato il modo di esprimere nel lavoro, una dote della sua personalità, che teneva molto nascosta.


… ma non finisce qui … un anno fa circa, un appello di un cucciolo che si diceva Cechino per Siberian, colpisce il cuore di Birba … un cucciolo tolto a bimbetti poco delicati, per non dire mascalzoni in miniatura, era finito in un canile, che seppur frequentato da persone buone, non era un posto a cui riusciva ad adattarsi … Silvia si mise in macchina e percorse mezza Italia per andare a prenderlo.
Shen, un altro piccolo angelo approdava a casa.
Dai presupposti doveva venir fuori un grande Lupetto, ma … forse invece di quelle razze, dentro di lui, è molto più probabile che si celi un Furetto e una Volpe.
È rossiccio, pelosetto, esilino, e pestiferello. Docile ogni tre per due, conserva una sua dignità, ma la sua mole coadiuvata anche da una evidente fragilità ogni tanto non sostiene quelli che dovrebbero essere dei comportamenti da Cane ribelle. Per essere ribelle lo è ma più che fare una giravolta da Gatto per manifestare il suo disappunto, non fa ;) … è una macchietta!!!
Con lui Birba si alterna fra dolcezza e Mamma determinata e Shen la adora :D

Con Silvia condivido molte cose e la prima fra tutte ‘’un innamoramento folle per gli Animali’’

Ciao Birba, Grazie per essere ancora con noi!!! :D

Album fotografico: Silvia

Sabrina: una parte storica della scuola!
L’abbiamo conosciuta quando eravamo ancora a Roma, al tempo in cui avevamo il campo insieme a Massimo. Sabrina si affacciò al centro con il suo mitico Cocker rosso (dentro e fuori): Oliver, un concentrato di pestiferaggine. Non mi ricordo se qualcuno le aveva indicato la scuola oppure era capitata lì per caso, sta di fatto però, che evidentemente le facemmo tutti una buona impressione e, decise di restare.
A quel tempo, le figure un po’ ‘’particolari’’, i vari ‘’the mask’’, venivano seguiti da Massimo, da Paolo o da mea seconda di … boh… (ancora non li ho capiti i criteri di ‘’smistamento’’ che usava Massimo, ma non importa, andava bene così), eSabrina su indirizzata da Paolo
Piano piano, si creò un’intesa fra lei e noi, e nonostante ‘’quel rosso malefico’’ fosse la personificazione del diavoletto con tanto di coda, corna e forcone, si riuscì ad addomesticarlo quel tanto da poter condurre una vita un pochino meno turbolenta!
…accadde poi, che ci separammo da Massimo per vivere una cinofilia più tranquilla!
Molti dei rapporti con i ragazzi di Roma si conclusero lì, ma con qualcuno rimase invece, una sincera amicizia.

Con Sabrina fu così!

Quando il ‘’Turbinoso’’ Cockerino, volò sull’Arcobaleno a giocare sereno con gli altri Angeli … compagna di Sabrina divenne la favolosa Lizzie!
Una Borderina dal carattere d’oro e di ferro! Sicura, determinata ed estremamente disponibile con Sabrina. Non ricordo che abbiano mai avuto problemi di intesafra loro, né in campo, né a casa; certo era un Cane vivo, una femmina proveniente da un allevamento da lavoro, e quindi, ‘’tutte’’ le sue doti, da qualche parte dovevano emergere! … E proprio per queste sue doti, all’inizio,Sabrina, stentò un po’ ad adeguarsi a ritmi tanto alti, ma con il tempo, la costanza e soprattutto il rapporto che avevano, tutto andò ad incastrarsi come un fantastico puzzle.
Belle soddisfazioni le hanno avute in campo affettivo e nello sport; sempre insieme hanno condiviso attimi indimenticabili; e bellissime esperienze le hanno arricchite entrambe.

Quando Lizzie decise di andare, anche lei sull’Arcobaleno, Sabrina, anche se mascherava il suo dolore, si vedeva che aveva perso una parte importante di se…
Nelle coppie sportive, durante le manifestazioni, è possibile vedere un affiatamento particolarissimo che spinge a credere che fra i due ci sia un’intesa pazzesca…
Purtroppo non è sempre così …
Purtroppo quello che appare cela la verità, che si scopre quando, la parte quattro zampe, si comporta nello stesso modo con una nuova controparte! … questo vuol dire, che il Cane è perfettamente addestrato, ossia,o perfettamente condizionato, o perfettamente canalizzato nell’esprimersi solo nel frangente sportivo. Queste due forme dicono chiaramente che il Cane non ha altro che gli esercizi richiesti dallo sport e/o, nello sport, e non ha altro che quell’uscita per esprimersi.

Sabrina e Lizzie non erano così, e Sabrina non decise di accompagnarsi ad un Border per essere competitiva nelle gare; a lei piaceva la razza a prescindere dai possibili risultati. Anche perché: finita l’età delle competizioni, con il Cane è giusto continuare a viverci e a considerarlo sempre il proprio campione; e pure se un campione non lo è mai stato o non lo è più, Lui continua ad esserlo per i nostri occhi di compagni innamorati.

Il grande vuoto accanto a Sabrina, si respirava in ogni momento … e si colmò parzialmente o forse è meglio dire, in maniera diversa, con l’arrivo di Luna. Border anche lei, parente del mitico Apache (mitico ai miei occhi, il mio Border d’Autore <3… ); Luna mi rapì più di Lizzie.
Non togliendo nulla alla fantastica Lizzie, Luna ha avuto da subito un’impronta che la univa al mio Pashipa e forse è questo che mi ha portato ad avere per lei una simpatia che non può essere chiamata solo simpatia ;) :)
Luna è molto diversa da Lizzie, e questo lo trovo un bene, perché non bisogna mai cercare in qualcun altro, l’altro che non c’è più … sarebbe una mancanza di rispetto terribile nei confronti di chi c’è e di chi non c’è più!!!
Luna: carattere da vendere!!! Posata e determinata! Si attiva solo se necessario, altrimenti non spreca energie!
In estate, ho il piacere di averla un po’ qui con me, e ogni volta è uno spettacolo vederla come interagisce con i miei Cani, come si inserisce e come tiene a bada chi si mostra troppo esuberante, ovvero, esuberante oltre il limite dell’educazione!!!

- In pochi minuti, ha saputo tener testa a due Segugi, con il solo sguardo (lo sguardo ‘’ipnotico’’ del Border); e con una sola voce e una tonalità, ha messo in riga Teach, l’esuberante Cecoslovacco.

Mi fa rimanere a bocca aperta, quando si sdraia in un lato del giardino davanti alla cucina, e inchioda letteralmente con la sola ‘’volontà osservativa’’ (potrei dire fantasticando un po’ sulle definizioni), chi sta all’interno di questa parte piccola, un giardino di circa 80 mq., il più intimo, quello che non ha accesso diretto con la strada; l’idea che mi dà Luna, è quella di aver messo a riposo le ‘’Pecorelle’’ e, visto che l’ora d’aria è terminata, ora devono star lì buone e tranquille a … boh … digerire la pappa ;) :D .

Luna e Sabrina si dilettano fra gli ostacoli di Agility, fanno delle belle passeggiate per i parchi romani e vivono lontane dal mondo sportivo, che non è più quello di tanti anni fa, ma è il risultato di una serie di frustrazioni degli umani in cerca di autore!

Un Grazie a Sabrina, dell’amicizia che dopo vent’anni ancora non é cambiata!!!

Album fotografico: Sabrina

Aprile – Maggio – Giugno
In attesa della gara di Volterra a luglio, che più in là capirete il perché della sua importanza, al campo-scuola si svolge la normale attività di allenamenti, prese in giro, colazioni, merende e giri di campo punitivi per non perdere l’abitudine a correre (e per smaltire gli etti presi ingurgitando merendine e ingollando cappuccini e cioccolati).
Tanta gente si affaccia al nostro parcheggio ma sono in pochi quelli che rimangono parcheggiati. Il nostro credo è: ‘CONOSCERE IL CANE E CERCARE DI VIVERE CON LUI AL MEGLIO DELLE POSSIBILITA’. IMPEGNO E DEVOZIONE IN CONTRAPPOSIZIONE AD IGNORANZA E SFRUTTAMENTO’… perciò chi non la pensa come noi, difficilmente riesce a tollerare un posto dove si fa sport e non è beneaccetto l’arrivismo.

Nel filmato che segue abbiamo l’onore di presentare: il cugino Michele con la baldanzosa Tara e la simpatica Alessandra con il superlativo Magro e la seria Aria.
Michele è mio cugino (di Barbara) e Tara è la stupenda gamba lunga trovata da cucciolina in uno dei tanti cassonetti di Roma. Mentre tornava a casa dal lavoro, mi sembra di ricordare, Michele butta un occhio proprio vicino a quel maleodorante cassonetto e, come è stato per il suo papà nel lontanissimo 1970 e qualche cosa, per la timida Lilli, l’adorato cugino, scopre due occhi imploranti… non c’è stato bisogno di altro… in due minuti erano stretti uno all’altra…
Alessandra invece è arrivata accompagnata da un’altra Alessandra della quale però abbiamo perso le tracce dopo un po’. Ale all’inizio non ci era sembrata davvero un tipino da ‘mi piace sporcarmi le mani con un po’ di fango’ … era minuta e delicata. Con il tempo invece si è rilevata, simpatica, affabile, terribile all’occorrenza, sportivissima e temeraria… una vera scoperta.
Tutti gli altri li conoscete già.
Nel filmato troverete alcuni passaggi di gare sociali, di esamini da primigini e, per fortuna delle vostre orecchie, solo immagini di alcuni sfondoni da conduttori poco attenti e non i miei sproloqui sul loro collo e dentro le loro orecchie.
Mi dispiace che la raccolta non riguardi l’anno precedente, purtroppo le video cassette dell’epoca sono ammuffite insieme al tempo. Non potrete godere così delle peripezie dei nostri amici dalmata – Lulli e Cipì – della pastorella Erica, del gigantesco Messner, del burbero Rudy… ma comunque, anche a loro è dedicato questo nuovo ricordo
.

Filmati: Allenamenti

Luglio 1997

Un grande mese, un grande appuntamento: Volterra – Agility, gara valida per la selezione della Nazionale che rappresenterà l’Italia ai Mondiali di Copenhagen. Paolo e Thika sono i nostri favoriti.
Ma è anche week-end di debutti e di passaggi di brevetti.

Quest’anno la manifestazione si svolge al Parco di San Pietro, una bellissima costruzione in pietra nascosta un poco da altissimi ippocastani. Un posto fresco e meravigliosamente ospitale.
Un anno fa, questa stessa competizione era stata organizzata in un campo sportivo in pozzolana.
Le condizioni del campo erano assolutamente proibitive, senza sottolineare il fatto che la manifestazione si svolgeva in notturna e l’impianto luci era deficitario per non dire NULLO… Paolo riuscì a far invalidare la gara fra le ire di tanti pecoroni che hanno abbracciato lo sport con il cane solo per soddisfare le insoddisfazioni della loro misera vita.

Magister dell’opera del 1997 il G.A.R.U di Torino.

Paolo parte il sabato, io lo raggiungo la domenica con Enrico e Marina. Gli indomiti rossi (i Messner), anche loro partono la domenica, ma ad essere sincera non ricordo se ci siamo incontrati strada facendo o se li abbiamo trovati già a meta.

Il sabato sera l’organizzazione si inventa la ‘Disfida di Volterra’ un K.O. all’ultimo respiro fra Nord e Sud. Il Nord picchia dura sul focoso Sud. All’ultimo cambio, solo Paolo e Thika rimangono attivi.
È una lotta senza possibilità di riprendere fiato… uno dopo l’altro cadono i combattivi nordici annientati (permettetemelo!!!) dalla saettante Thika di Oroval.
Per chi ha potuto assistere allo spettacolo, ha potuto vedere i grandi della cinofilia agilitistica, binomi come Chiara de Martini e Spot, Paolo Esposito e Art, Irene Unkauf e Nuvola, Flavio Perozzo e Asso, Silvio Emanuel e Pippo e la nostra superlativa coppia Paolo Caldora e Thika.
La disfida si ispira alla ‘mitica’ di Barletta e come avvenne tanti prima, anche questa volta ci si ritrova ad affrontare l’esito finale con uno contro tutti… giudici della prova sono: Angelo Lione e Pier Matta.

Chiedo un attimo di grande rispetto per la persona di Pier Matta, da tutti noi ricordata con l’inseparabile Susi… ci piace pensare a loro ‘Spiriti Liberi’ finalmente riuniti e liberi dalle limitazioni del corpo… liberi di correre a perdifiato oltre il limite del tempo.

Il K.O. termina alle tre di notte con una sfida all’ultima stecca fra Paolo e Thika contro il resto del Nord. Vittoria per Paolo e una bella ipoteca sulla convocazione per la Nazionale.

La mattina seguente il nostro Maestro accusa le ore piccole ?

Torniamo un attimo a Roma:
Sono le cinque di mattina quando Enrico e Marina arrivano a casa mia. Si parte con il mitico Nissan preparato, addobbato, mascherato per l’occasione. All’interno del Vanette i trasportini ospitanti gli atleti e un seggiolino da spiaggia per ‘Marina’… la nostra puffa ha sempre pagato la sua estrema disponibilità e adattabilità alle situazioni d’emergenza e, il più delle volte, le toccava viaggiare in condizioni un tantino precarie.
‘E se ci ferma la stradale?’
‘Apri un trasportino e buttati dentro!’
Vi assicuro che l’avrebbe fatto, era capace di tutto!
Giunti a meta, Enrico ed io eravamo freschi e riposati (entrambi mattinieri non abbiamo patito l’alzataccia), Marina… secondo noi un po’ quadrata, a sentir lei ‘in perfetta condizione’… credo che in trasportino avrebbe viaggiato meglio!

La notte brava ha portato il machiavellico De Martino – giudice di alto livello cognitivo – ad elaborare percorsi oltre l’immaginabile: gli ostacoli dei brevetti e delle open, sono talmente appiccicati che agli occhi del profano sembrano un elemento unico. È una sfida a dare il meglio? E così sia, la giornata di domenica ha inizio.
Giancarlo De Martini ha segnato un’epoca importante nella storia dell’Agility, non solo perché con sua figlia Chiara ha portato questo sport in Italia, ma anche per l’altissimo livello di difficoltà e al contempo di fluidità che han sempre caratterizzato i suoi percorsi.

Volterra segna, più dei risultati fatti, l’unione della scuola, e la convocazione di Paolo e Thika.

A tutti ancora un eterno GRAZIE!

Filmati: Il podio in 3° grado di Thika

Filmati: Il podio in 2° grado di Apache

Filmati: La gara di Apache in Open

27 luglio 2010

Caro Amico,
oggi Perugia ti saluta, perdonami, non ho la forza di accettare quel che, a gran voce, la città sta urlando.
E anche se il tuo telefono squilla a vuoto, anche se il primo agosto di quest’anno, come tutti i primi agosto degli anni passati, non risponderai agli auguri di “Buone Ferie”, e la voce di Gianfranco, rotta dal dolore, non conferma altro che TU NON CI SEI PIU’, perdona, non riesco ad accettarlo.
Sono le quattro e mezza del pomeriggio, l’ora dell’appuntamento per l’ultimo saluto di chi ti ama, e per l’ultima occasione per chi ti ha tradito, offeso, oltraggiato, di chiederti scusa.
Davanti a me: il corso figuranti S.A.S., dove tutto ebbe inizio, il Campionato S.A.S. di lavoro a Desenzano 1991 con Jarro, e poi le esibizioni in Finanza, Hellen, la nascita dell’X Center School – “beh, come lo chiamiamo questo club… tutti gli altri club hanno nomi altisonanti, fantasiosi… noi come ci possiamo chiamare?... Scuola X… “ … e nacque l’X-Center School che molti all’inizio storpiavano in ‘Per Center School’… e la casetta dipinta a mano, il gruppo elettrogeno che ancora vive qui, a casa mia, dal rumore così assordante che dovevamo lavorare dalla metà del campo, altrimenti non sentivamo niente, neanche quello che ci urlavamo nelle orecchie… e le manifestazioni, i consigli, gli aiuti, i dubbi, i pensieri, le amarezze condivise attimo per attimo, come pure le gioie, la preparazione per i campionati, i primi passi, gli accendini in pista, i passaggi scaramantici al vecchio campo, prima di affrontare una gara importante, e l’immancabile saluto ‘Forza Lupi’…
Caro Amico, chiusi qui, in queste poche righe, vent’anni di ricordi, vent’anni di felice, sincera amicizia.
Paolo

http://www.stellagrigia.it/cinofilia/ciao_martino.htm

Settembre 1997

L’estate è iniziata, il campo di Roma continua il suo orario normale più un’aggiunta serale, ma le cose di casa non sono cambiate, e come sempre Paolo ed io siamo in ritardo sull’uscita. Ci fosse mai una volta che all’ultimo momento, proprio mentre stiamo per salire in macchina, non ci scordiamo qualcosa: spegnere la lavatrice, chiudere il gas, controllare le acque dei box, chiudere i micini... oppure che non succeda qualcosa: dimentichi i panini in veranda, devi andare di corsa in bagno, squilla il telefono di casa…
Ad essere sincera non ricordo qual è la data esatta dell’episodio di cui vi voglio parlare oggi, il giorno in cui il telefono ha cominciato a suonare proprio quando Paolo era già fuori del cancello con la macchina pronta, carica di tutto e di più e io sono corsa dentro a rispondere.
’Lascialo suonare!’ mi dice Paolo. Ma come sempre la mia curiosità vince sulle richieste di Paolo.
‘Si, pronto!’ rispondo con un po’ d’affanno.
‘È la segreteria dell’ENCI, vorremmo informare il signor Caldora che deve inviare i documenti di Thika di Oroval alla sede centrale.’
‘È successo qualcosa?’ dico un po’ preoccupata.
‘No, è per la convocazione al Campionato di Agility a Copenhagen. Paolo Caldora e Thika di Oroval sono stati selezionati per la Nazionale…’

Credetemi se vi dico che ho lanciato un urlo … ero felice, stupita, soddisfatta… ero contenta e orgogliosa, non stavo più nella pelle…
Non oso immaginare l’espressione di chi era dall’altra parte del ricevitore… beh fa niente, oramai l’urlo l’avevo fatto…
Ringraziai mille volte, questo me lo ricordo bene, e molto gentilmente la segreteria mi salutò.

Tornando da Paolo:
‘Chi era?’ Mi chiede.
‘Prova ad indovinare’. Gli dico con la faccia gaudente.
‘E come faccio a saperlo’. Mi risponde scocciato (avevamo fatto tardissimo, ma anche se non fosse stato per il ritardo si sarebbe scocciato ugualmente, odia gli indovinelli).
‘Era l’ENCI’.
‘Cosa è successo?’
‘SEI STATO CONVOCATO CON THIKA IN NAZIONALEEEE’
A momenti ci schiantiamo!

Paolo si ammutolisce ma sapevo bene a cosa stava pensando: ‘ce l’ho fatta, finalmente giustizia per le mie nere!... grazie Giancarlo.’

Eh si… De Martini era rimasto veramente impressionato dalle potenzialità del binomio e aveva fatto in modo che fosse convocato. In quell’anno, per far parte della Nazionale, non c’erano punteggi da raggiungere nelle gare del circuito italiano, c’era solo il giudizio tecnico di un esperto.

Paolo e Thika avrebbero partecipato all’individuale, non alla gara a squadre, ed era giusto così, Thika, pur essendo molto brava e velocissima, aveva un pizzico di follia che non l’abbandonava mai e questo faceva di lei un ‘imprevisto’, ma poteva anche svoltare la gara della vita e vincere, perché non rischiare?

Andrea preparò due striscioni (costringendo sua mamma a cucire metri e metri di teli), ed intagliò in una sezione di tronco di ulivo, un medagliere.

 

Marco e Claudia, Marina, Maura, Enrico e Loriana si organizzarono per seguirci fino in Danimarca.

Eravamo tutti emozionati. Paolo aveva una paura folle dell’aereo ma per Thika e Copenhagen si poteva superare tutto. Io non stavo nella pelle, anche se ormai Paolo camminava con le sue gambe e mi superava in risultati sportivi, era sempre il mio allievo del tempo che fu, e lì, accanto a me c’era Marina, la prima a seguirmi nella folle impresa di voler cambiare la cinofilia dell’epoca.
E che dire dei fedelissimi che da lì a poco, avrebbero fatto miglia e miglia pur di starci vicino.

Tutto di Copenhagen è stato bello!
L’arrivo in albergo
Capire come era l’organizzazione spoletta per lo stadio
L’affitto della macchina
La visita alla Sirenetta
Lo Stadio
La prova del campo
La cena sociale – fatta in appartata ritirata in un meraviglioso ristorantino della città chiusa al traffico, solo noi, gli amici attorno a Paolo
La parata di apertura del campionato, nello stadio
Gli striscioni appesi alle scalinate
La macarena ballata da tutti gli spettatori sugli spalti
Gli spogliatoi dello stadio
I minuti che dividevano l’entrata nel ring dall’ultimo ‘tutto ok?... ti senti bene?... e Thika?’
Anche quel maledetto ‘largo’ che c’è costata la qualificazione in combinata.
L’applauso di tutto il pubblico allo slalom di Thika e al bellissimo jumping di Paolo Esposito con Art, condotto magistralmente a distanza.
La stupenda pastorella nero-focata della Russia, folle tanto quanto Thika
La scoperta dell’heel-work
I pianti e le risate della commozione!
I sexy-shop disseminati in tutti gli angoli della città, che per noi Italiani sono stati una scoperta al limite del ridicolo.
I simpaticissimi bar-pub provvisti solo di una vetrina-bancone che si affacciava sulla strada

E soprattutto l’amicizia che ci ha accompagnato
A tutto e a tutti Grazie! Grazie di cuore.


Copenhagen 1997 un meraviglioso ricordo per:
Thika, Marco e Claudia, Marina, Maura, Enrico e Loriana.

Filmati: Il Campionato del Mondo 1997 di Thika a Copenhagen

Dicembre 2010

La Scuola Stella Grigia compie 15 anni.
Il compleanno è dedicato a tutta la prima Grande Squadra:
‘i ragazzi che hanno collaborato alla realizzazione di un sogno
e con i quali si è creata un’amicizia sincera’

- Marina Adia e Erika
- Enrico Rudy Oxa e Rygel
- Tonino e Dylan
- Marco Laura Cipì e Lulli
- Claudia Marco Lance Messner Pisolo Scarlet e Alya
- Maura e Nebbia
- Loriana Camilla e Nestore
- Roberto Zyg Jamie e Toffee
- Sabine e Otello
- Alessandra Magro e Aria

Al cugino Michele e Tara.

GRAZIE!

Mettetevi comodi perché vi aspettano 10 minuti di filmato.

I nostri più cari auguri a tutti.

Dopo Copenhagen – novembre 1997 * ottobre 1998

Di questo anno mi piacerebbe ricordare alcuni eventi particolari, non che le normali situazioni della scuola non fossero divertenti e ricche di emozioni, ma quelle di cui vorrei fare accenno adesso, sono un pochino diverse.
Mi riferisco alle fughe di notte per andare a fare ‘quella gara lontano’ dove piazzare ancora una tacca, così, tanto per non smentire il buon nome che ci accompagna (che non è solo quello di rompiscatole!!!)… sto parlando delle mitiche trasferte con il furgone affittato per il week-end, che partiva da casa nostra alle dieci di sera e arrivava a destinazione la mattina dopo, alle otto!

L’appuntamento era da noi all’ora di cena con: mio fratello Alessandro + fidanzata e l’insostituibile Marina,che venivano ad occuparsi delle nostre bestioline mentre eravamo assenti, Tonino, e, due volte su sei, Enrico.
Fatti mangiare i cani e sistemate anche le altre creature per la notte, eccoci tutti seduti a tavola pronti a consumare il nostro meritato piatto di… poco e neanche buono, visto che la cucina era affidata a me che, notoriamente, ai fornelli sono una frana… per fortuna però, l’essere di bocca buona e, soprattutto, l’essere molto educati, permetteva agli ospiti di mangiare senza far storie… fra una risata e un bicchiere di vino, anche la sbobba va giù!!!

Sorseggiato anche l’immancabile goccio di limoncino, ecco la troupe pronta per la partenza:
Paolo reggeva il volante fino ad Attigliano (km 70 da casa) poi, esortato dal pilota fantasma, andava a svenire fra gli altri due passeggeri. Tonino, dopo un po’, svegliato probabilmente dalle mie stonatissime canzoni, urlate per tenere sveglio il pilota fantasma, prendeva il posto di guida… Paolo, allora, ne approfittava per occupare tutto il sedile posteriore ove rimaneva fino a giorno fatto!

Quando anche Enrico, riusciva a staccarsi dal lavoro ed era dei nostri, condivideva il posto di guida con noi e il posto di passeggero con loro, sempre in maniera equa (qualità che lo distingue).
In quelle notti, passate a cantare e a straparlare con Tonino, ho imparato a tenere la corda della strada (credo si dica così, se la memoria non mi fa cilecca sui termini!), e alcuni segreti di un bravo pilota – Tonino, oltre ad essere un bravo meccanico, è stato pilota di Kart.

Le trasferte di cui parlo sono:

- Brebbia, convocazione come rappresentativa italiana al campionato di addestramento SAS; ottobre 1997
- Genova, gara internazionale; novembre 1997
- Torino, gara internazionale expo Palavela; marzo 1998
- Torino, gara internazionale GARU; marzo 1998
- Genova, campionato europeo a squadre, campionato ENCI; maggio 1998
- Guest Ranch, Trofeo Biancospino; ottobre 1998

Cosa c’era di speciale in queste trasferte? Tutto!
La cena, la partenza, la notte, la colazione, l’arrivo al campo, i nostri Cani, il sostegno reciproco, l’unione che faceva di noi una vera famiglia…Vorrei spendere molte parole per descrivere i momenti delle attese, della preparazione, delle pause, delle tante risate e dei sacrifici, ma purtroppo ogni volta che provo a buttar giù qualcosa un velo si pone davanti ai miei occhi e non mi permette di andare avanti… quei tempi sono vivi nei miei ricordi e gelosamente li custodisco… e, anche se in seguito abbiamo conosciuto altre bravissime persone, mi dispiace ammettere che la prima grande Squadra Stella Grigia, si chiude con il 1998.

La realtà di oggi è ben diversa, ma mi conforta il fatto che l’amicizia di questi anni ricordati non è finita.
Della bravura dei nostri atleti sono i filmati a parlare per me, della sincerità dei nostri amici è il tempo a parlare per me.
E perciò, non mi resta che dire:
“Al gruppo dei guerrieri della notte, e ai grandi rimasti a casa a fare il tifo sfrenato sempre e comunque, dedico questo anno”.

Conduzione armonica

Gli anni novanta hanno visto la nascita esplosiva dello sport più amato dai cinofili amanti del cane serenamente equilibrato: l’Agility.
Esemplari di tutti i tipi di cane e di tutte le taglie, accompagnati da persone di tutte le taglie e di tutte le età, si alternavano fra un ring e l’altro, giocando e correndo.
La cosa più bella che ricordo di quegli anni, è il desiderio di tutti, di vivere un giornata spensierata nella grande famiglia della Agility. Durante la prova in campo eravamo avversari, è vero, ma avversari del percorso, non fra di noi… ci si sosteneva a vicenda e ci si guardava, un po’ per amicizia, un po’ per imparare gli uni dagli altri, non c’era malizia nei consigli e i consigli si davano con cognizione di causa - chissà quante volte me lo avete sentito dire … ma una cosa permettetemela ancora in merito all’argomento, una cosina tecnica e spettacolare:
- il binomio che volteggiava fra un ostacolo e l’altro, era armonico, fluido, sorridente… cane e persona sembravano legati da un filo invisibile che li teneva uniti nelle corse, negli sbagli, nell’euforia, nelle pause e, ascoltate bene, fuori del ring. Eh si, il cane, compagno nello sport e nella vita quotidiana, non veniva segregato o ancorato, ma, a parte i momenti di ‘bisogno naturale del conduttore’ e pochi altri momenti, vedi la ricognizione, viveva ogni istante accanto al suo Sapiens, esisteva, a quei tempi, lo spirito competitivo e non l’esasperazione della competizione.

Da anni non frequento più quel mondo, ossia dal momento in cui questo spirito si è perso completamente… i conduttori sono tutti professionisti che non parlano d’altro che di ‘firme’ e ‘campionati’, sono brutti a vedersi in gara e totalmente a-armonici. Le conduzioni sono sporche, rigide minacciose e scollegate.
Si certo esistono delle eccezioni:
- mi è capito di vedere il video del Campionato ENCI 2010, dello storico Ermanno D’Avino. Bravo, competente, fluido e sempre armonico, come ai tempi di Jessy, Ermanno ha dato una splendida lezione di professionalità al Campionato, oltretutto, vincendolo. Per quel che può contare ‘bravo Ermanno!’ un bravo che viene dal cuore di due amanti della bella cinofilia.

Perché questo preambolo?
Semplicemente per presentare la nostra Federica Longo, una ragazza semplice che ama i suoi cani a prescindere da tutto. Non ha velleità agonistiche, avendone comunque tutti i requisiti. Vorremmo che la osservaste volteggiare nel ring di allenamento con Thea e Thisbe.
Due cani semplici che arrivano a conquistare il cuore di una ragazza semplice e che insieme a lei danno vita a qualcosa, che non si vedeva da anni.

Nella vita e nello sport solo armonia, brave!

Filmato di un allenamento di Thea e Thisbe

''Diario''

3 LUGLIO 2011 * BENVENUTO CHRISTAL

1° Album fotografico di Christal

10 AGOSTO 2011 * BUON COMPLEANNO VELINE

Filmato di Buon Compleanno

20 Aprile 2012

Un nuovo taglio con il passato. Un taglio che ha strappato dal nostro cuore i sogni del tempo in cui, i sogni, erano legati a un mondo che non ci apparteneva, il mondo dell'apparire.

Niente più onoreficenze?

NO, niente più "fango" gettato sui nostri visi stanchi... l'onore lo portiamo dentro, e chi possiede ancora un po' di dignità, sa vedere come le delusioni ci hanno fortificato.

I nostri Angeli parlano per Noi. A Loro, ogni giorno, diciamno grazie... grazie perchè senza di Loro, Noi faremmo ancora parte della nullità che ci circonda.

Si volta pagina, si cambia quaderno e matita, e un nuovo capitolo verrà scritto.

 

Vai alla pagina della favola "La Valle di Lestla e il Leggendario Popolo di Ekra e Faal"

...La stella di Lestla comincia a brillare, una polvere argentea si sprigiona, due lupi corrono a gran velocità verso la piccola casa. I nostri amici sono stanchi vorrebbero star svegli per escogitare un nuovo piano di fuga, semmai nulla di magico accadesse da lì a poche ore. Intravedono la luce, ma non riescono più neanche a capire se quella luce, quei lupi argentati sono veri o frutto della stanchezza, del gran desiderio di pace che esplode nei loro cuori.
I Lupi si materializzano, la polvere argentea, si sparge sulla casa, tutto si ricopre di candore come dopo una fitta nevicata invernale, e, all’improvviso, tutto cessa… il cielo torna ad essere quello di sempre... gli occhi si chiudono.


Il consiglio di Lestla – Ecco brillare nuovamente le stelle, Ekra e Faal stanno tornando, la loro missione è terminata. –

I due lupi si ritrovano a scorazzare nelle terre di Lestla, giù a rotta di collo dai ripidi sentieri dei monti e poi dentro il bosco di conifere e, attraversando il ruscello, dissetarsi con quella fresca acqua di sorgente e via, ancora di corsa fino alle dolci colline.

Ekra – Non siamo stati via molto, ma mi sembra di non respirare quest’aria da non so quanto. –
Faal – Mi sento strano… mi sento come se tutto quello che è accaduto non fosse altro che un’avventura vissuta in un sogno. –
Ekra – Non so cosa dire Faal, anche per me è così, però tutte quelle emozioni come la paura, il dolore, la gioia, lo smarrimento le abbiamo provate veramente… la sensazione che ho, è quella di aver vissuto in altre vite. –
Faal – Adesso però siamo a casa, la nostra missione sta per concludersi, sbrighiamoci o non faremo in tempo a finire. –

Ekra e Faal si dirigono alla piana del consiglio, devono preparare la fine della missione.

Gli anziani – Ben tornati figli di Lestla. Vi siete comportati in maniera perfetta. –
Ekra – Non saremmo mai riusciti senza lo Spirito del Grande Lupo, senza Lestla accanto a noi. Adesso però, dobbiamo terminare la missione, i figli di Lestla stanno per arrivare.–
Gli anziani – Sono riusciti ad attraversare la porta del sonno? –
Faal – Non ancora, ma sono ricchi di sentimenti nobili e sinceri, la passeranno non appena si abbandoneranno completamente a loro stessi. –

Babet, all’improvviso si desta, spalanca gli occhi, prova ad alzarsi ma non riesce a muoversi, guarda Anum che riposa tranquilla, poi alza lo sguardo, due lupi sono lì di fronte …

Ekra e Faal – Rilassati Babet, lasciati andare, basta combattere, il tuo tempo qui è finito, permetti al sonno di portarti via, la Valle di Lestla vi aspetta. –
Fiduciosa nei due lupi, Babet si addormenta.

Dal libro: ''LaValle di Lestla e il Leggendario Popolo di Ekra e Faal'' - una Favola di Barbara Tullio - ma sarà veramente una favola?!

13 dicembre 2012

 

BUON NATALE 2012

12 luglio 2013

23 anni dopo la nascita di Alfa e Arek, la scuola, casa e il Branco, sono ancora uniti e ricordano i due cuccioli che, arrivati dalla Germania, hanno cambiato la nostra vita!

La vita


È l’alba di un nuovo giorno. Il sole è spuntato e sta indorando tutto ciò che si trova sotto di lui. Un profumo di muschio e violette si sparge nell’aria, vola basso poi si alza, rinterra e nuovamente è libero di volare; alcune farfalle seguono la scia di quel profumo che presto le abbandonerà sul prato di margherite.

Achepa – Si sveglieranno prima o poi? –
Nita – Beh, e che ci sono venuti a fare qui allora… per dormire? –
Odry – Diamogli una toccatina, non credo che mordano. –
I saggi – Non appena si accorgeranno che non stanno sognando, vedrete che si sveglieranno. –
Faal – Ekra, canta per loro. –

La lupa bianca avanza fino al centro del prato, guarda i suoi fratelli e sorelle disposti a semicerchio di fronte a lei, prende un bel respiro profondo allargando l’asciutto torace, allunga il collo verso l’alto, si ferma un attimo, blocca il respiro, richiude a se il capo e, dal profondo del suo io, intona un mistico canto.
Faal le si affianca, debolmente confonde la sua voce con quella della sorella, piano , piano i toni si alzano, si ampliano, le note prendono corpo…
L’intera Vallata ascolta.
Non è facile credere di non essere nel vivo di un sogno, e se è un sogno perché svegliarsi, e se invece non lo fosse?...
I profumi di Lestla si spargono accompagnati dal canto dei due lupi…

I saggi – Svegliatevi Figli di Lestla, l’alba del nuovo giorno è giunta.

Auguri ad Alfa e Arek Von Grauen Stern

Spiritualità

1° aprile 2015 - Aprile è un mese particolare per noi, lo è sempre stato e sempre lo sarà. Questo 1° aprile oltre ad aver avuto la gioia di condividerlo con una cara Amica che non vedevamo da molto tempo, Sabine :) , è il giorno in cui Paolo ed io festeggiamo qualcosa di molto importante. Non sappiamo a cosa porterà questa nuova scelta, sappiamo però che era dovuta e che mai nessuno dovrà più permettersi di usarci e di usare il nostro credo, i nostri studi e il nostro nome, per scopi che non solo non collimano con i nostri. Sfruttare ciò che è stato fatto per il bene, sfruttarlo ad insaputa di chi ha dedicato la propria vita per costruire qualcosa che potesse essere d'aiuto, è una cosa a dir poco abominevole, e rispecchia solo e unicamente l'infima personalità di chi opera il misfatto. Che le parole siano chiare. Che i fatti si identifichino nei pensieri e nelle ragioni esposte, senza sottointesi e senza falsità. La dedizione che mettiamo in tutto quello che facciamo non ha prezzo e difenderemo noi stessi con tutto quello che possiamo usare per gartantire le sicurezza del Branco e la non diffamazione di ciò che abbiamo costruito nella nostra vita fino ad oggi e che, siamo certi, continueremo a costruire. Noi, abbiamo scelto una vita a favore degli Animali e ci battiamo affinchè questo possa non essere scalfito da nessuno. Chi crede in noi ed è mosso dallo stesso spirito di sacrificio, è bene accetto, il resto che se ne stia fuori di casa, perchè qui non c'è posto per la non coerenza.

qui un documento che presenta una piccola parte della nostra filosofia di vita

Siamo in autunno (2015), di tanto in tanto tiro le somme della storia... alcuni fatti mi riportano alla realtà, una realtà che non accetto perchè va contro la giustizia e la serietà.

Mi accorgo di aver avuto accanto brave persone che ancora rispecchiano gli ideali che abbiamo condiviso, le gioie e i sacrifici fatti per vivere meglio la nostra vita con un Animale che possiamo dire ''da sempre'' fa parte della quotidianeità dell'uomo.

Mi rendo conto che tutti noi, che apparteniamo ad un secolo che si fregia di portare la bandiera dei doveri verso il prossimo, altro non siamo che millantatori dei nostri stessi ideali. Non è vero che ci prostriamo per aiutare e migliorare lo stato di chi ci chiede aiuto; noi consciamente ci vestiamo di abiti che appartengono ai vari santoni, e nel nome della carità e dell'altruismo, raccogliamo orde di fedeli ignari del nostro vero scopo: essere potenti! Potenti agli occhi degli altri, perchè noi non riusciamo nemmeno a guardarci allo specchio.

Sono stanca! Stanca della gente che ci circonda per profitto, stanca della marmaglia che ci ha rubato l'amicizia, che ci ruba il lavoro, stanca di vedere i poveri Animali che patiscono, senza poter dir nulla, le angherie di una forma di pensiero che non gli appartiene, ma che tutti condividono perchè un uomo non sa che ragionare da uomo.

Tanto meschino è l'atto posto sottovoce che mostra, fuori dall'ombra nella quale è stato partorito, una saggezza infinita, fatta di conoscenza e sentimenti sinceri e disinteressati; meschini sono questi mostri evangelici che pronunciano parole magiche, parole nuove, parole in vero vecchie come il nostro mondo ma che le persone avevano dimenticato di ascoltare. Parole che udite così senza dar peso al contenuto sembrano appartenere alla sacra bibbia di Madre Natura, ma che invece non sono altro che una miscela di accozzagliato pressapochismo messo insieme alla meno peggio, sono nozioni rubate qua e là e assemblate in politichese; tutto per abbindolare chi si fa affascinare dagli specchietti come le Allodole.

Logicamente stiamo parlando di comunicazione con l'Animale, logicamente stiamo affrontando l'annoso problema delle persone che non sono più in grado di vivere con loro stesse, e così, invece di affrontare l'analista, si prendono un Cane cercando di riversare su lui tutte le proprie ansie e relative sconfitte.

Da molti anni abbiamo smesso di credere ai metodi, e stiamo cercando di spiegare che la vita va vissuta mostrandosi e accettandosi, e soprattutto, stiamo cercando di spiegare che è inutile fissarsi su virgole e punti, perchè è nella semplicità delle azioni che si arriva alla verità ... noi che abbiamo la fortuna di vivere con gli Animali, osservando il Cane, dobbiamo imparare ad essere più naturali.

Attraverso lo studio di Papà Lupo, stiamo cercando quale sia la più giusta comunicazione con suo Figlio Cane, e quando arriviamo a spiegarci i tanti perchè di azioni apparentemente incomprensibili, ci illuminiamo e gioiamo ogni volta come la prima volta. Queste riflessioni e queste piccole scoperte portano chi vive in agguato da parassita, a rubare trasformando ''tutto'' in vile commercio ... e così ... cominciando a parlare della naturalità del Cane e della naturalità dell'uomo, ''l'uomo si è vestito da Tarzan e Cita da Cane''. ... Cos'è una battuta? ... No, è lo spunto per i santoni di turno, per rubare notizie qua e là (delle quali non si è capito nulla) e rivendersele, appunto, come parti di quella sacra bibbia di cui abbiamo parlato sopra.

Senza assolutamente capire il vero significato della frase ''osservando il Cane, dobbiamo imparare ad essere più naturali'', che esprime un concetto che ha radici negli studi di anni, il ladro di turno dice una marea di fesserie, che non riesco a capire come, la gente che le ascolta, possa credere che siano reali.

Alcuni esempi partendo dalla frase appena riportata e trasformata in: ''sii naturale quando sei con il tuo Cane'' ... udendo queste parole la rabbia mi è salita fino alla gola, rimanendo purtroppo in un urlo soffocato dalla vergogna di aver dato il cuore al mostro che le ha pronunciate. ''Se un uomo è naturale nella sua naturalità, altro non può essere che un uomo, essere vivente ben diverso da quello con il quale si vuole instaurare un dialogo paritetico''. IL CANE E' UN CANE e per fortuna divina anche se l'uomo ha cercato di plasmarlo a sua immagine e somiglianza, non è, non è mai stato e mai sarà un vile essere umano'' ...

Il maestro continua blasfemando su ''il rientro dalla caccia degli adulti nella tana dove attendono i piccoli'' (concetto noto fra gli studi ma non appreso da lui, che in maniera unicamente abbindolante) spiegato con: ''gli adulti tornando a casa, portano parti di prede semi-vive'' ...ARGH!!! ... ridere o piangere ...quando l'ho sentito non sapevo più cosa fare ... parti di prede semi-vive ... come può essere? ... erano code di lucertole che appena staccatesi dal corpo, muovono le ultime scariche di energia vitale? ... erano organi collegati alle apposite attrezzature come avviene in medicina umana? ... come si può credere a simile sciocchezze!!! ... E' pazzesco! Qui si sta sputando su riflessioni, su domande e osservazioni che hanno rubato ore al nostro riposo. Di ogni atto cerchiamo una giustificazione del mondo naturale che appartiene al Lupo, progenitore del Cane. Fra le tante riflessioni in merito a tante domande che puntulamente ci poniamo, ecco quella che ci siamo dati, Paolo ed io, nella giustificazione all'uso del cibo durante una fase di comunicazione con il proprio Cane: ''gli adulti escono dalla zona rendez-vous per andare a caccia; al loro rientro rigurgitano per i piccoli quando è tempo del rigurgito, portano parti di prede, quando ormai più grandicelli, essi sono in grado di masticare il cibo da soli'' ... c'è una grande differenza!!!

E ancora, senza imparare la reale dislocazione del territorio che in Natura si sviluppa in una tana e un giardino antistante, luoghi dove avvengono determinati rituali sociali, egli, parla di corridoi e di stanze e armadi a muro nelle zone rendez-vous dove dovrebbero avvenire o meno quei famosi rituali d'insegnamento dei quali però non dà specifica; illustra però le parti e sottoparti del giardino come fossero aule di scuola (asilo, elementari, medie, liceo).

...hai goduto di un'ospitalità disinteressata, come puoi aver tradito il rispetto? ... ti abbiamo dato vent'anni della nostra amicizia ... sappiamo bene che non sei il solo, e sappiamo guardare, ora grazie a te, chi ci affianca per piacere e chi per interesse, ma non riusciremo mai a farci una ragione del tuo comportamento, della tua povertà d'animo e della povertà di chi ti ascolta.

 

Vorrei cancellare da queste pagine alcuni ricordi, ma non posso perchè anche se togliessi le parole e le immagini e i video, sarebbero comunque sempre dentro di me, e a questo non posso far altro che abbassare il capo e punire la mia sciocca presunzione di saper valutare le amicizie.

Vorrei essere davvero come un Animale che non ha coscienza del bene e del male, perchè riuscirei a vivere all'ordine del giorno senza soffrire dei ricordi che mi bruciano dentro.

Non tutto quello che è scritto nei nostri ricordi è più un bel ricordo, anzi, quei fatti adesso fanno più male di quanto siano stati belli all'epoca.

La Stella Grigia, non è mai appartenuta a nessun altro all'infuori di Paolo e di Me, e mai nessuno più dovrà permettersi di bearsi del nostro nome o di infangarlo con la propria meschinità.

Febbraio 2016 - pagina bianca su un mare di ricordi...ok basta pensare al passato, Akuna Matata, cantano nel film d'animazione "Il Re Leone" della Disney, e allora va bene così, il passato è passato, restiamo legati alle cose belle, e che il resto se ne vada pure a cercare benedizione altrove!
Oggi solo Favole:

- Mi trovo a vagabondare nella periferia della mia città, in un quartiere di cui avevo sentito parlare distrattamente un giorno che mi trovavo allo zoo per vedere due Lupi che sapevo essere molto particolari.
Questo quartiere non è nuovo di zecca, ma mi sa tanto che neanche i miei concittadini lo conoscono bene.
Rimane un po' nascosto dietro ad una bella Chiesa che ha, sul suo lato sinistro, un bellissimo campanile costruito con delle pietre blu; se capissi qualcosa di pietre potrei forse anche sapere qual è il nome di queste e il perché cambiano tonalità ogni tanto, a seconda degli umori di chi le guarda mi viene da dire.
Rimango incantata ad ammirare quel campanile e, mano a mano che passano i minuti, mi sento coinvolgere sempre più profondamente...
Ad un tratto, un profumo di foglie secche e vento d'autunno mi risveglia; mi accorgo che sta venendomi incontro una signora vestita in maniera semplice e pulita; e' lei che sprigiona quel profumo; si accompagna ad un grande Cane nero con il mantello che non so se è un po' vissuto dall'età o dalla vita. Mi arrivano ad un passo e si fermano.

"Salve" mi dice lei. "Salve" rispondo io.

"Ti stai chiedendo perché?"

"Perché di cosa?"

"Oh, ti chiedi perché le pietre del campanile cambiano colore!" ...

Come faceva quella signora a sapere che stavo guardando il campanile e che mi stavo realmente chiedendo perché le pietre non hanno un colore definito?...

"Tranquilla cara, non pensare ch'io sia una qualche maga o indovina o un personaggio che addirittura e' uscito da una Favola. Noo! So quel che ti chiedi perché tutte le persone che si fermano qui per un po', lo fanno ... rimangono incantati da quel campanile e dal gioco dei colori ... Per questo lo so e cccosì ...ecco che t'ho fatto la domanda."

"Mi scusi la prego, mi ha colto un po' di sorpresa; e' la prima volta che visito questa parte di città, abito qui da sempre ma in un quartiere che sta dal lato opposto e... Beh abbiamo spiegato tutto allora" .

Sorridendo la signora mi disse che solo alcune persone si accorgevano del cambiamento di colore delle pietre, ed era dovuto al fatto che solo in pochi guardano oltre la superficialità dell'apparenza. Mi stavo incuriosendo da morire, di certo voleva dirmi qualcosa, si va bene ma cosa?! Sa tanto di discorso filosofico e potrebbe essere invece solo la mia libera interpretazione delle frasi. L'enigma fu subito risolto perché la signora continuò dicendo:

"Vedi, c'è chi come te, ha piacere di scoprire cosa ci sia dentro alle cose o alle persone; che so, tipo di che materiale e' fatta quella cosa che si guarda o che si ha in mano, da dove viene quel materiale, come sono stati lavorati materiale e oggetto... Semplice curiosità con una punta di desiderio che arricchisce... oppure vuole sapere se quella persona che ha davanti si comporta in un certo modo, si esprime in un certo modo, dice certe cose per... Non lo so... Sicuro per un motivo ben preciso... Oppure di vuol sapere perché si veste con abiti appariscenti o insignificanti; o ancora ci si chiede se i capelli sempre di quella persona sono veramente lisci o veramente ricci o se il colore dei suoi occhi esprime un'emozione o e' sempre uguale a prescindere da quel che prova."
"Beh si in effetti sono un po' così, ma sinceramente, credo che nessuno abbia apprezzato mai questo mio carattere, anzi, sono sempre stata considerata una bella rompi..."

"Si si capisco, non mi dici niente di nuovo. È normale che la gente comune ti veda così, anche perché praticamente gli fai la radiografia ogni volta che vi incontrate, questo li fa sentire nudi. Non capendo che invece è proprio con persone così che si dovrebbe stringere amicizia perché hanno tanto da dare e in più, sono sincere. Le persone così, non hanno paura di guardare, sono contente quando riescono a fare delle scoperte e non si arrendono mai. Sono positive! Queste persone sono quelle che si guardano dentro, cercano di migliorarsi e si accettano per quello che sono ."..."Affrontare i propri limiti accresce!"

"Bene e dopo questa interessante analisi profonda che fa bene per l'autostima ( tanto per rimanere in termini psicoanalitici), non e' che potrei sapere perché quelle pietre cambiano colore?"

"Ah non lo so!... Credo che in fin dei conti un colore ce l'abbiamo... Credo che siano le nostre emozioni che ce li fanno vedere differenti... Sempre per quei discorsi fatti prima"

E qui una frase di mio Padre ci sta proprio bene " la filosofia e' quella cosa con la quale o senza la quale tutto rimane tale e quale".

Ringrazio la signora e mi allontano. Devo rientrare a casa, volevo farmi un giretto in cerca di ispirazioni fantastiche per le mie storie e ... Boh forse l'ho trovate o forse no... Mi ci vuole un caffè e una fetta di torta... Poi vedremo quando sarò davanti alla tastiera cosa uscirà.
Non sai mai da dove nasce lo spunto per una storia fantastica o quale sia l'idea che ti mette in moto il cervello lambiccandoti oltre misura pur di trovare la ragione a quel "dato" che ti è entrato in testa e come un tarlo ti mangia fino a che non risolvi l'enigma.
Ecco e' così che tutto nasce... Le nostre Favole e le nostre Riflessioni... Buona lettura!


Ciro: storia di un cane.

Salve mi chiamo Ciro, sono un Cane da Pastore Tedesco di colore nero focato, ho cinque anni; vivo parte della mia vita in città con il mio compagno bipede Bruno - un simpatico essere umano di quarant’anni che odia la polvere; passa ore e ore a combatterla con un attrezzo infernale che la cattura tramite un vortice di aspirazione, e la rinchiude in un sacchetto di stoffa oblungo - e parte in campagna a casa dei BambaPaoli - no, non avete letto male; garantisco che anche a me, proprio come a voi, mi si è riempita la testa di punti interrogativi quando ho sentito questo nome; i BambaPaoli sono due strane creature che assomigliano fisicamente al popolo degli uomini, ma per quello che fanno, quello che pensano e quello che dicono, sembrano molto più cani di me.

Tutto ebbe inizio nella primavera del 2001…

Bruno era stato per molto tempo senza sentire i BambaPaoli, neppure per gli auguri di rito che si fanno a fine anno, ma questo non aveva cambiato la profonda amicizia che esisteva fra loro tre fin dai tempi della scuola (parliamo dell’altro secolo!).
Quel pomeriggio, stranamente libero dagli impegni di lavoro, Bruno decise di andare a trovare i BambaPaoli al campo scuola dove svolgevano una particolare attività: istruttori cinofili (più che un centro di educazione per cani, sembra un istituto terapico per esseri umani malati di mente, tanto che era stato rinominato dai più intimi “Villa Celeste” - nota clinica romana per… persone con problemi di identificazione).
I baci e gli abbracci si sono sprecati…
Riavuti dallo stupore e dominata la gioia, parlando del più e del meno entrano nel discorso “cani”. E’ si, Bruno stava cercando un cagnolotto da poter regalare al suo papà, e chi meglio dei suoi ca(n)ri amici poteva consigliarlo in merito?… e così entro in ballo “io”.
Proprio lì vicino, a venti metri circa, nell’allevamento di Daniela, stavo giocando con i miei fratelli e sorelle, anzi, stavamo imbastendo una vera e propria zuffa. Ogni motivo era buono per litigare: la pappa, i giochini, le coccole della mamma… il desiderio di riuscire a cavarsela senza rimanere sfregiati, quando a qualche impunito del nostro branchetto veniva voglia di primeggiare, era sempre vivo; le liti si facevano mano a mano più cruente (eravamo dei veri discolacci di cinquanta giorni). Ah! Quanto sognavo una vita tranquilla!…
Già da qualche giorno, c’era uno strano andirivieni di persone che volevano da Daniela le informazioni più assurde. Li sentivo parlottare di vaccini, diete, collari, guinzagli, addestramento - vade retro… huscc… non sia mai, guai se questi vagabondi si avvicinano… uaff, uoff, uuuhh, grr… ggnnaaammm… “ahh”… niente scherzi con me… via… diete, addestramento, ancora, seh! -
Poi ecco arrivare il mio ragazzo, Bruno.

Tratto dal libro -"Ciro: storia di un Cane"

Visita la pagina di Ciro scrittore

...e a proposito di Favole - ''Le Favolose Veline Insegnano''

Dieci anni fa, con l'arrivo delle due Saarloos, si aprirono per noi le porte della vera conoscenza del linguaggio naturale degli Animali diversi dalla specie a cui apparteniamo. Occupandoci dal 1989 di Cani, ed essendo morbosamente forse, innamorati del Selvatico, abbiamo portato avanti gli studi sul comportamento del Lupo e del Cane. Abbiamo cercato di entrar nel vivo della loro coscienza per aiutarli a sopravvivere nel nostro mondo. Anche se il mondo appartiene a Madre Natura, noi uomini ce ne siamo appropriati per la maggior parte dei suoi territori, infestandoli come parassiti. Lasciando da parte le malefatte umane, Paolo ed io, abbiamo coltivato una filosofia che ci permette di affiancarci a coloro che per fortuna non sanno leggere e scrivere e far di conto.
Questa mattina ragionavo sul comportamento dei cuccioli di Cane con le Mamme vere, affiancandolo a quelli che hanno con gli uomini. Pensavo ai cuccioli di Lupo e agli spostamenti nell'ambito del territorio conosciuto. Pensavo alla disgregazione della Famiglia quando i cuccioli di Cane lasciano il luogo dove sono nati e tutti coloro che vivono nel suo interno, per andare ad abitare con i nuovi "proprietari". Pensavo a 14 anni fa, 14 e 1/2 per essere precisi, a quando nacquero la Veline e alla meravigliosa decisione che prendemmo nel tenere tutta la cucciolata facendola crescere con Mamma Papà Zie e Zii... Ripensando alla loro vita, possiamo dire che MAI le Veline hanno avuto un problema di fiducia con noi, mai hanno avuto bisogno del guinzaglio e, solo la Vedetta, la piccola Cre-Kee, quando Paolo iniziò a lavorare al canile, al suo ritorno, i primi giorni, dava l'allarme! Perché? Perché l'odore che si portava dietro non aveva niente a che fare con la routine, tanti odori di Cani di tutte le razze e stati mentali e fisici , non le permettevano di distinguere quello di Paolo...ci mise un po' per abituarsi ma poi ce la fece. Lei la vedetta! In quel periodo non riuscivo ancora a fare le distinzioni dei ruoli nel Branco, ma con il passar del tempo, approfondendo le osservazioni non e' stato difficile ragionare secondo quella forma di pensiero.
Il semplice pensiero degli Animali ti porta a vedere le cose in maniera lineare; mai nei loro atteggiamenti esistono "rovesci dalla medaglia" perché non li conoscono.
Pensando a Cree-Kee e a quanto poteva essere una forma di squilibrio il suo comportamento, invito tutti a pensare quanto l'odore che ci portiamo addosso può dire della nostra personalità e delle nostre intenzioni. Se siamo stressati - nervosi, arrabbiati o impauriti - noi stessi non riusciamo a starci vicino per l'odore pungente della nostra pelle, tale e quale ai nostri movimenti e alle nostre parole - tremanti, a scatti, incerti - se siamo felici invece, siamo dolci e zuccherini e tutto di noi parla di armonia e certezze. Se siamo stati in luoghi, dimore di "situazioni stressanti", noi assorbiamo di quei posti, tutti i disagi fisici/materiali e psichici. Tornando a casa, se il nostro Cane non ci riconosce, non vuol dire che non riconosce la nostra figura ma il nostro odore ( l'olfatto e' il primo senso che si attiva, e' quello che permette la sopravvivenza dal primo all'ultimo momento della sua vita).
Da alcuni anni, troppi per i miei gusti, i tecnici del settore comunicazione cercano di intavolare un traduttore che possa essere il giusto tramite per il dialogo con i Cani. In rapporto sono stati presi modelli umani, forse per una facilità di comprensione o forse no. Credo che la seconda ipotesi abbia più valenza della prima, altrimenti non ci sarebbero ancora tanti fraintendimenti (questo mi porta a dire: Sono troppi anni...). Si parla di patologie e sindromi come se si stesse parlando di calcio, il che porta a travisare cause e effetti di un comportamento di un Animale diverso dall'uomo.
Uno dei tanti fraintendimenti è quello dell'inserimento di un Bimbo in una casa dove già dimora un Cane. Il saggio Walt Disney nel film d'animazione "Lilli e il Vagabondo" mise in luce attraverso il pensiero di Biagio il Vagabondo "quando arriva un Pupo il Cane deve andarsene". Parole sante in moltissimi casi!
Dall'avvento dello studio del comportamento (povero Lorenz a parte), e' d'uso portare indumenti usati e pannolini sporchi del Pupo, a casa dal Cane. Perché? Per portargli l'odore. Tralasciando che fra preparazione della cameretta, allestimento della toletta di salviettine e acqua di colonia, del lettino con i girellini animati e carrozzine, port-enfants, e quanto è necessario avere, che di loro dicono al Cane "stanno cambiando le cose", non e' con i resti del Bimbo che possono ottenere un comportamento educato dal proprio Cane. Per prima cosa, nella mente del Cane esiste la memoria antica che è ciò che gli permette di salvarsi la pelle, di ricordare cose che non gli appartengono per esperienza diretta ecc ecc; questo presupposto ci porta a ricordare agli uomini che, in Natura, i resti che vengono portati a casa da un genitore, sono resti di prede, indi per cui l'addizione che il Cane può fare è unicamente "sta arrivando la cena!"; seconda cosa, il Bimbo e' un bene prezioso con il quale non si può giocare fino a quando non avrà l'età per una relazione del tipo in oggetto; e terzo, nessun genitore permette a nessun essere vivente di non avere riguardo per il proprio Figlio, che sia un parente o un amico o uno sconosciuto. Non lo fanno gli Animali meno evoluti di noi e non lo facciamo noi. Mica un Fratello grande può mordere il Fratello piccolo! Perché a lui di dice no e al Cane invece...boh...che gli si dice?! ...beh non lo so dipende dal rapporto che ha con i suoi "proprietari" che se si considerano proprietari già stanno con un piede nella fossa, anzi pardon, e' il Cane che sta un piede nella fossa perché al primo starnuto o sbuffo parte col diretto verso il carcere o l'obitorio!!!

Da non tralasciare infine che, sempre per sviscerare le cose come stanno nella "loro realtà" e non nella "nostra", bisogna sapere che i cuccioli vengono presentati al Branco attraverso l'odore che la Madre porta su di se ... Cito un tratto del libro: "Diario - Similitudini fra Cani e Lupi - Illuminanti Riflessioni" Barbara Tullio e Paolo Caldora:

Pagine 53 e 54 del libro - “… Nota curiosa: verso il ventesimo giorno di vita, i piccoli, hanno bisogno di un’alimentazione diversa dal solo latte materno, per cui la Mamma, rigurgita per loro parte del suo pasto e terrà questa alimentazione per circa altri venti giorni; dopodiché comincerà a servire alcuni parti di carne facilmente masticabile e allontanerà i figli dalle sue mammelle ormai quasi sprovviste di latte e comunque non più ricche di alimentazione adeguata. E solo al compimento delle 11 settimane di vita, comincerà a togliere il rigurgito.
Durante il passaggio dall’alimentazione morbida a quella solida, i piccoli avranno a disposizione ossa e pellame vario per stimolare la dentizione, e solleticare i primi giochi di contese fra fratelli. Detti giochi sono l’inizio di un’istruzione ludica, che nell’immediato futuro verrà impartita loro dagli adulti.

Nel periodo di giacenza all’interno della tana, i cuccioli saranno accuditi da Mamma, e Mamma, lo sarà da Papà.
Stiamo assistendo alla formazione di un Branco nuovo, non ci sono zie e zii che interagiscono nelle cure, Papà è l’unico a sostenere la Famiglia. Caccerà in zone limitrofe alla tana e si assenterà il minimo indispensabile. Mamma, dal canto suo, uscirà allo scoperto solo per espletare i propri bisogni fisiologici, per nutrirsi e per portare l’odore di Papà ai cuccioli e viceversa. Miscelare l’odore dei cuccioli e l’odore di Papà con il proprio, viene fatto in maniera coscienziosa. L’olfatto è il primo senso attivo già alla nascita ed è quindi il primo a cui i Lupi si affidano per orientarsi e per fare conoscenza con un estraneo del quale percepiscono la presenza, ma che in realtà, non vedono. Quando, allo scadere del tempo (dei giorni previsti dalle circostanze naturali) i piccoli usciranno dalla tana, in questo modo, saranno già parte del Branco e non sconosciuti qualsiasi con chissà quale idea in mente.
E le cose non saranno diverse se il Branco sarà ordinato in un nucleo multiplo, perché il loro odore sarà noto a tutti gli altri come lo è per papà. Per di più, nessuno dei familiari si allontanerà più di tanto dalla tana durante il periodo della cucciolata, a meno che non ci sia penuria di cibo, il che non è così probabile visto che il territorio scelto è stato scelto appositamente perché ricco di comfort, primo fra tutti forse proprio il sostentamento. La nascita di una cucciolata è un evento magico, e tutto il Branco partecipa in maniera attiva.
… Fra il popolo degli uomini è credenza popolare, molto in voga in questi anni, quella di far conoscere al Cane di famiglia, il cucciolo d’uomo che sta per mettere piede in casa, portandogli alcune sue parti: indumenti, pannolini sporchi, ecc. In realtà questo comportamento non è altro che un gettar confusione nella testa di chi lo subisce.
In Natura, abbiamo visto come la conoscenza avvenga miscelando gli odori: ‘’l’odore che Mamma-Lupa porta ai suoi cuccioli, ce l’ha indosso, unito al suo, è una fusione di più odori… è il connubio del Branco’’; il portare parti di qualcosa nella zona rendez-vous, zona antistante la tana (la casa), ove i cuccioli attendono il ritorno degli adulti, ha un significato completamente diverso: gli adulti tornando dalle cacce, portano ai piccoli solo cibo, sia questo sotto forma di rigurgito, le primissime volte, siano queste sezioni di preda, nel momento in cui i piccoli possono mangiare cibi solidi.
L’Uomo che porta una parte del Bimbo, porta in realtà una parte di preda.
Lascio a voi trarre la conclusione ovvia di un comportamento naturale che nella civiltà umana ha significati completamente diversi.

Detto questo: Che si smettesse di fare proselitismo su cose false, perché come sempre non è quell'uomo bastardo che caccia il Cane a rimetterci ma il Cane ...

Christal e' un esempio e come lui "altri miliardi"!!!

Una nota aggiunta, arrivata fresca fresca da una passeggiata odierna (29/03/2016): ‘’Anche questa volta, protagoniste sono le Veline – alla loro veneranda età sono quasi totalmente sorde, e anche la vista sta peggiorando di giorno in giorno. Nel particolare della situazione fisica, Esmeralda oramai e' completamente cieca e sorda per il 90% dell'abilità; oggi, dopo che Paolo ha passato in rassegna con il decespugliatore tutto il giardino, le ho portate a fare il giro lungo (senza scendere nel bosco). Tutte felici e trotterellanti mi sono venute dietro. Esmi, non ha sentito il richiamo e non ha visto (e come poteva del resto ? ), le Sorelle allontanarsi. Ha girovagato per qualche minuto da sola alla loro ricerca; sono andata da lei e solo quando le sono arrivata ad un tiro di naso si è girata dalla mia parte. Tutta contenta mi ha fatto delle festine e da quel momento non mi ha più lasciata. Ha seguito il mio odore fino a che non ha ritrovato le altre.
L'odore: l'olfatto è il primo senso che si attiva alla nascita e per giorni sarà l'unico...l'olfatto permette al Cane di conoscere chi ha davanti e cosa...l'olfatto gli permette di orientarsi... e anche quando ormai sarà grande e gli altri sensi lo avranno abbandonato, l'olfatto sarà sempre lì pronto ad aiutarlo.’’

Aprile 2016
Al mese di aprile sono legati molti dei nostri ricordi. Ad aprile, in primo luogo, come riportato all’inizio della pagina, è arrivata la nostra meravigliosa Cristina, e con lei ha avuto inizio il nostro percorso nel Pianeta Cane. Oggi, è proprio di questo che vorrei parlare.
Quando, all’epoca del nostro debutto in questo campo, si volevano conoscere i meandri dell’addestramento e di tutto ciò che riguardava il Caro Amico di sempre, non esistevano corsi e corsetti; la gavetta si affrontava nei centri di addestramenti qualificati dal personale e non dalla convenienza; chi ci insegnava faceva parte di quella stretta cerchia di persone che avevano dedicato la loro vita al Cane; ci lavoravano, ci mangiavano, ci dormivano, ci andavano a spasso e se pensavano di andare in vacanza, cancellavano velocemente dalla mente il paesaggio di un litorale o di una montagna innevata, e tantomeno di un albergo con piscine e campi da tennis (l’epoca era quella degli anni in cui altri svaghi non c‘erano), per sostituirla con un campo di lavoro, un seminario con quel particolare personaggio che con i Cani ci parlava sul serio. I Cani di quel tempo non erano come quelli di oggi, erano Cani che ancora avevano una personalità da conquistare, erano Cani che, se non eri alla loro altezza, nella migliore delle ipotesi ti pisciavano addosso per darti, con il loro profumo, un ‘’non so che’’ di ardimentoso che coprisse quel tuo puzzo che non sapeva di niente. Erano Cani che ti insegnavano a vivere, a metterti in discussione, e a superare le carenze della tua debolezza.
Dalla mattina alla sera, pulivi recinti, lavavi box, prendevi Cani al guinzaglio, li liberavi nei giardini insieme ad altri ‘’n’’ Cani, e se non stavi più che attento, rischiavi di creare una tale confusione che le risse dei saloon al confronto erano festicciole di bimbetti dell’asilo. Il dramma sul dramma, era che poi, se eri l’artefice del putiferio, o anche se non lo eri ma ti accorgevi che qualcun altro aveva creato il bordello, ci mettevi le mani fra tutti quei denti, e ce le mettevi pure se te la facevi sotto dalla fifa di ritrovarti senza smalto o con qualche ‘’asola’’ da ricucire con la singer!!! … le nostre mani, che fino a quel momento avevano conosciuto solo il freddo pungente dell’inverno, venivano tatuate ‘’aggratis’’ dai più abili artisti provvisti di una cascata di denti, che già un quarto di quelle lame bastava. Non ti preoccupavi di farti male, l’importante era che non si facessero male loro. E se si facevano male, dovevi essere pronto ad intervenire per rimediare ai danni che avevi provocato.
Era d’obbligo imparare tutte quelle piccole accortezze sulla salute, perché tante volte capitava che erano proprio i tuoi occhi a vedere cose che anche i dottori più esperti non potevano vedere, perché non vivendo con questi Cani tante ore al giorno, non potevano sapere che ‘quel pelo storto’’ era un segno di malessere e non uno scapigliamento dovuto al vento!

Dopodiché, dovevi avere un tuo Cane che ti permettesse di conoscere il significato di addestramento, che non è una parolaccia e non è una bestemmia, ma una meravigliosa parola che racchiude un mondo sconosciuto!
Senza quel Cane, tu non imparavi un fico secco. Con quel Cane dovevi affrontare la vita di tutti i giorni, dovevi affrontare la città con e senza il guinzaglio ancorato a collari collarini e pettorine varie; il Cane stava con te perché del resto del mondo non gliene fregava niente; tornava se lo chiamavi, perché aveva con te un rapporto familiare costruito sul rispetto e non perché c’avevi il cibetto, il sonaglino, il gioco fantasmagorico o l’osso con la carne ancora gocciolante di sangue; tornava perché eri importante.
Con quel Cane poi, dovevi conoscere lo sport per eccellenza, sua maestà ‘’Utilità e difesa’’, l’unico grande sport che ti permette di toccare tutti i punti e le virgole della personalità del tuo Compagno più Caro!!!
E solo dopo anni e anni di gavetta, dopo sconfitte e piccole vittorie, dopo non so neanche più quante notti insonni a rimuginare sui come e sui perché, e solo dopo le ‘’millanta miglia percorse sui campi’’, potevi credere di poter cominciare ad esprimere quello che pensavi di aver assimilato.
È vero pure, che non avevi tanto bisogno di esprimerti a parole, perché erano i fatti che parlavano per te!

Adesso invece, tutto verte nella soluzione di un corsetto di pochi mesi, di qualche lettura di libri denominati come i manuali del sapere, con qualche ora di assistenza al grande maestro di turno, e per di più non devi neanche avere un Cane.
A rovinare tutto è stata la consapevolezza dell’uomo, di essere una tale ameba, da non riuscire a sopportare la fatica della vera gavetta; l’impotenza della personalità dell’uomo che si rifugia dietro alla conoscenza odierna, è lampante come la sua presunzione!
Sport alternativi, arrivati a colmare lacune prestazionali, diplomi e marchi che coprono quel puzzo che una volta copriva la pipì di quel Santo Cane a cui facevi tanta pena (immaginando che il Cane possa vivere questo livello emozionale), sono il proseguo del fallimento umano.
Una volta la gavetta la pagavi, la pagavi in tutti i sensi, ed eri talmente felice di questo, che seppure eri stanco morto, e non ti potevi permettere di comprare le mitiche Marlboro, te ne fregavi, perché in quel mondo non esisteva altro che gente come te, che viveva con i Cani perché amava quella vita, e non perché faceva fico o faceva fare un botto di soldi senza dare tanto di più di un santone che dispensa consigli (non ‘’aggratis’’) e che del Cane in tutta la sua vita ha visto solo qualche cacca sul marciapiede!

Ricordo con divertimento da un lato ma anche con tanta tristezza dall’altro, una frase pronunciata a bordo campo da un Caro Amico che nacque con la gavetta, diretta ad un genio del potere nascente ‘’beato che non capisci un cazzo!’’

E ricordo con una gioia immensa invece, il palpitare che ho vissuto quando ho raggiunto il primo gradino di questa meravigliosa scalinata!

Di tutto il nostro percorso i primi da ringraziare sono Giorgio e Raffaella a cui siamo legati da profonda riconoscenza.

Con tutto il nostro Amore: Grazie a Te, Cristina che sei la rappresentante di ciò che abbiamo di più caro, l’Amico Cane!

Barbara e Paolo

Maggio 2016

Comunicando - riflessioni varie

Sto riflettendo molto sul motivo che deve avere un Animale per seguire un altro Animale. Mi chiedo perché segue la sua vera Famiglia e perché segue una Famiglia acquisita. Oltre a chiedermi perché esistono varie modalità espressive per seguirla.
Come sempre la personalità fa da faro indicativo, in relazione quindi al carattere, alle esperienze e alle situazioni.
Vivendo giorno e notte con i miei Cani, non mi è difficile avere spunti di osservazione; le nostre Creature vengono da varie estrazioni sociali, da varie selezioni e da varie esperienze. Ognuno di loro, nonostante la diversità di razza, mix di razza, personalità reale e modellata, ha in comune la spinta a seguirmi quando mi muovo.
Alcuni sembra che provino disagio a starmi lontani, altri non riescono ad avvicinarsi più di tanto, altri ancora mi tengono d’occhio (anche piacevolmente) e solo se mi perdono di vista, di odore e di udito, vengono velocemente a cercarmi. Se alcune barriere, si frappongono fra noi, pazientemente si fermano dove la barriere si erge, e aspettano.
Al mio ritorno, grandi omaggi, anche da chi non riesce ad essere molto espansivo.
Molto belle sono le diversità del modo in cui arrivano da me; chi è esuberante, chi riservato, chi mi afferra, chi mi spinge, chi vorrebbe prendermi tutta in bocca e portarmi in tana, chi mi aggira aspettando che si formi un varco o aspettando che un po’ di coraggio vinca sulla sfiducia.
Le diversità dipendono esclusivamente dalla personalità individuale (Teoria di Uno – io sono Uno ma in realtà non sono che parte di Uno – Teoria del Branco), dalle esperienze di crescita e di vita, dalle situazioni.

 

Dolore consapevolezza del dolore - nasce dalle prime forme di comunicazione fra cuccioli e si sviluppa nell'arco del tempo toccando le varie tonalità espressive.
Imparando a riconoscere gli atti nella loro completezza, sia visiva che sensoriale, gli individui perfezionano le modalità comunicative evitando certune azioni non per timore dell'altrui disagio, ma per timore empatico. Anche se quest'ultima parola, pronunciata nel suo complesso espressivo e' decisamente fuori luogo nei discorsi sugli Animali, vista nell'ambito di pochi semplicissimi schemi, acquista una sua verità. Parliamo di riconoscere un banale lamento più che una postura, che seppur importante, non chiama in atto un dettame empatico bensì un'azione comunicativa comportamentale. Es: Lamento di dolore - vivo il tuo disagio, so cosa provi; postura claudicante - forse capisco cosa hai (non capisco quale ne sia la causa, semplicemente posso riconoscere una deficienza, che però, no n collego a dolore)



In un contesto diverso dal semplice atto interattivo fra due soggetti: durante la caccia, influsso vocale e visivo hanno un connubio espressivo. Es: In un documentario dove si parla di Lupi, di Cani e di uomini con e senza scrupoli, sono riportate due scene di caccia, una di Selvatici e una di Rinselvatichiti. Documentario - Sulle tracce del Lupo italiano
La diversità che esiste fra individui che sono nati in Natura e altri che ci sono tornati a vivere, e' possibile riconoscerla non solo per l'aspetto fisico ma anche per le modalità usate nelle tecniche di sopravvivenza. In questo documentario, oltre a varie e interessanti scene, si vedono alcuni Lupi e alcuni Cani cacciare una preda appartenente alla medesima specie: Una Pecora! ... Mentre i Lupi scelgono un soggetto malato, i Cani no e prendono infatti una Pecorella sana.
I Lupi afferrano la preda, la immobilizzano e poco dopo, questa muore; i Cani afferrano la preda, la fermano e la atterrano anche loro, ma non aspettano l'immobilità per mangiarla. Importante sottolineare che, la preda catturata non si lamenta . Perché? Dovremmo chiederlo alla Pecora... per quel che posso capire, e' perché e' entrata in uno stato di tale stress fisico psichico che il dolore non è percepibile.
L'evoluzione completa dell'individuo, porta a riconoscere alcuni atteggiamenti, usando una migliore espressione; l'evoluzione parziale no. L'essere completo e' in grado di vedere sottigliezze che l'essere non completo non e' in grado di vedere. Per l'essere completo, la mimica e' parimenti importante, se non di più, agli altri influssi, mentre per l'essere non completo, no. Parliamo per il modo o la capacità di comprendere appieno cosa avviene. Nell'essere non completo, una particolare mimica può significare disagio, disagio per chi la mostra e per chi la vede (l'espressività di un malore, parla di uno squilibrio che qualunque esso sia, dice "non sto bene" tradotto in "non sono io" o, senza esagerare perché non si può generalizzare su un malore, "ho qualcosa di strano" e per questo non è normale, non è nel suo normale stato d'animo.)
Tornando alla Pecorella, il Cane rinselvatichito non e' un soggetto completo, per cui non attende l'immobilità della preda per mangiarla. Leggi concetto di vita e morte
Entrare empaticamente nell'atteggiamento di un altro essere vivente , non e' facile per noi (molto dipende dalla nostra sensibilità e dalle esperienze avute) figuriamoci per un Lupo o ancor, più difficile, per un Cane!!! Perché? Per capacità logica!
L'uomo ha una capacità di ragionamento e una evoluzione emozionale, maggiore rispetto agli altri Animali viventi sulla Terra. L'uomo per questa sua crescita psichica, intellettiva, emotiva, riesce ad immedesimarsi in stati d'animo vissuti da altri, che siano questi altri, altri uomini o altri Animali. Gli altri Animali non sono in grado di fare altrettanto, a meno che non accada questo fra esseri conspecifici. E anche in quest'ambito, la questione è limitata a meri episodi e meri simboli.
L'evoluzione dell'Animale ci dà il limite di conoscenza.
Ricordiamo quindi che il vocalizzo ha la espressione maggiore sulla risposta dell'Animale non per un a forma di rispetto, non per empatia mediatica (forse non è la parola piú adeguata ma intende ciò che è collegato ad altre teste e non a una visione solamente personale - intima è vero, ma non teoricamente soggettiva), ma solo perché richiama un vissuto.
L'empatia e' vero che richiama un vissuto, come è vero che può influenzare l'animo di chi guarda/assiste, esclusivamente toccando la di lui sensibilità senza necessità che egli abbia vissuto lo stato d'animo o l'emozione completa, in prima persona. Quest'ultimo appunto e' una precisazione, logicamente indirizzata all'unico essere vivente in grado di elaborare ciò : l'uomo!


Tempra Psichica e Fisica - mimica comportamentale - la resistenza fisica alla negatività (dolore), e' di norma piú alta rispetto a quella psichica. La tempra fisica, se compromessa durante una fase di eccitazione psichica, viene difficilmente mostrata, a meno che, logicamente il dolore non sia terribilmente alto; ma se anche fosse, e fosse la vita ad essere messa a rischio, se non esistesse via di fuga e la sottomissione risulterebbe inutile, ecco che la tempra fisica non verrebbe presa in considerazione a meno che, un calo di forze dovuto alla gravità delle ferite, non comprometta le azioni in maniera altamente deficitaria.
La tempra psichica e la consapevolezza del dolore sono strettamente legate. Il disagio che si subisce nel provare dolore, segna l'individuo a seconda della sua sensibilità e della sua insicurezza (eccitabilità dei nervi).
Vedere un Animale che reagisce con la sottomissione o con la fuga di fronte ad una minaccia, ci illustra in parte la tempra psichica e in parte la sua docilità... che nel riguardo della docilità, direi più semplicemente che ci illustra la sua "saggezza".
La mimica corporea e' di vitale importanza per le relazioni, ed e' per questo motivo che e' più suggestiva e più usata rispetto al contatto diretto.
Tornando ancora alla povera Pecorina catturata dai Cani, spero fortemente che ella non sia stata già piú cosciente quando l'hanno iniziata a mangiare, il che comporterebbe la mancanza di dolore fisico e relativa mancanza di gemiti. Questa mancanza vocale ha posto alla mia attenzione la differente evoluzione conoscitiva che esiste fra il Cane (anche se tornato al mondo del Selvatico) e il Lupo, completo nell'evoluzione della nicchia che occupa naturalmente.

Ruoli carattere individualità Mostrare una sensibilità accesa di fronte ad una minaccia o interpretazione di minaccia, non vuol dire sempre che il soggetto sta patendo la negatività. Può essere di si, come anche di no! Come è altresì vero che, un atteggiamento di sudditanza sia per forza dovuto a minacce subite e non a forme espressive di rispetto per coscienza e volontà.
I rituali di rispetto a volte necessitano di espressioni che potremmo definire teatrali. Sono per lo più quelle posture infantili di rannicchiamento (riduzione della massa corporea) che fanno pensare ad un patimento esagerato della situazione. In vero possono anche rappresentare un soggetto con una identità forte che proprio perché forte conosce gli schemi di onorificenza che spettano al superiore. Senza fraintendere il termine superiore con despota, rimaniamo nella beltà espressiva di chi non ha pregiudizi raziali e politici, godendoci il vero significato dell'inchino e cominciando a pensare che possa esistere qualcuno che ha piacere ad essere sottoposto a qualcun altro. Essere sottoposti non vuol dire essere succubi! Stiamo parlando del mondo del naturale dove tutto avviene in maniera spontanea e senza secondi fini. Essere sottoposti a "...", può voler dire essere protetti da "..."

Educazione addestramento condizionamento tre parole che dicono molto.
L'educazione e' l'applicazione del rispetto che esiste per attaccamento; l'addestramento e' uno schema che permette la conoscenza; il condizionamento e' il rituale appreso. Tutt'e tre le forme, possono definirsi "processo di istruzione", ma se il primo stadio, quello educativ o non avviene per attaccamento, le altre due sono dipendenti da un metodo.
La differenza fra la spontaneità d'azione e la meccanizzazione dipende proprio da quella prima fase che ha ragione di esistere solo se fra gli individui che interagiscono esiste un'intimità nata nella tana.
Una volta superata la prima fase, siamo pronti per affrontare la seconda, mentre per la terza, non abbiamo neanche bisogno di trattarla direttamente perché il rituale appreso e' la conseguenza della sicurezza in ciò che si conosce, si è conosciuto.
Nota dolente: Nel campo cinofilo fra gli addetti, c'è chi, per non conoscenza e per insicurezza personale, sposa una tematica istruttiva partendo direttamente dalla terza fase, escludendo le prime due. Questo porta l'individuo scolaro, a trovare sicurezza solo nello svolgimento del lavoro, dimentico della bellezza di un cerchio di appartenenza. Il disagio comportamentale causato nell'individuo scolaro, e' il risultato, "lo specchio" del precettore.
Tornando alle tre fasi, non bisogna mai trascurare la diversità individuale, per cui ogni tipo di collaborazione e intesa con chi apprende non può prescindere dalla personalità: da un soggetto "x" non si devono mai pretendere cose che può affrontare un soggetto "y".
Vedere le loro differenze e' facile. Anche solo dal modo in cui interagiscono con la persona senza che ci sia richiesta di alcunché.

3 agosto 2016
Sono giorni che attendo questo mercoledì. Oggi rivedo ‘’qualcuno’’ che da più di 15 anni mancava all’appello degli incontri che ti gratificano solo al pensiero di farli.
Carlo Fagioli, una persona che ha avuto la pazienza di assistermi e insegnarmi alcuni fondamentali del recupero di un Pastore Tedesco che aveva subito troppo.
Lui ha creduto in me, e nel 1994 mi ha dato la possibilità di trovare la tranquillità giusta per poter aiutare il mio Mufasa a credere nuovamente in se stesso, se stessimo parlando di un uomo, direi che fu l’inizio di una rinascita dal baratro della frustrazione, ma essendo questo, uno stato emotivo troppo complesso per un Cane, non possodire altro che: è un modo per farmi capire nella discrezione di come stava il mio Re.
La pazienza di Carlo, e la sua conoscenza, mi portarono a comprendere quanto fosse importante il ricominciare da capo, presentando le cose che fanno parte della vita di un cucciolo e dei rudimentali dell’educazione. Dopo bravissimo tempo, Mufasa era di nuovo attivo in traccia, e ho potuto permettermi di inserire una piccola parte ludica che lo inducesse anche ad uscire un po’ dalla ponderatezza richiesta.
Questo inserimento, nessuno lo avrebbe condiviso. Cioè, nessuno dei grandi tecnici, ma neanche dei piccoli, avrebbe mai detto: ‘’si fallo, perché no?!’’ … la mente di Carlo e la sua sensibilità, lo portavano ad una semplicità di vedute che solo in Carmelo Sesto, notai.
… ricordo che le prime tracce, le facevamo rigorosamente da soli: Carlo, Musafa ed io. Il mio Re aveva un problema con le persone mentre lavorava, e perciò, per farlo esprimere doveva essere tranquillo non solo nel lavoro, ma anche l’ambiente doveva praticamente essere asettico.
Quando fu pronto, mi trovai agli appuntamenti che aveva anche con altri personaggi che poi sono diventati ‘’grandi’’ anche grazie a lui … Giovanni Scandaglia e Carlo Negroni… entrambi con Pastori Tedeschi che hanno conseguito grandissimi risultati – Giovanni è arrivato ai mondiali di pista e Carlo, un tecnico fra i Grandi!!! – spero vivamente che anche loro due si ricordino del grande aiuto che Carlo gli ha dato!
È questo solo uno dei tanti ricordi che ho del periodo che ho lavorato con Carlo … ad elencarli tutti ci vorrebbe una serata intera … però potete immaginare che tipo di emozione ho provato all’idea di rivederlo …
Mentre pensavo a cosa dire o fare al momento dell’incontro, ecco che sento Paolo che mi chiama: ‘’siamo arrivati’’ … volevo controllarmi e assumere atteggiamenti dignitosi … ma non ce l’ho fatta … gli sono corsa incontro e l’ho abbracciato!!!
Che Emozione!!!
Ricordi su ricordi si sono accavallati … che meraviglia!!!
Il tempo non lo ha cambiato, è rimasto tranquillo e umile come quando l’ho conosciuto, e mentre parlavamo, c’era un’atmosfera amichevole e distensiva …
Avevo un po’ di timore a parlare con lui di cose del linguaggio dei Cani che nell’arco di tempo che ci ha separato, avevo ‘’partorito’’ … ma poi ascoltandolo, ha spezzato un po’ della mia tensione (una forma di rispetto che ritengo sia dovuta a tutti coloro che ci hanno fatto da mentori),…è stato un salto nella semplicità e nella spontaneità … ecco perché mi sono trovata sempre bene con lui, perché è stato sempre un personaggio che non ha avuto il bisogno di mettersi l’abito suntuoso per metter in luce. Bastava ascoltarlo e guardarlo per capire che era diverso.
Grazie!!!

Fra le mie mani il suo libro: ‘’Noi due Insieme’’
Lo sto già divorando!!!

10 agosto 2016

Veline potrei dire, nate per volere dello Spirito Santo, perché se non avessimo la certezza che Scrooge e Timon dormivano insieme, non sapremmo davvero come sia stato possibile che la nostra Nana abbia potuto mettere al mondo " 'sti Gioiellini ". Non perché non potesse essere in grado (nonostante la sua goliardica e serafica infantilità), ma perché non abbiamo mai visto nessuno dei nostri Maschietti farle la corte nei due mesi precedenti al giorno del parto. A dirla tutta, per noi non era neanche in calore...!!!
Eh si! Abbiamo avuto l'occasione di conoscere il calore silente e, da questa manifestazione così particolare e la sintonia che c'era fra lei e il Figliolo di Arek, il 10 agosto del 2001, in sala operatoria vengono alla luce 13 grigi!!!
Scrooge non ha mai accettato un maschio; ha scelto lei sia chi, dove, come e perchè; e noi ci siamo accorti del suo stato solo quando ha cominciato a lievitare verso i 40gg. Un'eco di controllo ci ha dato la nella notizia!

Alcuni momenti dei nostri 15 anni insieme

Da questa cucciolata sono nate Melody ed Esmeralda che nel 2006 (Melody) e nel 2007 (Esmeralda) hanno vinto il primo e il secondo Trofeo SAS, la prova più prestigiosa del Campionato Italiano di Agility del Pastore Tedesco. La pagina delle veline

13 agosto 2016 - Oggi dopo ben 15 anni di sonno, si è risvegliata "Caramella" la mitica Polo che a maggio del 1985 sono riuscita finalmente a comprarmi. Prezzo di listino 8.500.000 di lire. Scontata per la modalità di pagamento a 8.000.000, i soldi di due anni di lavoro. Rossa come la Ferrari!!! E beveva anche come la Ferrari!!!...
Ero al settimo cielo quando sono uscita dall'autosalone Volkswagen sulla via Olimpica a Roma. Muna ed io avevamo la mostra macchina finalmente e con lei potevamo arrivare fino in campo al mondo!!!
Oggi Roberto l'ha fatta cantare di nuovo!!!!!

Il video dell'accensione!

5 dicembre 2016 - 5 dicembre 1995 - 5 dicembre 2016
Immersi nei ricordi, ripercorriamo la strada che ci separa da quel primo appuntamento che inaugurava la Scuola Stella Grigia. Una festa per noi e per tutti voi che con noi avete detto no al supermercato del Cane, avete detto no ai metodi e alla faccia tosta di voler apparire attraverso il Cane.
Fra tutti noi c’è sempre stata una grande massima che non era sfruttiamo, ma impariamo a giocare, impariamo a vivere bene, lasciamo fuori i problemi e non scarichiamo il nostro disagio, le nostre frustrazioni sui nostri Cani.
Con tutte le coppie che hanno portato la bandiera di questa filosofia di vita, ancora condividiamo sentimenti veri, veri come solo la sincerità sa proclamare. Non importa se non ci diciamo ciao da un giorno o da dieci anni, perché ogni volta che capita l’occasione di sentirci, è come se il tempo si fosse fermato al minuto prima del saluto.
Dei nostri Ragazzi abbiamo amato la loro gioia e il loro impegno … tanto hanno lavorato, che con i meravigliosi Cani di casa, hanno saputo mettere a tacere tante brutte persone e hanno spesso dato mostra del vero significato di Famiglia.
Hanno insegnato a chi ha voluto aprire gli occhi, che la cosa più importante non era mettersi in mostra, ma gioire di una corsa con il cuccioletto trovato chissà dove, e con lui crescere ogni giorno in un’intesa che la competizione non darà mai!
Non abbiamo mai voluto essere una scuola di agonisti,ma un giardino dove era piacevole incontrarsi con gli amici, e i risultati che sono arrivati erano solo il frutto di una crescita nell’unione che giorno dopo giorno si fortificava nelle coppie. Eh si...i pranzi, le merende, le risate, i giri di campo... Nonno Lance... Marylin... Cipì e Lulli... Dylan... Rommel... e tanti altri... Quanti ricordi...

Ci mancate tanto... Ci mancano quei Cani e quei giorni ... Ci manca quell'atmosfera ...

E ci manca di non sapere cose che scoperte nel tempo...falsità e perbenismo che davvero non faceva parte del nostro mondo... Per cui, brindiamo alla Stella Grigia e a Chi e' veramente legato a questo nome

Brindiamo a Tutte quelle coppie e tutti quegli amici che sono ancora dentro i nostri cuori e ancora corrono, saltano, ballano, sudano e ridono. E brindiamo a Tutte le meravigliose coppie che negli anni hanno apprezzato e ancora apprezzano il nostro pensiero, e con le quali abbiamo e stiamo condividendo momenti felici.

A tutti voi Ragazzi Grazie!

Marzo 2017... Ho un'ora per me, pulisco casa o me ne sto beatamente con i miei Cani :D Li guardo, mi rendo conto che le epoche stanno cambiando e che i Branchi hanno avuto dei cambiamenti. Strascichi di quello che è stato sono tutt'ora presenti, e a testa alta vengono portati avanti nei colori del Grilletto portafortuna che non doveva arrivare neanche alla fine della prima settimana di vita... eccola ancora lì la mia Cree-Chee, gajarda e tosta come ha sempre dimostrato di essere fin dal primo respiro. Con lei, sua nipote Tortuga e i Canetti che ha accolto in Famiglia quando hanno cercato ospitalità.
I cambiamenti fanno parte della vita e bisogna accettarli.

 

Passeggio con loro e immagino i parchi cittadini dove non c'è questa quiete, e non c'è una partecipazione dovuta.
Molte volte, nei giardini di città, con la scusa della saggezza istintiva del Cane, si lascia il "Fido" in balia di vaghi ricordi atavici ... Ma i ricordi non bastano sempre, perché essi sono stati coperti dagli effetti della cattiva educazione che i Cani ricevono dai loro bipedi che ragionano solo per stereotipi umani e non capiscono che se SE NOI UMANI NON SIAMO IN GRADO DI CONCEPIRE MODALITÀ ESPRESSIVE /COMPORTAMENTALI DIVERSE DALLE NOSTRE, PERCHÉ DOVREBBE ESSERE DIVERSO PER LORO? Siamo Animali e' vero, ma la nostra ideologia di pensiero che ha bisogno di cemento, non è uguale a quella loro che il cemento non lo distinguono da un normalissimo sasso, perciò, lasciare i nostri beniamini in balia di consimili stressati, non mi sembra un'idea geniale.
Ben trovato Branco!!!

...e finalmente qualche minuto con il mio amato Teach!!! .. Lui ed io da soli :D :D ...
Non capita spesso, perché fra tutti casini giornalieri, alla fine sono sempre le cose belle a rimetterci. Ma oggi ho detto basta con i doveri :) :) ...
Libero in giardino, comincia a correre come un Cavallo selvatico e poi, come è solito fare nella sua spiccata follia fanciullesca, mi corre incontro invitandomi a giocare alla cecoslovacca!!!
Povero!!! - Teach sono una sapiens, me faccio male!!!... :( ;)
Più di tanto non resisto e cerco di interagire con un po' di mimica.

 

I Cechini!!! Forza creatività e buon umore!!! Con un pizzico di follia che ti fa rimanere comunque sempre attento a non cadere nella trappola dei giochi troppo maneschi. Sono bravi, e sinceramente, adoro il mio marinaio, ma è un ragazzino folle che quando dà sfogo alla sua carica, si trasforma in un bisonte ... La delicatezza bisontina non è il massimo della gioia se ti travolge... Povero Teach, ti tocca vivere con una sapiens scrocchiazzeppi :( ;) ...
Sei un mitico scacciapensieri, infantile e un po' anarchico, in continua richiesta di appartenere.
Lovely!!!

ESTATE 2017

L'estate è per noi, una stagione di rinnovamento. Nell'arco di tutti questi anni, ci sono stati molti cambiamenti, positivi e negativi come vuole la legge della sopravvivenza. Questa mattina stavamo riguardando alcuni video dell'epoca, altri dei vari passaggi, e gli ultimi registrati ... tantissime emozioni… bellissime… meno belle… ma tutte comunque fortissime ... testa e cuore non si possono staccare ... siamo Animali, per quanto qualche umano voglia negarlo prendendo le distanze da quel che è stato il suo passato, un passato vivo più che mai dentro di ognuno di noi.
Fra le varie pagine del nostro passato, abbiamo ritrovato un ‘’corto’’ che dedichiamo a tutti i protagonisti narrati e a tutte le coppie che ci hanno amato.

Apri il link e sorridi con noi in un ricordo dell'estate 2007


... le grandi vittorie di sempre sono quelle personali.

una vittoria sudata porta più appagamento di tante altre che seppur importanti,

non ti hanno assorbito come quelle per cui hai dovuto lottare fino al limite dell'esaurimento delle forze.

inaspettata e non più sperata, questa mattina, la mia!

Non mi piace leggere la frustrazione nelle frasi lasciate ''sui muri'', ma ogni tanto sono prorpio quelle frasi urlate nel silenzio della scrittura a dare più di una voce che echeggia fra i viali delle città. Essere ''qualcuno'', se si merita di esserlo, procura grande soddisfazione, ma spesso questo successo offusca chi non ne ha... perchè non si ha successo? ... perchè non si accetta la propria essenza, la propria diversità ... voler essere chi non si è, procura un male interiore alla persona che vive la frustrazione, e danneggia tutto ciò che di buono in lei invece c'è. PECCATO non capire che è l'unione degli Uno a fare la perfezione! - Io sono Uno ma in realtà non sono che parte di Uno - La Legge del Branco - la Saggezza del Branco

Agosto 2017 – il campo di Roma chiude per le vacanze estive. Il campo di Montopoli rimane aperto perché poi noi in vacanza non ci andiamo ;)
Ad agosto ci sono tutti quei lavori di manutenzione che durante l’anno non si possono fare: riverniciature degli ostacoli, riparazioni varie, aggiornamento dei siti web, preparazione dei programmi scolastici che a settembre devono essere pronti.
Ad ogni riapertura c’è sempre qualcosa di nuovo!
Il nuovo in un contesto familiare di un piccolo ritrovo situato ‘’appena dietro l’angolo’’ - dal film ‘’C’è posta per te’’ - dove è piacevole rifugiarsi uscendo dallo stress del quotidiano.
Il nuovo non serve per impressionare la persona che viene a chiedere informazioni e non serve per mantenere alto l’interesse di chi è invece un affezionato, ma è utile per incentivare la crescita.
Con le fondamenta ben solide, una coppia apprezza la novità e la novità ha sempre un effetto positivo.

Durante questo mese, prenderemo contatti per un discorso all’insegna del maggior rispetto verso la Natura.
I nostri cari compagni di vita, i Cani, possiedono il grande dono di essere un collegamento lineare fra noi e la Madre Terra. Se solo l’uomo si fermasse un istante a pensare a quale magia si porta dietro da secoli, forse ancora si potrebbe fare qualcosa per far rientrare nei ranghi tutto ciò che è esploso in un’ebollizione dovuta al troppo calore dell’egocentricità della nostra specie.
Il Cane è un saggio maestro a cui dobbiamo dire Grazie per la sua pazienza e disponibilità.

Educazione naturale

L’Educazione Naturale nasce dallo studio approfondito dell’equilibrio di tutto ciò che (continua a leggere sulla pagina del sito della Scuola Stella Grigia)

30 agosto 2017 - 15 anni da questa giornata al campo con Paolo, Apache, Timon, Scrooge, Baloo, Han, Kiara, Odette e Cree-kee. Da poco avevo concluso l’ultimo campionato di utilità e difesa e (parlando in generale), sebbene fosse ancora un periodo abbastanza ‘’lucido’’ per quel che riguarda il rispetto del lavoro con il Cane, fosse cioè un periodo dove l’addestramento e la vita con gli Amici Animali non dipendeva dalle esagerate forme dei metodi, già si intravedevano quelle orribili figure che presentavano un binomio che parlava solo attraverso il condizionamento. Il contatto, le parole gli stati d’animo che coinvolgevano le coppie andavano piano piano a perdersi, tutto stava diventando sterile.
A quel tempo si vedevano ancora Cani che erano seri quando serviva di esserlo e giocosi negli altri momenti. E in entrambe le situazioni l’unico fattore veramente importante era di ‘’fare’’ insieme… per la persona e per il Cane, importante era stare e agire insieme … l’uno per l’altro, l’uno con l’altro.
Si è vero, nelle competizioni i Cani non erano sempre precisissimi nell’esecuzione degli esercizi richiesti dai regolamenti, però in quelle piccole imprecisioni esprimevano il loro modo di essere, la loro personalità, il loro carattere. Nel lavoro giudici come Carmelo Sesto, Ezio Guerrino Roman, Arturo Lezier, Alfeo Brisotto, Carlo Mezzetti, GianCarlo De Martini , Luigi Cusato, apprezzavano queste libere espressioni . Oggi quei Giudici non giudicano quasi più e i loro sostituti sono completamente diversi , fra questi ultimi e i conduttori moderni vediamo solo macchine che seguono uno schema! … Non c’è più espressione! … il film “Metropolis” di Friz Lang del 1927 ne è la rappresentazione, con la differenza però, che insieme alle persone ci sono i Cani.
Lavorare con il proprio Cane non vuol dire sfruttarlo, almeno non è questo il significato che Paolo ed io gli diamo,. Per noi vuol dire farlo crescere in quelle che sono le sue peculiarità, dandogli la possibilità di esprimerle. Se parlassimo in termini di intendimenti umani, è una forma di comunicazione sociale altruistica/familiare, dove tutti gli elementi che compongono la Famiglia si danno una mano per rendere il Nucleo solido, unito, forte del piacere di completarsi.

 

Gennaio 2018 ...Osare!
Ho avuto la fortuna di iniziare a lavorare con i Cani in un periodo dove non c'era l'estremismo. Non si era buoni o cattivi ma solo appassionati. Si solo la passione poteva farti fare quelle cose pazze. Rinunciare a tutto quello che rappresentava la vita normale della realtà cittadina: casa lavoro amici famiglia vacanze; distinzione fra giorno e notte; abiti che seguivano le mode e che soprattutto erano sempre puliti; concezione dei sentimenti e dei comportamenti sempre similari a quelli degli uomini.
Abbandonare quei preconcetti che fanno parte delle nostre certezze quotidiane non e' facile, ma nel momento in cui riesci a vedere le cose con occhi non più solo umani, allora ecco che davanti a te il sipario del vero significato di coerenza equilibrio armonia, si apre.
La superficialità nell'agire, affiancata ad un modo di pensare diametralmente opposto alla semplicità, ci porta lontani miglia e miglia dalla verità su un comportamento. Questo devia totalmente la comprensione di domande e risposte che riceviamo e che inviamo costantemente "da" e "a" Esseri viventi diversi da noi.
Sbagliando la comunicazione diventiamo la causa di squilibri fisici e psichici di chi ci vive accanto.
Aprile 1989 la fortuna bussa alla nostra porta.
Presa al volo, senza possibilità di tornare ad essere una sapiens normale, ho voluto entrare nel cuore e nell'anima del Cane.
Ho conosciuto persone che come me avevano fatto questa scelta e mi hanno aiutato a muovere i primi passi. Raffaella nella cura e assistenza, Giorgio nelle basi del pensiero.
Fra le pagine dei ricordi, oggi ho ritrovato un momento di grande gioia ed emozione che grazie a Stefania e' stato possibile vivere. Stefania è sempre una persona speciale!!! ...Per chi non è del mestiere non può sapere cosa vuol dire dare il proprio Cane in piena preparazione agonistica, in mano ad un pivello ... eh... erano proprio gli albori della mia istruzione e il mitico Beminni di Ca' S. Marco era un grande Pastore Tedesco!!! ... Oggi come allora provo le stesse emozioni... forse anche più forti perchè il tempo è passato e fra noi si è fortificato quel meraviglioso rapporto nato su un campo di lavoro dove c'era amicizia e serietà. Grazie Stefania!!!

A 6 anni ero così ...

il mio indimenticabile RinTinTin

a 26 anni ho trovato la mia strada ...

...un bellissimo ricordo con Docet, Stefania e Benny!!!

28 febbraio 2018
Da domenica scorsa Paolo ed io siamo praticamente bloccati a casa per il mal tempo. Domenica pioggia, prevista nevicata. Effettivamente le previsioni non si sono scostate molto dalla realtà, solo un po’ esagerate forse, ma d’altronde è meglio mettere sempre le mani avanti e dare la possibilità alla popolazione di prendere le dovute precauzioni.
Per noi è stata una piccola vacanza. Una volta tanto niente orari da rispettare e l’unico pensiero era quello di tamponare gli eventuali imprevisti causati dal freddo.
Domani è il 1° marzo. Prevista neve questa notte e poi giorni di pioggia. Speriamo di no!!! Una vacanza di qualche giorno va bene ma troppi giorni cominciano a diventarlo (un problema).
Vabbeh, comunque per ora godiamoci ancora questi bei momenti di vita familiare, noi e i nostri Cani :D :D :D
Mattina: Paolo riesce ad uscire, la strada è pulita e i negozi sono nuovamente attivi. Un po’ di spesa, un controllo alla situazione del campo scuola e poi di nuovo a casa.
Rientrato dal giretto, mi mostra una foto del campo… fantastico è dire poco… è tutto bianco!!!... sembra di stare in un altro mondo!!!... già con l’atmosfera di casa mi ero commossa, con questa foto poi… la ciliegina sulla torta.
Una settimana all'insegna della Famiglia, una settimana come non vivevamo da tempo: la vita normale di casa e allo stesso tempo lavorativa fra noi e i nostri Cani. Dovremmo farlo più spesso… la rilassante vita del Branco/Famiglia, godendoci un po’ di intimità e di lavoro finalizzato alla sola espressione delle proprie attitudini :D :D

video - la Famiglia sotto la neve

video - faccio due passi...vengo con te

video - nella Tana lasciati andare

video - hai niente per me?

18 marzo 2018 - Persone di età diversa, di sesso diverso, con ambizioni e lungimiranze diverse, e con diversi pregi e difetti, si industriano (ad un certo punto della loro vita) per condividere la propria esistenza con un Animaletto.
Noi logicamente ci troviamo coinvolti nel settore Cane e conosciamo solo le caratteristiche di questo settore, ma forse non sono poi così differenti dagli altri.
Dodici anni fa, Paolo ed io abbiamo deciso di documentarci sul Cane Lupo (anzi, Paolo ha capitolato di fronte al mio più profondo desiderio, quello di poter vivere con un Figlio di Lupo un pochino più vicino alla naturalità che non alla selezione da laboratorio che l'uomo porta avanti da millenni). Dopo uno studio delle due razze che lo rappresentavano con maggior precisione, abbiamo deciso per il Cane di Saarloos. Fu così che Arowen ed Ewoyn Tachunga entrarono nel nostro mondo.
Da allora di cose ne sono cambiate, di fatti ne sono accaduti, di persone che come noi si sono affacciate a questo lato del Mondo Cane, ne abbiamo incontrate.
Fin da subito, notando la grande differenza che esiste fra i Cani ''normali'' (diciamo) e i Saarloos, è nato in noi (in Paolo e in me) un senso di disagio. Il disagio non era con/nell'ambito del nostro Branco/Famiglia, ma era verso il popolo degli uomini.
Soprattutto per me che vivevo il Cane e il Cane Lupo a 360 gradi, e perciò vivevo nella loro semplicità e schiettezza, nella loro naturalità che era più che ovvia, ed era lontana mille miglia dalle convinzioni che da secoli esistevano nel nostro settore e in quello più specifico del Lupo in merito al ''loro'' modo di vivere e di pensare (degli Animali diversi dall'uomo) , non è stato facile trasmettere quello che sentivo e che stavo imparando.
Fiduciosa però che forse qualcuno potesse anche aprire la mente e cercare di vedere le cose in una maniera leggermente diversa, cominciai a scrivere un diario.
La risposta è stata buona…credevo … ma di tutto quello che ho scritto e sperperato ai quattro venti, pochissimi dati sono stati realmente accolti, e purtroppo di quei dati ne è stato fatto un motivo di commercio. Ma quel che è più grave ancora, è che sono stati presi in maniera frammentata (probabilmente perché non capiti - in pratica sono stati copiati ma non ne è stato afferrato il concetto), creando così ancor più confusione.
Arrabbiata più che mai con la superficialità sapiens, una sera decisi di voler creare un’Associazione che tutelasse il Cane Lupo di Saarloos.
Volevo divulgare quello che avevo imparato, le mie riflessioni sulle tante similitudini che esistono nei comportamenti fra loro e i Lupi e come poterli poi vedere ancora nelle varie razze meno evolute neotenicamente rispetto a questa.
Ero nella cinofilia da ‘’secoli’’ e credevo fortemente di essere arrivata al punto di poter cominciare a mettere in evidenza ‘’tante cose’’ – secoli intesi pensando alla gravità di quello che vedevo di brutto intorno a me, e pensando ai Cani e ai Lupi –
Volevo, attraverso meeting, documentari, testi, creare più informazione possibile. Il mondo del Cane e del Lupo era ormai in un vicolo cieco; si dava ascolto solamente a teorie che di tutto sapevano tranne che di verità. Le problematiche umane venivano riconosciute nei semplici atteggiamenti di questi poveri Animali e le fazioni d’allevamento erano già quasi create: da una parte i belli, dall’altra i punti interrogativi. Si esattamente!... Ci trovavamo esattamente già di fronte al commercio senza cultura e a quello che prevede una tipicità fisica in barba del carattere. Già in giro per l’Europa c’era un notevole numero di esemplari in cerca di una Famiglia con la quale potersi esprimere, e in base a quest’ultimo punto,volevo creare dei rifugi per tutti i Saarloos che avevano bisogno di assistenza, dato che il genere umano pecca vistosamente in saggezza e altruismo.
Sensibilizzando alcune persone, credevo di poter cominciare a gettare delle basi per una conoscenza diversa, visto che nessuno (o solo pochissimi) sapevano raccontarti qualcosa di più di quello che si cela sotto il vestito lupino di questi esemplari, e quei pochissimi in grado, non vivevano in Italia – persone che sono state contattate e che ahimè sapevano di Saarloos quanto io ne so di culinaria;)
Cominciai così a scrivere dati importanti da elencare su un nuovo sito che portava il nome della razza e al suo interno si poteva trovare tutto quello che della razza sarebbe stato utile sapere. Storia, carattere, linee di sangue, malattie. Avevo cominciato anche un nuovo data-base che raccogliesse oltre alle linee di sangue di tutti i Saarloos (cominciai dai miei), malattie e comportamenti. Volevo farne un compendio indicativo per capire cosa i razzatori avevano portato/dato ai loro discendenti e cosa la selezione dell’uomo aveva trascurato o esaltato.
E parlando di esaltazione, io, mi ero talmente esaltata che cominciai a credere i n più persone che sembravano seriamente interessate e volenterose di capire per puro altruismo, sano e assolutamente non commerciale indirizzamento culturale.
Organizzai così un primo corso, dando corpo a quel linguaggio che con il trascorrere degli anni stavo assaporando con i miei Cani e che, dall’arrivo di Arowen ed Eowyn prima e poi di Faal e Real, Ekra, Akera e Akisni in ultimo senza contare quelli conosciuti all’esterno di casa, stava mano a mano prendendo sempre più vita. Sto parlando del Linguaggio Naturale del Cane, quattro parole ricche di significato a quel tempo, e poi … poi diventate purtroppo spunto di molti per dimostrare chissà cosa a molti altri che sapevano ancor meno del meno… inebriati un po’ tutti, da alcuni concetti alla maniera presentata all’inizio del racconto, si iniziò a diffondere un credo confusionario che unito a quello precedente ha creato una tale zibaldone che la teoria del caos è niente in confronto.

Determinata, non volevo cedere, fu così che nacque anche il Progetto Cane Lupo (vedi pagina di presentazione).
Alla fine delle giornate che tenevo con i ragazzi, passavo ore e ore davanti al computer a scrivere per loro tesine riguardanti il loro lavoro, loro e dei loro Saarloos; gli avevo dato la mia piena disponibilità per quando non erano con m,e alla scuola; mi potevano contattare in ogni momento e mandare video per il lavoro che facevano in solitaria.
Avevo cominciato a interpellare anche persone che passavano il loro tempo libero dagli impegni lavorativi, ad osservare Lupi … esemplari durante la loro vita selvatica o soggetti salvati che vivevano in riserve. Avevo chiesto la collaborazione al BioParco e … oh beh …ero entrata nel vivo di un film molto probabilmente.

I grandi progetti che facevano parte del lavoro volevo che fossero rappresentati da uno dei miei Saarloos e dal Lupo.

Arrivò però il momento in cui dovetti cedere all’evidenza: il mio lavoro non stava arrivando al fine sperato, bensì all’accozzaglia commerciale accennata prima.
Ora molti ‘’professori’’ parlano … e io non potendo fare nulla per cancellare le tracce dei miei studi e del tempo dedicato a gente comune (comune perché rappresenta la massa del sapiens che vive nell’illusione che un simbolo possa raffigurarlo), ho chiesto di essere cancellata nell’immagine del mio Saarloos… ho abbandonato l’associazione a cui avevo dedicato anni di passione e di impegno perché non mi riconoscevo più in quello che l’avevano fatta diventare, ho riportato il Progetto Cane Lupo nelle righe della nostra scuola, eliminando anche dagli impegni un’altra associazione che era il portale per la conoscenza più intima con il Lupo, un’altra nota dolente, un’altra ferita che non rimarginerà finché certe persone si inebrieranno di studi altrui e di affari che brillano di luce accecante, una luce che non permette di vedere oltre il suo sfavillante bagliore.
Da tempo sono in attesa di tornare nel mio bosco, ma ancora non mi è concesso … perché? … non lo so … mi viene facile pensare solo che è per via di un tornaconto economico e di prestigio! Logicamente non mio!!!

Non voglio più che mi si riconosca in quel mercato senza cultura, ricco solo di grandi preamboli e superficialità, estremamente vuoti e scenograficamente appariscenti!!!

Non esco dal mondo del Cane Lupo di Saarloos, del Cane e del Lupo, ma rimango nel mio piccolo insieme a chi crede che la nostra filosofia sia molto di più di un salvadanaio e di un riflettore.

24 giugno 2018 - …inizio sempre dalle calende greche, è vero, ma trovo importante ricordare che nessuno ‘’nasce imparato’’ e che se si vuole capire, bisogna avere pazienza e umiltà, altrimenti si assimilano dati in maniera superficiale e niente altro.

29 anni fa, quando entrai per la prima volta in un campo scuola (e quello di quel giorno nel particolare, divenne poi la mia ‘’Tana’’ per molto tempo), vidi una quantità di Cani che mai avrei pensato di vedere tutti insieme in un sol colpo … rimasi con la bocca aperta, affascinata da tanta meraviglia.
C’erano soggetti di razza e mix, grandi, piccoli, giovani, anziani … e secondome, nell’aspetto, erano tutti uguali.
A parte le differenze volute dalla selezione delle singole razze, e i meticci che erano diversissimi uno dall’altro, mi domandai come caspita facevano (le persone che lavoravano nella scuola) a riconoscerli distinguendoli bene uno dall’altro! … nel tempo mi accorsi delle immense diversità che ci sono anche fra soggetti della stessa razza e così svelai il ‘’terribile’’ arcano :)
Ero digiuna di tutto e tutto era diverso da come me l’ero sempre immaginato.
Non fosse stato per Paolo, non avrei mai conosciuto il mondo della cinofilia … lui aveva esperienze precedenti attraverso le sue sorelle, e quando mi parlò di addestramento per la nostra Crissy ci rimasi con un palmo di naso. Per me l’addestramento era una cosa che facevano solo i militari; i privati erano esclusivamente spettatori … e invece … eccoci lì, pronti a varcare il cancello ignari che da quel momento la nostra vita sarebbe cambiata completamente.

Come da copione, i Pastori Tedeschi erano nel mirino della mia attenzione <3 … li amo tutti gli Animali, ma sono nata con il Cane Lupo in testa e il mio grande sogno nel cassetto è sempre stato quello dipassare la mia vita con Zanna Bianca … era impossibile non avere una preferenza attrattiva verso gli esemplari che mi trasportavano a grandi balzi proprio verso quel sogno …!

Romanticismo a parte, quando arrivai nel Mondo Cane, la mia ignoranza e la mia buona fede, mi portavano a credere che la professione fosse sempre mossa da passione. Un po’ per colpa del mio inguaribile senso positivo che rifiuta tutto quello che è meschino, un po’ per merito di quello che vedevo nella scuola (soprattutto i primi tempi) e un po’ sempre per la beata cecità che non ti permette di soffermarti su particolarità che dicono ‘’moltissimo’’.

Guardavo i mix-breed e pensavo a quanto fossero fortunati quei Canetti ad aver trovato delle brave Famiglie che li avevano presi in casa con loro. Ma non disprezzavo chi avesse soggetti di razza, ogni Creatura aveva diritto di far parte di un Branco, per cui lasciavo la scelta a chi si prendeva i vari impegni.
Le persone che portavano i loro beniamini alla scuola, lo facevano per farli correre e giocare un po’ con i loro simili (c’erano dei recinti/giardini per farli stare insieme), e/o per avere qualche rudimento sull’educazione (soprattutto se avevano qualche problemino di controllo) oppure li portavano per abituarli al posto semmai ne avessero avuto bisogno per la pensione.
Per chi si accostava all’addestramento educativo, all’inizio le motivazioni erano semplicemente quelle di riuscire a creare un certo feeling affinché ‘’le Creature’’ non corressero rischi in una città caotica come era Roma; poi alcuni di loro si fermavano perché rimanevano colpiti dal legame che si creava fra le coppie che facevano sport.
Gli sport dell’epoca erano solo due: ‘’utilità e difesa’’ e ‘’agility’’; e quest’ultimo era proprio agli albori della sua nascita. Entrambi permettevano di conoscere i propri lati nascosti e quelli dei Cani.
All’inizio vedevo tutto bello e tutto molto armonico, poi cominciai ad osservare meglio le persone: c’era chi accettava le proprie carenze e cercava di migliorare, aiutava il proprio compagno peloso a crescere nelle sue specializzazioni e accettava il limite caratteriale soggettivo e di razza; e c’era chi invece detestava mettersi in discussione.Le persone che volevano migliorare, amavano il loro Cane a prescindere da tutto, gli altri no.
Cominciai a guardare la cinofilia sotto altri aspetti.

Durante tutto il tempo che seguivo le lezioni di scuola, guardavo l’uomo, il Cane e il loro comportamento.
E cominciai a chiedermi cosa fosse in realtà l’addestramento.
Per spiegarlo in un corso, Paolo l’ha definito prendendo spunto dall’esatto significato della parola che si riconosce in ‘’render destro’’ ossia ‘’rendere l’individuo sicuro nell’azione’’. Ma di che azioni parliamo? Certamente di quelle che si confanno al soggetto Cane e assolutamente non a quelle forme teatrali circensi che hanno fatto il giro del mondo e che di naturale o specifiche del carattere dell’allievo, non hanno nulla!

Forse coloro che disprezzano l’addestramento, fanno riferimento a queste ultime forme di lavoro e certamente non alle altre ‘’se mai le altre le hanno prese in considerazione’’! … A loro vorrei dire, che hanno perfettamente ragione su quel che concerne il teatrino ma assolutamente torto se nella classe disprezzata inseriscono anche il primo aspetto ‘’unico e vero’’ dell’addestramento. L’addestramento non è un gioco, non è un vizio dell’uomo e non è un vezzo, ma è l’educazione dell’arte che è propria di ogni individuo; quell’arte che permette loro di vivere in maniera completa, serena e pacifica. La stessa arte alla quale l’uomo dovrebbe dar retta (parlando in prima persona, cioè nei propri riguardi) se non vuole entrare nel baratro della ‘’frustrazione’’ o dell’ ‘’invidia’’ e della ‘’frustrazione’’.
Certo che vedere come alcuni personaggi trattano i loro Cani per arrivare a fare un qualunque risultato sportivo o semplicemente per atteggiarcisi in giro fra i sapiens, è una cosa che anche io trovo detestabile, ma non è detto che quello che fanno loro rispecchi l’addestramento e che quindi ‘’l’addestramento in generale’’ siano una porcheria. Tutto dipende da chi è la persona e da chi è l’insegnante.
E QUI ARRIVA LA PRIMA NOTA CHE CHIAMA IL TITOLO DI QUESTE RIFLESSIONI. – LA PASSIONE TI PORTA AD AGIRE CONTRO LA NATURA DELL’ANIMALE? ASSOLUTAMENTE NO!!!
Come riconoscere il professionista che ha passione dal commerciante? … mh … si potrebbe rispondere ad occhi chiusi senza neanche guardare le sue espressioni corporee o la destrezza che ha con gli Animali, basterebbe solo sentirlo parlare!!! … anche se, le chiacchiere sono spesso fuorvianti, soprattutto se imparate a memoria e se chi ascolta vuole riconoscere nelle parole gli aspetti umani del comportamento (gli unici ‘’per lui’’ facili da comprendere).
Prima di pensare a come riconoscere il venditore a buon prezzo, la persona interessata dovrebbe chiedersi quanto vuole mettersi in discussione prima di entrare nella ‘’sua’’ fase di addestramento, perché se lui per primo non vuole analizzare se stesso ed educare la sua elasticità mentale con la quale dovrebbe affrontare i discorsi molto semplici sull’importanza dell’educazione espressiva di ogni individuo, non riuscirà mai ad intavolare un discorso costruttivo con il suo Cane. Il Cane rappresenterà sempre il suo lato oscuro o goliardico a seconda delle paranoie che gli devastano il cervello!
L’addestramento non è una purga, non è una costrizione ma semplicemente l’educazione di una specialità propria dell’individuo.
Es.: nessuno mai chiederà ad un Mastino Napoletano di fare il lavoro del cacciatore da tana o di competere nella corsa alla Lepre con un Levriero!!!

- Particolarità di tecnici del guadagno: sono coloro che mettono velatamente in discussione le persone e poi riversano le negatività sul loro Cane, dicendo che non è all’altezza della situazione (parlando di sport) o è malato (parlando di atteggiamenti sociali non equilibrati). A questi personaggi si attaccano tutte le Persone che si affacciano all’addestramento per colmare le proprie mancanze caratteriali. Nell’ascoltare il mentore che le discolpa da ogni atteggiamento del propri Cane non conforme alle regole o non redditizio per lo sport, prendono la palla al balzo per cambiare o eliminare il Compagno peloso come se fosse ‘’un calzino sporco’’ …
E mentre i commercianti ci sguazzano con queste persone, chi lavora per passione, li caccia via a calci!!!

Ma il Mondo Cane è anche fatto dagli Allevatori. E di questi ce ne è di tutti i tipi e tutte le forme. Privati o titolati, più esperti o meno esperti, che visti dal di fuori, per chi è convinto che l’amore non si compra (giustamente!!!), non c’è nessuna differenza. E invece c’è, ed è una soltanto: L’ALLEVATORE CHE LAVORA CON PASSIONE E’ TOTALMENTE DIVERSO DA TUTTI GLI ALTRI!!!
E infatti a lui non paghi il cuccioli che tanto non te li venderebbe mai, bensì paghi il suo lavoro.
Che differenza c’è, chiederete …?! … sempre soldi gli entrano in tasca.
Certo, ma entrano perché la persona che si è affidata a lui, paga la sua competenza, il suo trascorso esperienziale, i suoi studi, i suoi mesi di durissima assistenza alla Mamma e ai Piccoli; paga le ore passate a parlare con le persone che lo chiamano e gli chiedono vita, morte e miracoli dei suoi Cani e di lui. Un Allevatore che si muove con passione, non dà i suoi cuccioli al primo venuto, e un domani non lascia i suoi piccoli in mano a persone che non hanno rispettato gli accordi presi prima dell’affido. Non li consegna come se fossero un pacco postale spedendoli ‘’a mezzo corriere’’ ... Se vivi lontano dall’allevamento, e non puoi tornare lì per prendere il cucciolo, un Allevatore mosso dalla Passione, ha premura di venir lui da te per portarti la sua Creatura. Lui li accompagna fino a casa e con loro aspetta che si ambientino nella nuova Famiglia che già in precedenza il cucciolo aveva conosciuto quando era ancora in allevamento. E per fare questo non ti chiede un supplemento, non ti chiede altro che serietà assoluta!
E infine, un Allevamento serio, non è dislocato lontano dall’abitazione, ma si trova nel giardino e nella casa dell’Allevatore.
Non chiedere a queste persone quanto costa un loro cucciolo, chiedi invece quanto costa il loro lavoro!
Il prezzo del cucciolo chiedilo ai mercanti!!!
E se poi ognuno di noi si facesse un bell’esame di coscienza quando decidiamo di accompagnarci ad un Animaletto, non sarebbe male. Vagliando tutti i contro prima dei pro, tutti i sacrifici prima delle gioie, calcolando anche tutte le spese a cui si va incontro nel momento in cui si allarga la Famiglia, forse, dico forse, si metterebbe un freno ai futuri abbandoni, e in primis ai mercanti di Anime e di conseguenza ai loro rispettivi confratelli, i mercanti di educazioni tecnico/scientifiche!!!

12 luglio 2018 Alfa e Arek 28 anni

Stella Grigia

Il nome della nostra scuola è stato a loro dedicato in quanto i primi ad accompagnarci verso la conoscenza del pianeta cane.
La storia di Alfa è la normale storia di un cucciolo che arriva in una famiglia normale (beh, normale è una parola grossa ;) ) e che vive la sua infanzia in maniera tranquilla.
La storia di Arek ha un inizio diverso ma, raggiunta l'età di due anni, il suo cammino è cambiato e insieme ad Alfa ha avuto la sua normale vita da Cane.
Con il loro aiuto, attraverso gli insegnamenti che ci hanno elargito, abbiamo fondato la filosofia della Scuola.
Il 12 luglio è la data della loro nascita, e dopo tanti anni (ad oggi 28) siamo ancora qui a ricordare questi due Grandi Cani ...
commossi ancora nel vedere le poche immagini che abbiamo di loro, poche rispetto a tutto quello che ci hanno lasciato nel cuore.

Ad Alfa e Arek Vom Grauen Stern
rinnoviamo il nostro ''Grazie''

 

21 luglio 2018 Apache 25 anni

25 anni Apache
Ehilà!!! Ciao!!! Qual buon vento vi porta qui? …
…chi non muore si rivede :D
………. :o
………. Perché ‘sto silenzio?
………. Che ho detto?
………. chi non muore si rivede? … è questo che non dovevo dire?
… no ma,..è che se stiamo tutti qui insieme, è perché siamo tutti vivi … noo?!?
… forse no …
Beh e allora se non siamo tutti vivi, chi è il fantasma?
…non c’è un fantasma!? …
…allora siamo tutti morti?!
… oh beh …che siete stati pizzicati tutti insieme dalla zanzare che vi state grattando in contemporanea?!
… e adesso perché arrossite?
Beh basta, ok cambia battuta, Voce rettifica l’entrata e ricominciamo :D

Ehilà!!! Ciao!!! Qual buon vento vi porta qui? …
…era un po’ che non ci si vedeva!!! ..mi fa piacere questa visita!!!
(…così va meglio ve’?!? ;) :D )
(Voce – Molto meglio :D :D )

‘’BUON COMPLEANNO’’

Ma grazie!!!!! Non me lo aspettavo proprio!!! Sono passati così tanti anni che non credevo vi ricordaste di questo giorno ..:D :D :D

‘’25’’

Caspita quanti!!! … ¼ di secolo :o …allora si che oggi è veramente una data storica!!!
25 anni … 25 anni e sono ancora importante? … Grazie, questo è davvero un bellissimo regalo … quasi quasi mi commuovo …

Apache with Grey’s è stato un Border con degliattributi propri di una razza nata per lavorare, anche se a quel tempo non riuscivo a capire quanto fosse duro lavorare con un Cane con un carattere come il suo: forte come un vero Cane da Pastore e gentilmente nobilee testardo come un barone scozzese. E così, per colpa mia, ci sono stati alcuni fraintendimenti. Fra le mancanze,non l’ho ascoltato quando mi ha chiaramente detto quanto prediligesse le arti forti piuttosto che quelle di destrezza, e non ho capito che preferiva mille volte vivere sotto le stelle che sopra i cuscini (questo almeno finché è stato giovane, perché poi, verso gli undici anni, indebolito anche dal tumore con il quale ha combattuto per 5 anni, ha cominciato ad apprezzare tutto ciò che era caldo e morbido).
Era piccolo ma carico charm, e le donzelle determinate e impavide che non davano molta confidenza a chiunque, con lui si lasciavano andare anche ad atti di fanciullezza.
Per descriverlo in maniera un po’ figurativa potrei dire che ‘’era un tipo che prendeva il toro per le corna e lo teneva fino a che il nerboruto bovino non accennasse un segno di resa! :D

Quel famoso 21 luglio del 1993, ha segnato un’epoca nella storia del Border Collie in Italia: la nascita della cucciolata ‘’A – color’’ definisce l’Allevamento di Francesca Balducci come il più importante Allevamento italiano, e dopo 25 anni, ancora si distingue per la sua classe!
Purtroppo però, la razza (Allymoon a parte), ne hanno subiti di cambiamenti, e i vari Borderini che son venuti in seguito, sono un po’ come dire, schizofrenici e fuori controllo (colpa di chi alleva e di chi cresce). La causa di ciò è da trovare nella grande richiesta di soggetti da parte di un pubblico non del tutto esperto, che ha voluto il Border non solo perché carino e batuffoloso nell’aspetto, ma anche e soprattutto perché versatile e altamente addestrabile. Questo ha portato ad avere dei soggetti con disequilibri comportamentali pronunciati, non perché pazzi, ma perché chi l’ha voluti con se, non l’ha fatto in quanto affascinato etologicamente da un Cane tanto antico, tanto versatile, tanto serio lavoratore e tanto amabile compagno di Famiglia … no … l’ha fatto solo perché era un piccolo computer provvisto di programmi molto semplici da attivare che avrebbe fatto fare loro delle gran belle figure!!! … e infatti, in men che non si dica, in 25 anni, la cinofilia ‘’spicciola’’ si è riempita di esemplari che … beh … non fanno proprio una vita sociale/familiare degna … fissati su oggetti, suoni e comportamenti sterili che di tutto possono parlare tranne che di rapporto vivo fra esseri vivi!

Apache è Figlio di Shonik e di Quanah, due Border che, nelle loro diversità fisiche e caratteriali, rispecchiavano le peculiarità della razza. Con loro due si univano delle linee che davano eleganza nel portamento, attitudine lavorativa e intimità familiare.

Apache è stato un Cane sempre molto forte in tutto. Forte nell’affrontare le novità, forte nel suo specialissimo modo di essere sociale, forte nel vivere momenti di solitudine e forte nell’affrontare i pericoli.
Le sue amiche del cuore: Alfa e Paperina